L’asteroide centrato dalla sonda, altro che filmone hollywoodiano

L’asteroide centrato dalla sonda, altro che filmone hollywoodiano

di Giovanni Guidi Buffarini
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Venerdì 30 Settembre 2022, 08:23

Da lunedì notte, da martedì mattina se proprio vogliamo fare i pignoli, penso fisso lì. Non al risultato elettorale, esito un po’ atteso e un po’ no, il centrodestra unito che fa il pieno di seggi ma prende meno voti del centrosinistra in ordine sparso, chissà se Meloni avrà ringraziato i suoi più preziosi alleati, Letta Conte Calenda, versione aggiornata dei Capponi di Renzo, triplice imitazione dell’immarcescibile Tafazzi, se preferite.

Non al dato, allarmante, dell’astensione, tutto meno che imprevedibile, i partiti, fuorché in campagna elettorale, tenendo da decenni i cittadini a debita distanza, «lasciate manovrare noi abili manovratori, non rompeteci le scatole con le vostre idee, contributi non richiesti: state buoni, vi cercheremo quando ci servirà di nuovo la vostra crocetta sulla scheda, e fingeremo di ascoltarvi», e dai e dai le crocette son precipitate. Non sto seguendo che con somma distrazione le trattative per la formazione del nuovo governo, appena iniziate e già accidentate, dietro i sorrisi di circostanza i coltelli sguainati, mimetizzati alla meno peggio. Tanto meno mi interesso al nuovo psicodramma in corso nel Pd, alle veline tutte uguali di dirigenti d’ogni ordine e grado, «voglio che il congresso sia basato sui contenuti, non sui nomi», e intanto è tutto un rincorrersi di nomi, per i contenuti si vedrà se avanzerà il tempo. Niente di tutto questo. Da lunedì notte penso fisso alla sonda Dart che ha centrato l’asteroide Dimorphos. Guardo e riguardo la sequenza emozionante, che in pochi secondi ha depotenziato, ha reso decrepiti tutti i filmoni hollywoodiani dei megabotti e supereffetti digitali, e urlati eroismi e universali terrori. Don’t Look Up! E invece è così bello rivolgere gli occhi al cielo. Diceva Leopardi, e tanto per cambiare diceva perfetto: «La più amabile, la più nobile fra le Fisiche scienze ella è senza dubbio l’Astronomia.

L’uomo si innalza per mezzo di essa come al di sopra di se medesimo, giunge a conoscere la causa dei fenomeni più straordinari». E oggi a interferire con essi, onde mettersi al riparo da potenziali disastri. È entusiasmante la scienza che raggiunge e scavalca la fantascienza. Che sequenza meravigliosa. La telecamera montata sulla sonda inquadra il sasso grande (ok, sarebbe un altro asteroide, Didymos), lo schiva lo supera, punta dritto verso il sasso minore Dimorphos, che all’inizio è un puntino laggiù nel nero e pian piano si ingrandisce, ne cogliamo la forma e un istante prima dell’impatto, nitidissima, la superficie, sassetti puntuti su polveroso tappeto polveroso. La trasmissione giocoforza si interrompe, Dart e la sua telecamera in frantumi. Da lontano però, il satellite LiciaCube non perde di vista Dimorphos: che rilascia scia di detriti. Siamo stati capaci, noi umani, di mirare un corpo celeste in movimento nello spazio sterminato, a 11 milioni di chilometri dalla Terra, e centrarlo in pieno con la nostra sonda biglia, sonda freccetta.

Forse non faremo la fine dei dinosauri se un giorno un asteroide, una cometa (molto amate dal cinema, le comete), un quel che vi pare, dovesse puntar dritto verso il nostro pianeta (Dimorphis non rappresenta una minaccia). Forse, perché solo le osservazioni dei telescopi diranno se l’impatto ha modificato e di quanto l’orbita dell’asteroide scelto per il test: l’osservazione si protrarrà per anni. Ma il risultato raggiunto, la bocciata perfetta, è in sé stupefacente. E fa piacere rilevare che nella magnifica impresa l’Italia abbia giocato un ruolo di primo piano. Made in Italy, realizzato dalla Leonardo a Campi Bisenzio, il sensore di traiettoria che ha guidato Dart nell’ultimo tratto del viaggio, fino all’impatto. Made in Italy il satellite LiciaCube: lo hanno costruito la nostra Agenzia spaziale e la torinese Argotec.

L’Italia ammaccata conserva sacche di eccellenza, realtà capaci di raccogliere e vincere le sfide più ambiziose. L’altra Italia, l’Italia sfiduciata (e manco va più a votare), l’Italia lamentosa, l’Italia che al futuro guarda con timore e tremore, l’Italia che di vivacchiare si contenta, veda di prendere esempio, recuperi il coraggio, la voglia di pensare in grande, pensare lungo. Diamoci tutti una mossa, e alla svelta.

*Opinionista e critico cinematografico

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