Edifici a prova di terremoto: vigila una rete di sensori

Edifici a prova di terremoto: vigila una rete di sensori

di Roberto Pierdicca
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Martedì 5 Dicembre 2023, 06:20 - Ultimo aggiornamento: 06:52

Possono la bellezza estetica, il risparmio economico, la fretta nell’era del “tutto e subito” essere in armonia con la sicurezza? E a quale prezzo (ammesso che ne esista uno per quantificare una sola vita umana) la sicurezza delle nostre case può essere derubricata a fanalino di coda nel processo edilizio e di salvaguardia del patrimonio esistente? Domande retoriche, si intende, ma purtroppo quantomai attuali. I recenti eventi sismici ci ricordano troppo spesso quanto sia fragile il patrimonio costruito italiano. Oltre agli eventi calamitosi si aggiunge una scarsa manutenzione degli edifici e una poca attenzione e sensibilità nei confronti della sicurezza antisismica.

Eppure, di buono ce n’è, e parecchio! PNRR, Bonus Edilizi, Investimenti sulla digitalizzazione (solo per citare alcune delle misure che il nostro Paese ha e sta adottando) sono opportunità straordinarie per incentivare la competitività a livello quantomeno europeo e, per tornare al nostro tema, per salvaguardare la vita delle persone. Certo, investimenti ingenti necessitano di una risposta sociale (a tutti i livelli) che metta in pratica competenze, conoscenze, fiducia nel futuro e tanto sacrificio. Temi come sostenibilità e salvaguardia della vita delle persone diventano fondanti, al punto da dare luogo a interventi edilizi di assoluta eccellenza, sia in termini di ottimizzazione delle risorse finanziarie, sia in termini di avanguardia tecnologica. Ma cosa significa adeguare sismicamente un edificio? La risposta è semplice: eseguire una serie di interventi strutturali per rendere un edificio sicuro nel caso di evento sismico previsto per una data zona geografica.

È questo il caso dell’intervento di adeguamento sismico mediante isolamento alla base eseguito in un edificio in cemento armato nello splendido quartiere residenziale Passetto, nel cuore di Ancona. Un intervento che mira a preservare la memoria storica di un’area simbolica della città, minimizzando l’impatto sull’ambiente e rendendo sicuro l’edificio senza ricorrere alla sua demolizione. La scelta di proporre tale tipologia di intervento è motivata dal fatto che, con un unico intervento localizzato sui soli elementi strutturali del piano terra, è possibile adeguare l’edificio diminuendo drasticamente l’energia in ingresso in caso di sisma. L’introduzione del sistema di isolamento permette quindi adeguare la struttura che non sarebbe in grado di fornire una risposta adeguata viste le scarse caratteristiche meccaniche dei materiali. Un altro aspetto importantissimo del progetto riguarda i nuovi paradigmi dell’internet delle cose e della digitalizzazione.

Un sistema di monitoraggio costituito da una rete di sensori è diventato un vero e proprio impianto integrato alla costruzione, grazie al quale è possibile effettuare in maniera quasi immediata una stima delle condizioni di salute. È quello che è accaduto anche in questo cantiere, quando l’edificio è stato investito dal sisma del novembre 2022: il sistema di monitoraggio ha acquisito i dati ed ha permesso di eseguire una diagnosi post evento per una pronta ed immediata ripresa dei lavori. “Se puoi pensarlo, allora puoi farlo”.

Dunque, perché non adottare sistemi analoghi estendendoli a tutto il patrimonio costruito? L’intervento, ora in fase di conclusione, è stato reso possibile da un lato dall’idea visionaria dei progettisti architettonici e strutturali, dall’altro grazie alle agevolazioni fiscali previste dal tanto discusso superbonus 110.

Eseguire un intervento di una tale complessità in un contesto edilizio così complicato è stato sicuramente impegnativo quanto stimolante, con la volontà da parte dei progettisti di offrire ai proprietari dell’immobile una casa sicura a livello antisismico. È inoltre opportuno ricordare che, se da un lato il superbonus ha generato caos nel reparto edilizio, spesso associato ad interventi onerosi o poco efficienti dal punto di vista strutturale, in altri casi come questo ha consentito di mettere in sicurezza edifici e condomini in condizioni sismiche davvero preoccupanti.

L’incentivo ha inoltre rimesso al centro del dibattito un tema così importante come la prevenzione, la manutenzione delle strutture e la sicurezza antisismica, in un reparto edilizio che per troppo tempo ha posto l’attenzione solo sugli aspetti energetici e di comfort termico ed estetico. Un punto cruciale resta, tuttavia, quello economico. L’investimento è stato di notevole entità, e probabilmente senza l’accesso ai crediti del bonus 110 non sarebbe stata possibile la messa in sicurezza con il metodo proposto; questo deve fare riflettere amministratori e decisori, che nel futuro dovranno fronteggiare il grave problema di un patrimonio edilizio ormai fatiscente, la cui cura non potrà essere subordinata a piani di intervento sporadici come il bonus, ma richiederanno certamente un intervento su fondi più strutturali e sostenibili nel tempo.

*Ricercatore e docente al Dipartimento di Ingegneria Civile dell’Università Politecnica delle Marche

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