Per la sentenza ripassi tra 18 anni. E per un terminal ne servono 30

Per la sentenza ripassi tra 18 anni. E per un terminal ne servono 30

di Lorenzo Sconocchini
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Martedì 13 Febbraio 2024, 04:55 - Ultimo aggiornamento: 22:10

Si possono attendere 18 anni, il tempo che serve dalla nascita per diventare adulti e maggiorenni, per sapere chi ha torto e chi ragione tra un ente pubblico locale e un’azienda privata di costruzioni? È accettabile che la giustizia civile impieghi così tanto tempo, in una vertenza tra stazione appaltante e ditta aggiudicataria, per mettere la parola fine a una contesa da cinque milioni di euro? Certo che si può, ed è esattamente quanto sta accadendo nella disputa ancora in corso tra il Comune di Ancona e l’impresa Salini-Locatelli Spa, che nell’estate del 2006 abbandonò il cantiere per il terminal-autostazione dell’ex Verrocchio, vicino alla stazione centrale, invocando un’eccessiva onerosità dell’appalto.

Breve riepilogo della vicenda. Il primo via libera del consiglio comunale di Ancona al progetto per destinare l’ex fornace Verrocchio in zona Palombella a Centro intermodale di scambio per il trasporto pubblico risale addirittura al 31 luglio 1995. Ma appena affidati i lavori per il primo stralcio, 11 anni dopo, subito erano insorte difficoltà nella gestione dell’appalto, con l’arbitrato richiesto dalla Salini-Locatelli Spa, che aveva fermato il cantiere. A distanza di 18 anni da quello stop ancora oggi si trascina il braccio di ferro giudiziario in cui il Comune di Ancona si è dovuto impegnare per riavere i 4,5 milioni che ancora ballano nella vertenza aperta nel 2006. Il lodo - che inizialmente riconosceva le ragioni della ditta appaltatrice costringendo il Comune a pagare subito - è stato annullato, ma Palazzo del popolo non riesce a riavere indietro le somme versate a rate tra il 2011 e il 2013 alla ditta, che nel frattempo ha cambiato denominazione in Costruzioni Romane.

La Corte d’appello di Roma aveva concesso a favore del Comune di Ancona un provvedimento cautelare di sequestro fino a 5 milioni, ma poi in sentenza decurtò l’importo di oltre un milione. Il Comune nel 2019 ha presentato un altro ricorso in Cassazione, ma la sentenza - che conferma il taglio alle richieste del Comune - è arrivata solo venerdì scorso e se ne è avuta notizia ieri. Tutti erano convinti - proprio confidando sui tempi di una giustizia lumaca - che quando la causa sarebbe arrivata al capolinea, il Verrocchio non era più quello scheletro di pilastri in cemento, dove si nascondevano i senza casa, che si è visto per anni percorrendo la Flaminia poco prima di piazza Rosselli.

I lavori infatti erano ripresi nel febbraio 2021 e affidati dal Comune a un nuovo appaltatore, il Consorzio Rennova, il pool di imprese edili abruzzesi che con un ribasso del 25,95% si è aggiudicato nel marzo 2020 l’appalto, per un importo di 2,7 milioni, finanziato con i fondi statali del bando periferie.

Il cronoprogramma indicato nel nuovo appalto prevedeva infatti che il nuovo terminal dei bus con parcheggio scambiatore da 260 posti auto fosse pronto entro l’aprile 2022. Ma in una sorta di riedizione moderna del paradosso di Zenone su Achille pie’ veloce e la tartaruga, tra giustizia civile e nuova ditta appaltatrice si sta facendo una gara al rallentatore.

Tra aumenti dei prezzi delle materie prime, ritardi delle forniture in un mercato gonfiato dai Superbonus e carenza di personale, l’azienda appaltatrice ha accumulato ritardi su ritardi, tanto che di recente il Comune di Ancona ha contestato al Consorzio Rennova ritardi ingiustificati, conteggiando penali fino a 300mila euro, il 10% del valore dell’importo contrattuale, come previsto dal codice degli appalti. Si è arrivati addirittura a un passo dalla rescissione contrattuale e solo negli ultimi giorni l’amministrazione comunale dorica ha deciso di non chiudere i rapporti con la ditta appaltatrice, rottura che avrebbe comportato una nuova gara d’appalto. Altrimenti, sui pilastri dell’ex Verrocchio sarebbe spuntato un altro fiore avvelenato di una causa civile dai tempi lunghissimi e dall’esito non scontato.

E la conclusione dell’opera? Forse a ottobre prossimo, non oltre dicembre, assicura il Comune, perché altrimenti si perderebbero i fondi del Bando periferie assegnati ad Ancona dalla presidenza del Consiglio dei ministri. Siamo sulla soglia dei 30 anni, dalla prima delibera del consiglio comunale di Ancona per l’autostazione del Verrocchio. Ma è normale?

* Caporedattore del Corriere Adriatico 

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