L’insostenibile pesantezza di spedire una mail al giorno

L’insostenibile pesantezza di spedire una mail al giorno

di Stefania Gorbi
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Sabato 24 Febbraio 2024, 04:00

Gli atenei italiani si impegnano ormai da anni sulle tematiche della sostenibilità, un percorso complesso che deve essere affrontato attraverso approcci innovativi, multidisciplinari e integrati, che includano sempre l’intesa dei tre ambiti economico, ambientale e sociale. La costruzione di un futuro sostenibile dipende dalla capacità di bilanciare al meglio questi elementi; in questo contesto, la tecnologia, e oggi in particolare la tecnologia digitale, riveste un ruolo fondamentale. Da qualche anno si parla infatti di Sostenibilità Digitale cioè dell’applicazione dei principi di sostenibilità ambientale, economica e sociale alla tecnologia e all’utilizzo dei dispositivi digitali.

Una recente ricerca, pubblicata dalla Fondazione per la Sostenibilità Digitale (https://sostenibilitadigitale.it/), ha analizzato la percezione dell’impatto ambientale dei servizi digitali: secondo il 51% dei cittadini italiani intervistati, gli strumenti digitali sono energivori o comunque hanno un forte impatto sui consumi energetici ma solo il 22,8% riesce a stimare correttamente quale sia questo consumo, mentre il 77,2% pensa che il loro impatto energetico sia inferiore a quanto è realmente. A prescindere dal fatto che si sia competenti o meno sull’uso della tecnologia, gli italiani hanno una scarsissima conoscenza del suo reale impatto energetico, e non immaginano che ad esempio l’invio di una sola e-mail al giorno possa produrre, in un anno, le stesse emissioni di anidride carbonica di un'auto che percorre 50 Km. Secondo le stime attuali, le Tecnologie dell’Informazione e Comunicazione rappresentano tra l'otto e il dieci per cento del consumo europeo di elettricità e fino al quattro percento delle emissioni mondiali di carbonio.

La domanda è prevista in crescita in tutti i segmenti di business, con una tendenza all'aumento ulteriore nelle emissioni di gas serra. Si comprende quindi il peso molto rilevante del settore e perché il mondo digitale e la tecnologia debbano proporre soluzioni sempre più sostenibili. Senza dimenticare che la digitalizzazione gioca un ruolo chiave nel favorire la sostenibilità dei processi in cui è coinvolta, praticamente tutti, con uno stretto rapporto biunivoco.

Ogni prodotto/servizio tecnologico ha un ampio range di impatti lungo il suo intero ciclo di vita: durante la fabbricazione si ha un potenziale inquinamento del suolo, dell’aria e dell’acqua; durante l’uso si ha consumo di energia ed infine, al termine dell’utilizzo, si pone il problema di riciclare, e gestire in maniera corretta lo smaltimento dei rifiuti elettronici.

Inoltre, l’impatto del ciclo di vita del prodotto è influenzato dal ciclo di vita dell’appalto utilizzato per acquistarlo; non basta allora semplicemente definire a monte i requisiti di un buon prodotto, bensì bisogna anche pianificare una corretta esecuzione del contratto in ottica di sostenibilità, così come prevedere in anticipo la corretta gestione del riciclo o smaltimento.

La Comunità Europea, sin dal 2008, ha cominciato a dare le prime indicazioni definendo le cosiddette Gpp (Green Public Procurement) ovvero delle indicazioni da rispettare in ottica di sostenibilità in fase di acquisto dei prodotti. A fronte dell’amplissima normativa in materia e delle centinaia di certificazioni internazionali il rischio che si corre è quello di non riuscire a finalizzare tutte le azioni concrete che sono davvero necessarie.

«Si tratta di una materia estremamente complessa - ha commentato l’ingegnere Giovanni Marconi direttore del servizio I.C.T. Information and Communications Technology, dell’Università Politecnica delle Marche, che ha partecipato lo scorso 7 febbraio a Bologna, al Primo Workshop sulla Sostenibilità Digitale, promosso da CoDAU (Convegno dei Direttori Generali delle Amministrazioni Universitarie) - per le Università, impegnarsi a gestire in modo sostenibile i sistemi digitali, a partire dalla catena di fornitura, attraverso l’intero ciclo di vita di beni e servizi, accresce il valore a lungo termine, a favore di tutta la cittadinanza». Rimane ancora di fondamentale importanza la sensibilizzazione e la formazione in tutte le fasce di età e per tutte le categorie sociali, ricordando sempre che la sostenibilità è un tema asintotico, più cose faremo e più ancora ce ne saranno da fare.

* Referente progetto Univpm Sostenibile  Docente Dipartimento  di Scienze della Vita  e dell’Ambiente

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