Gli orsi bianchi della cultura da Popsophia all UlisseFest

Gli orsi bianchi della cultura da Popsophia all’UlisseFest

di Simonetta Marfoglia
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Sabato 10 Febbraio 2024, 04:00

C’è un raccontino veloce di Dostoevskij che noi boomer da studenti ci si ritrovava nelle antologie scolastiche delle superiori. Si intitola “L’orso bianco” e ha una teoria semplice semplice. Domanda: Perché quando non dobbiamo pensare ad una cosa finiamo inevitabilmente per pensarla? Risposta: è il cosiddetto “fenomeno dell'orso bianco”. Il termine è tratto appunto da una osservazione di Dostoevskij: «Cerca di non pensare ad un orso bianco e questo continuerà a venirti in mente».

Ecco io vorrei scrivere, che so, di cantieri e di umarell, del countdown per l'inaugurazione dell’Auditorium Scavolini dopo tot anni di lavori o della riapertura marzolina della nuova interquartieri di Muraglia dopo mesi di giocoforza viabilità a ostacoli nella zona del nuovo ospedale. Invece ho questo orso bianco che mi danza molesto in testa, petulante quanto una mosca il giorno di Ferragosto. È un orso bianco che avanza da plantigrado suo pari nei meandri della Capitale della cultura e che man mano che si avvicina assume le fattezze di Popsophia e dell’UlisseFest, due delle manifestazioni di punta dell’estate pesarese (soprattutto la prima decennalmente radicata) che in questo 2024 salutano e traslocano ospiti e pubblico ad Ancona.

A Pesaro il ciao ciao ufficialmente è stato incassato con understatement e nonchalanche (abbiamo altre iniziative e appuntamenti, programma ricco mi ci ficco eccetera eccetera) che ha il sapore un po’ della volpe e l’uva, solo che noi l’uva non si era solo assaggiata ma ci era pure piaciuta. Nel frattempo l’anno da Capitale è partito col botto. Non ci siamo fatti mancare nulla, abbiamo avuto la guest star Mattarella e vieppiù la polemica da ola mediatica sulle frasi sessiste del presentatore Paolo Bonolis rivolte a Francesca Perrotta direttrice dell’orchestra Olimpia tutta al femminile. E guai a sottovalutare questo helzapoppin’ comunicativo. Provate a fare un gioco (un po’ come quando ci si mette a elencare a ritroso chi sono stati i presidenti della Repubblica prima di Mattarella o i capi di governo ante Meloni) e cominciate a declinare le città italiane che hanno preceduto Pesaro come Capitale della cultura: non dico tutte, ma almeno 2 o 3, e Matera non vale perché è nella golden list europea.

Intanto dunque maciniamo con ritmi da centometristi conferenze stampa, presentazioni e inaugurazioni: ci sono i Comuni Capitale, l’enogastronomia Capitale, le mostre Capitale, le rassegne Capitale, gli itinerari Capitale, i compleanni (di Rossini) Capitale, i fuochi e le luci Capitale (arriveranno anche quelli pazientate).

E poi c’è l’avveniristica Biosfera, che sarà inaugurata in pompa magna il 24 febbraio in piazza del Popolo e che, con i suoi 4 metri di diametro, le è già stato vaticinato un futuro da simbolo hi-tech, con gli aruspici culturali che profetizzano che diventerà per la Pesaro del terzo millennio quello che è stato la Sfera Grande di Pomodoro, ma a noi ci piace chiamarla Palla che fa più commoner, per la Pesaro degli anni ‘70. Parafrasando la legge fisica della conservazione della massa “tutto si trasforma, nulla si distrugge” ma si crea anche. Però Popsophia... leggere qualche giorno fa quella nota stampa da “Grazie Ancona” per lo spin off da tutto esaurito alla Mole e con quell’euforico “arrivederci a presto”, rievoca indicibilmente gli assalti del pubblico a Rocca Costanza soprattutto per le lectio inauguralis di Massimo Recalcati. Così tanta gente che alla fine ci si accorse che non c’erano adeguate misure di sicurezza (tipo le scale per le uscite d’emergenza) e da quella volta Popsophia è traslocata in piazza del Popolo e la Rocca aspetta ancora un degno ritorno come location (tranquilli quest’estate sono previsti gli eventi Capitale). Alla fine consoliamoci con una decisione salomonica: Ancona si è presa Popsophia, noi facciamo tornare Recalcati con Kum, il Festival che si teneva alla Mole e che a primavera sarà al Teatro Rossini tra gli eventi Capitale. Peccato solo che alla fine il pupo non è tornato alla mamma tutto intero.

 * Responsabile redazione di Pesaro del Corriere Adriatico

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