Papa Francesco

Diffidenza e odio mali da sconfiggere nel nome della Beata Vergine Maria

di don Aldo Buonaiuto
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Domenica 14 Agosto 2022, 06:10 - Ultimo aggiornamento: 16 Agosto, 08:47

Alle porte di Ferragosto, festa tradizionalmente dedicata al relax, alle gite e allo svago, i cristiani di tutto il mondo vivono la vigilia di un’importante ricorrenza, l’Assunzione della Beata Vergine Maria. Le rappresentazioni popolari e artistiche di devozione alla Madonna, che affondano le radici in secoli di storia, si arricchiscono di anno in anno. Le chiese che portano il nome dell’Assunta in cielo, si illuminano, quasi per indicare e invitare alla gioia di riconoscersi cristiani intorno alla Madre di Gesù. I credenti, in questo tempo di ferie, hanno la possibilità di trascorrere dei momenti di riflessione meditando sul senso ultimo dell’esistenza e ammirando la bellezza del rapporto tra il Signore e la sua Madre Celeste.

Alcune persone visitano e si fermano per alcuni giorni nei monasteri, autentici luoghi dello spirito, per ricaricarsi immergendosi nel silenzio e nella preghiera. È un grande dono poter contemplare la figura di Maria che, fin dai primordi del Cristianesimo, era considerata una creatura straordinaria, madre purissima del Salvatore, donna di coraggio e umiltà sopra ogni possibile attesa. Nei secoli seguenti diversi concili ufficializzarono, a furor di popolo, i quattro dogmi mariani: la sua verginità perpetua, la maternità divina, l’immacolata concezione e l’assunzione. La Madonna conduce il cristiano a riscoprire la fede, la preghiera e l’impegno nel convertirsi ogni giorno contro le tenebre di una vita lontana da Dio che talvolta impedisce all’uomo di sognare e credere. Come il “giovane ricco” del Vangelo, che ha deciso di invecchiare anticipatamente per godere un po’ dei suoi averi. Oppure come i tanti individui, incapaci di trovare il giusto orizzonte, che credono di giungere a un equilibrio e a una sorta di felicità basandosi sulla logica del denaro, del potere e della prevaricazione sull’altro.

Nel Magnificat si vede che la Madre di Dio sente di essere un nulla fuori dal progetto a cui il Signore l’ha chiamata, progetto in cui lei vuol essere totalmente immersa. La sua è una fede progressiva che non esclude le ombre, gli interrogativi, le incertezze, la ricerca. Proprio per questo la Vergine capisce i nostri limiti, ci accoglie, cammina con noi nella comprensione del mistero di Dio. L’umanità ha bisogno di pregare l’Immacolata affinché si sgretolino i muri della diffidenza e dell’odio tra persone e popoli e si riconoscano le differenze come irripetibili ricchezze da rispettare e mettere a disposizione del prossimo. Non stanchiamoci di rivolgerci continuamente alla Madonna, come amava ripetere il servo di Dio don Oreste Benzi paragonandola proprio a una madre che, nel sentire le costanti e insistenti richieste di un figlio, “alla fine ti esaudisce”… Il dialogo di Maria con Dio è una relazione vitale che si esprime nel canto di grazie, nello stupore, nella libertà interiore dello Spirito.

In altre parole, il suo è un modo di essere attraverso il quale esalta i frutti della fiducia nella misericordia e nell’azione del Creatore sull’esistenza dell’uomo. La trasformazione operata da Dio in Maria è così evidente (“grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente”) che tutti si sentono incoraggiati a scorgere un futuro luminoso. Non solo: basta un minimo di umiltà perché il Signore possa lavorare attraverso persone “ordinarie” compiendo delle opere così grandi da apparire impossibili!

Significative, in tal senso, le parole pronunciate da Papa Francesco durante l’ultima solennità dell’Assunzione: «Le giornate della ‘Piena di grazia’ non ebbero molto di eclatante. Si susseguirono spesso uguali, nel silenzio: all’esterno, nulla di straordinario. Ma lo sguardo di Dio è sempre rimasto su di lei, ammirato della sua umiltà, della sua disponibilità, della bellezza del suo cuore mai sfiorato dal peccato. È un grande messaggio di speranza per ognuno di noi; per te, che vivi giornate uguali, faticose e spesso difficili. Maria ti ricorda oggi che Dio chiama anche te a questo destino di gloria. Non sono belle parole, è la verità. Non è un lieto fine creato ad arte, una pia illusione o una falsa consolazione. No, è la pura realtà, viva e vera come la Madonna assunta in Cielo».

* Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII

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