Don Oreste Benzi, Servo di Dio gigante di carità e vita spirituale

Don Oreste Benzi, Servo di Dio gigante di carità e vita spirituale

di don Aldo Buonaiuto
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Domenica 10 Dicembre 2023, 05:00

«Mostraci ancora, o Madre, la via della conversione, perché non c’è pace senza perdono e non c’è perdono senza pentimento. Il mondo cambia se i cuori cambiano; e ognuno deve dire: a partire dal mio». È dedicata a Maria Vergine la preghiera di Papa Francesco per la solennità dell’Immacolata Concezione. Queste parole sono un invito ai cristiani e a tutte le persone di buona volontà a impegnarsi personalmente per realizzare un mondo dove regni la concordia e la fraternità. Maria è stata preservata immune dal peccato originale fin dal primo istante del suo concepimento.

Per la Chiesa questo avvenimento è diventato verità di fede con la definizione di Pio IX che, nel 1854, ha sancito il dogma dell’Immacolata Concezione con la bolla Ineffabilis Deus. La Madonna, dinanzi alla croce di Gesù, è divenuta madre di ogni uomo iniziando la sua missione, in attesa della venuta dello Spirito Santo. La fedeltà della Vergine al Padre Celeste, pur nelle difficoltà e nelle preoccupazioni, insegna a essere maestri d’amore contro gli egoismi e le inimicizie della nostra attuale società. Più volte il Pontefice ha rivolto il pensiero a tutta la gente oppressa da ingiustizia, guerra, povertà e in particolare alle donne vittime di maltrattamenti, alle madri che piangono i figli uccisi da conflitti e terrorismo, al popolo ucraino, quello palestinese e quello israeliano ripiombati nella spirale della violenza. La Vergine è il segno della vittoria su ogni male: «La tua persona – ha affermato il Papa – il fatto stesso che tu esisti ci ricorda che il male non ha né la prima né l’ultima parola; che il nostro destino non è la morte ma la vita, non è l’odio ma la fraternità, non è il conflitto ma l’armonia, non è la guerra ma la pace».

Proprio nella ricorrenza dell’Immacolata Concezione ho ricevuto il dono di festeggiare il 25esimo anniversario della mia ordinazione sacerdotale, un presbiterato fortemente segnato dalla presenza e dalla protezione materna di Maria. Questi anni sono trascorsi velocemente, intensamente e allo stesso tempo con l’indescrivibile ricchezza di tante tappe condivise con una pluralità di fratelli e sorelle.

Sicuramente, ciò che ha segnato di più la mia vita sacerdotale è stato l’aver conosciuto don Oreste Benzi, fondatore della Comunità Papa Giovanni XXIII. Ho incontrato per la prima volta don Oreste prima di essere ordinato sacerdote e questo evento ha stravolto la mia vita come uomo e poi come presbitero. Don Benzi, che oggi per la Chiesa è Servo di Dio, gigante della carità e della vita spirituale, è stato il modello e l’indicatore del tipo di sacerdote che ho sempre desiderato essere. I primi tempi non sono stati proprio facili, perché alla fine degli anni ‘90 non era così scontato che un sacerdote soccorresse e liberasse le donne costrette a prostituirsi, vivendo addirittura con loro in una casa rifugio. Poi, un altro regalo di don Benzi fu quando mi chiese di aiutarlo in un ambito molto particolare, quello delle organizzazioni settarie. Nacque così un numero verde nazionale per dare voce anche a questo tipo di poveri, ossia persone che, a causa dei guru e delle sette, avevano perso ogni cosa.

Forse quelli sono stati gli anni più difficili come sacerdote: era come andare in guerra contro un nemico che non conosci. Poi con il tempo, con l’esperienza, abbiamo imparato tanto, soprattutto sui sentieri insospettabili e le trappole insidiose di questa particolare forma di assoggettamento e plagio della persona da recuperare. Un’altra responsabilità impegnativa è quando sono stato chiamato a svolgere il ministero di esorcista, incarico che fa incontrare persone molto sofferenti che vivono delle tragedie interiori, ma che agli occhi del mondo potrebbero sembrare invisibili.

Anche l’essere stato nominato Missionario della Misericordia – ossia delegato a donare il Sacramento della Riconciliazione anche per quei peccati gravi tradizionalmente riservati alla Sede Apostolica – mi ha consentito ancor più di farmi prossimo di quegli ultimi con cui condivido il mio cammino ogni giorno, nel desiderio di stare in pace con tutti e trasmettere, con l’aiuto di Dio, stima e amore cristiano a chiunque incontro nella mia vita.

*  Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII

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