Assumiamoci le responsabilità: domenica andiamo a votare

Assumiamoci le responsabilità: domenica andiamo a votare

di Giovanni Guidi Buffarini
4 Minuti di Lettura
Venerdì 23 Settembre 2022, 06:20

Apro il sito del Corriere della Sera e leggo: “Trova il tuo partito con il test del Corriere: scopri qual è la formazione politica più vicina alle tue idee”. Strabuzzo gli occhi. Un semplice test, e sai per chi votare? Un test come quelli che fungheggiano online, scegli una bottiglia e scopri che animale sei, e clicchi sulla bottiglia ricurva che per farne fuoriuscire il liquido devi irrispettosamente invocare tutte le divinità e apprendi d’essere un magnifico cigno vaporoso (qualsiasi cosa significhi) capace di portar bellezza e gioia nella vita d’ogni persona che abbia la fortuna di incontrarti, ma spietato nel beccare a sangue chi si comporta male con te? (Notare come nessuna bottiglia darà per risultato: sei una nefastissima zanzara anofele, diffondi malaria).

Un test come quelli proposti ai concorsi pubblici, in cui, fra tanti quesiti, capita di rado di non trovare quei tre o quattro sfondoni spettacolari, che a un ragazzino delle medie ne basterebbe spararne uno per essere retrocesso all’asilo e senza passare dal via? Internet e i concorsi pubblici hanno inflitto duri colpi, quasi mortali, al buon nome dei test. Il test del Corsera in realtà è ben fatto. Lo ha concepito Euromedia Research, si compone di venti domande a risposta multipla su altrettanti temi emersi - alcuni in modo più chiaro altri meno, così come alcuni sembrano più rilevanti di altri - durante la campagna elettorale. Se ancora non avete deciso su quale simbolo tracciare la croce domenica e meditate di lanciare la moneta, o se siete di quelli che “cosa voto a fare, tanto sono tutti uguali”, il test - al termine compaiono i nomi dei tre partiti più affini - può esservi di aiuto. Ancor meglio sarebbe prendersi la briga di leggere i vari programmi. Una serata ad alto tasso di noia, sbadigli a raffica? Pazienza, per divertirsi non mancherà occasione, e non sta scritto da nessuna parte che ogni serata debba essere spumeggiante.

Dalla lettura dei programmi assai più che dalla brutta campagna elettorale grazie al cielo agli sgoccioli, campagna combattuta a colpi di concetti liofilizzati e polemiche sterili, di soluzioni elementari a problemi complicatissimi e mirabolanti promesse ben difficili da mantenere senza sfasciare del tutto il bilancio pubblico sofferente, dalla attenta lettura dei programmi, e non certo tramite le pirotecniche esibizioni tiktok di cortissimo respiro, possiamo verificare che no, i vari schieramenti e i singoli partiti non sono tutti uguali: e decidere quale fra le diverse idee di Paese in campo appoggiare. Come non è affatto indifferente, all’interno della lista prescelta, esprimere la preferenza per un candidato piuttosto che per un altro. Vogliamo forse un (altro) Parlamento di scappati di casa, di miracolati dal leader, di yes-men schiacciabottoni e incapaci di esprimere un pensiero, una proposta di più ampio respiro rispetto alla richiesta di finanziare la Sagra della Salsiccia Medievale nel paesello che all’onorevole diede i natali (e sia detto con tutto rispetto per ogni sagra, per ogni borgo natio e soprattutto per le salsicce, sempre siano lodate)?

Negli ultimi dieci vent’anni, tanti italiani si sono allontanati dalla politica, la politica fornendo loro ottimi e abbondanti motivi di disaffezione. Ora mi pare indispensabile tornare a interessarsi di politica, ora che il mondo ha imboccato una direzione bruttissima mentre l’Italia son trent’anni che nasconde la polvere sotto il tappeto, e il tappeto è più ondulato delle montagne russe, la situazione non è problematica: è critica. Non è tempo di non assumersi le proprie responsabilità di cittadini, di non scegliere o di scegliere a casaccio a impulso i nostri rappresentanti. Che poi sarà il caso di braccare da presso affinché compiano scelte lungimiranti, ché a pensar corto e sperare nella buona sorte si fan disastri, e lo sapete a cosa sto pensando, lo stesso che state pensando voi (eppure far la manutenzione di un fiume costa molto meno che rifondere i danni dell’alluvione, e dei morti tacciamo).

Andiamo a votare domenica e facciamolo con cognizione di causa. Rinunciare a esprimersi e limitarsi a puntare genericamente il dito contro “i politici” non è cosa saggia.

© RIPRODUZIONE RISERVATA