I diritti tv del calcio a Dazn: la rivoluzione che continua

Venerdì 9 Aprile 2021 di Giovanni Guidi Buffarini
I diritti tv del calcio a Dazn: la rivoluzione che continua

Tre anni fa manco sapevamo esistesse Dazn, e invece la piattaforma internettiana focalizzata sugli eventi sportivi era già operativa in diversi Paesi. Tre anni fa, quelle quattro lettere combinate strano ci mettevano ansia. «Come cavolo dobbiamo leggere?». Imparammo la corretta pronuncia - dazòn, per i distratti - durante l’estate 2018. Quando Dazn cominciò a trasmettere il campionato di calcio di Serie B e tre partite a settimana della Serie A, la prima fu Lazio - Napoli se non ricordo male. Con qualche iniziale défaillance tecnica: connessione instabile, non ottimale qualità delle immagini. E fu un tripudio di battute ironiche via social. «Tra Dazn e la radiolina, si vede meglio sulla radiolina». «Stiamo esultando tutti in momenti diversi: sembrano ottocento gol». «E quindi su #Dazn non si vede un #Cazn?». «Ho provato a vedere Dazn su Internet Explorer e sono tornato indietro nel tempo». Problemi presto risolti, e fu chiaro a tutti che quello di Dazn non sarebbe stato un fuoco di paglia. Pochi giorni fa, la notizia bomba. Dazn si è assicurata i diritti per i prossimi tre campionati di Serie A. Ha superato l’offerta di Sky mettendo sul piatto 840 milioni di euro a stagione. Una rivoluzione: dal 2003 il campionato italiano era appannaggio di Sky. Doveroso precisare che la questione non è ancora completamente chiusa, Sky ha presentato ricorso e inoltre non è detto non possa intervenire un accordo fra i rivali, sette partite di qua tre di là, ovviamente a rapporto invertito. Ma insomma è assai probabile che, in larga maggioranza, le partite del prossimi tre campionati le vedremo sul computer, sul cellulare, sulla tv però smart, e alcune considerazioni già si impongono. La prima. La concorrenza funziona. Parliamoci chiaro: la Serie A odierna non è quella di 15 anni fa, non è più il campionato più bello del mondo, quello di più alto livello, quello più ricco e prestigioso e combattuto. Quasi nessuno fra i migliori giocatori milita nelle nostre squadre. Se qualche grosso nome firma con un club italiano, è per concludere la carriera ottenendo un ingaggio che i top club europei non sono più disposti a concedergli. Possiamo (ri)mettere sotto contratto Ibra 40enne, i campioni “contemporanei” preferiscono cimentarsi in Inghilterra, in Spagna. E se punti sui quasi pensionati poi si vedono i risultati in Champions: negli ultimi due anni, solo l’umile Atalanta ha ben figurato, la Juve di CR7 36enne ha preso gli schiaffi da Lione e Porto, l’Inter non è riuscita nell’impresa di qualificarsi per gli ottavi (almeno ha giovani di valore: risolvendo i problemi societari, chissà). Se questa Serie A ha incassato dalla cessione dei diritti questa cifra - ribadiamo, 840 milioni l’anno per tre anni - lo si deve al fatto che qualcuno ha deciso di sfidare Sky. Seconda considerazione. Che questo qualcuno sia una azienda del Web ci dice quanto è cambiato e quanto ancora sia destinato a cambiare il mondo. Sta avvenendo nel calcio quel che, un esempio fra mille, è avvenuto nel cinema. Nel 2013, Netflix produsse la sua prima serie, la mitica “House of Cards”. Oggi di serie ne produce a getto continuo e pure di film e con i nomi più prestigiosi, da Scorsese a Fincher. Mentre per l’ultimo capolavoro Pixar, “Soul”, non sembra prevista una distribuzione nelle sale nemmeno a pandemia archiviata: sta sulla piattaforma Disney+. (Spero d’essere smentito: i film, e in specie i grandi film, reclamano il grande schermo). Tornando al calcio. Sky si è garantita le prossime edizioni della Champions. Occhio però: alcune partite (poche) le diffonderà Amazon. Sicuri che Jeff Bezos si accontenterà a lungo di un ruolo secondario? Terza considerazione. L’accordo Dazn - Lega Calcio si prospetta vantaggioso per i consumatori, sebbene non sia stato ancora reso noto a quanto ammonterà l’abbonamento (è in ogni caso certa la possibilità di disattivarlo con velocità estrema). Dovrebbe, ed è ancora più importante, rivelarsi vantaggioso per l’intera Italia. Alleata di Dazn è Tim, che per permettere al nuovo broadcaster principale di offrire un ottimo servizio dovrà implementare alla svelta, su tutto il territorio nazionale, la fibra ottica. Una infrastruttura chiave per lo sviluppo del Paese.

 

*Opinionista e critico cinematografico

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