Sprossimamente, tre soggetti per film-verità ma mai girati

Sprossimamente, tre soggetti per film-verità ma mai girati

di Giovanni Guidi Buffarini
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Venerdì 19 Agosto 2022, 06:10

Sprossimamente, e vale a dire i film che non vedrete a breve sul grande schermo (o su piattaforma). Perché nessuno si è sognato di farli, né li sta preparando. Eppure tali soggettini, frutto del mio (grande) ingegno, catturano il presente. Non hanno ravvicinata data di scadenza: se qualcuno volesse pescar nell’elenco, realizzarne uno oppure tutti e tre, si ritenga libero di procedere, per me non chiedo nulla più che un ringraziamento nei titoli di testa.

Soggettino sfizioso numero 1. “Una serata fra amici”. Genere: commedia horror. Nella sede scelta dal partito, dalla coalizione, dall’accozzaglia per compilare le liste elettorali. Si percepisce una punta di nervosismo dietro le pacche sulle spalle, i ciao come va, i sai quanto ti stimo, i sono carico come una molla, remiamo forte dalla stessa parte, daje. Chi è collegato da remoto invia faccine sorridenti, cuoricini, baci e abbracci, e ricordatevi di me. Quando il segretario, il paziente coalizzatore, la foglietta secca di fico comunica gli elenchi, l’ira di esclusi e non blindati esplode. Urla, lacrime, capelli strappati, ginocchiate basse, ganci sinistri doppiati da montanti destri, gomitate, whatsap col teschio e chi vuole intendere intenda. Godzilla, che per un errore del navigatore è finito nel film, batte in repentina ritirata, a tanta collettiva furia non è avvezzo. Sgraffi, sbreghi, occhi neri, denti raccattati da terra: quello è mio! La notte porta consiglio e lieto fine.

Le dichiarazioni d’odio eterno, le dichiarazioni di guerra lasciano campo a parole concilianti - siamo una grande famiglia - e a spudorate esibizioni di impareggiabile senso di responsabilità. In attesa del sequel: “Una serata con gli amici 2 - La vendetta che Rambo lèvati”. 2) “Commozione continua”. Genere strappalacrime ma quelle lacrime che a piangerle ci si sente meglio. Una coppietta a spasso, mano nella mano. Nella mano libera, il cellulare. Con cui lei riprende lui e lui lei: non sia mai non resti imperitura traccia del momento idilliaco. A un tratto, una macchia nera davanti alla chiesa richiama la loro attenzione. È il carro funebre che porterà via il Poro Mario, c’è scritto sopra. Non lo conoscevano, i piccioncini, ma si sentono in dovere di immortalare la cerimonia. Riprendono la bara, la predica, i pianti, le condoglianze, quelli che non avrebbero motivo di trovarsi lì ma già che ci sono assistono, quelli che sentono il bisogno di alleggerire e fanno battute sceme. Seguono il corteo al cimitero, senza mai smettere di riprendere. Postano tutto e fanno il pieno di visualizzazioni e condivisioni e cuoricini infranti e buon ponte, che è l’ultima moda in fatto di frasi funebri. Decidono di concedere il bis con Cristiana Santadonna. Di nuovo i contatti si sprecano. Lasciano il lavoro, mettono in piedi il canale “Il Caro Estinto”.

Esequie vip, Esequie gente comune, sezione Recensioni, Suggerimenti, sezione Raccontaci il tuo funerale del cuore e quanto ti dispiace che nessuno l’abbia filmato, sezione Collabora con noi. Tripudio lacrimante sui titoli di coda. 3) “Pensiero lineare”. Genere: drammatico. Due coppie di intellettuali, una in crisi l’altra no, discutono a cena la notizia dell’anno: il divorzio Totti - Ilary. Sviscerano il tema da par loro: sembravano così affiatati, quando ho letto che si lasciavano non ci volevo credere, allora è proprio vero che l’amore eterno non esiste, e via così: tutto il dialogo - lo devo ancora scrivere - sarà tratto dal Grande Dizionario dei Luoghi Comuni (però enunciati con spettacolare prosopopea, come ogni sillaba fosse frutto di riflessione profondissima, sforzo stremante).

Al termine della cena, la coppia affiatata decide di separarsi: per preservare il loro amore dall’inevitabile declino e fine. Viceversa, la coppia già abbondantemente scoppiata sceglierà di restare unita: per dimostrarsi superiore in perseveranza a Capitano & Showgirl scellerati. E il film si scinde. Da un lato, una interminabile serie di litigi domestici, rancori bergmaniani. Fra violenti attacchi di gastrite e di colite. Dall’altro, il rimpianto per la felicità perduta, il via vai di partner di ripiego, e la gastrite e la colite. Fino a una nuova cena a quattro. A cui nessuno si presenta.

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