Per migliorare l’istruzione i genitori sono determinanti

Mercoledì 28 Luglio 2021 di Donato Iacobucci
Per migliorare l’istruzione i genitori sono determinanti

La pubblicazione dei risultati degli esami di Stato è come sempre occasione di dibattito sul sistema scolastico del nostro paese. Un dibattito che finisce per sottolineare i nodi strutturali che caratterizzano il sistema e che di anno in anno si ripropongono irrisolti. Uno di questi è costituito dalle notevoli disparità territoriali, che riguardano diversi aspetti: dai tassi di dispersione scolastica alla qualità dei processi formativi. Per quasi tutti questi indicatori la media italiana risulta peggiore di quella dei principali paesi della Ue ma con significative disparità regionali. In particolare, gli indicatori relativi alla preparazione degli studenti, come le prove Invalsi o il test Pisa dell’Ocse, evidenziano significative differenze nei livelli di preparazione fra gli studenti delle regioni meridionali rispetto a quelli delle regioni settentrionali.

Sulla base dei test Invalsi, nel 2019 la percentuale di studenti che alla fine del ciclo della secondaria di secondo grado (scuole superiori) non raggiungeva il livello di accettabilità in italiano era il 22% nel nord-ovest e il 50% nel sud e isole; quelli che non raggiungevano il livello di accettabilità in matematica erano rispettivamente il 27% al nord-ovest e il 60% nel sud e isole. Queste percentuali sono peggiorate nel 2021 a causa delle difficoltà di apprendimento determinate dalla didattica a distanza. Per matematica le percentuali sono salite al 31% nel nord-ovest e al 68% nel sud e isole.

Sempre i risultati dei test Invalsi segnalano che a fronte del formale completamento dei cicli di istruzione superiore è significativa la percentuale di studenti con un grado di competenze di base fortemente inadeguate; che viene considerata come dispersione implicita. In questo caso le differenze fra il nord e il sud del paese sono ancora più marcate; nell’ultima rilevazione relativa al 2021 la percentuale di dispersione implicita era del 2,6% nel nord e del 14,8% nelle regioni del sud. A fronte di queste sistematiche divergenze nella preparazione degli studenti delle scuole superiori i risultati degli esami di Stato mostrano un quadro totalmente rovesciato. Gli studenti che hanno conseguito 100 e lode sono l’1,6% in Lombardia, il 2,5 in Emilia-Romagna, oltre il 4% in Calabria e in Sicilia, il 5,9% in Puglia. Stesse differenze a favore delle regioni meridionali si registrano anche prendendo in considerazione la percentuale di studenti che ha conseguito 100 o punteggi superiori a 90.

Questi dati evidenziano un ulteriore nodo strutturale del nostro sistema scolastico: quello dell’autoreferenzialità delle valutazioni ancora poco basate su criteri obiettivi di misurazione della preparazione. L’attenzione alle differenze territoriali rischia di farci trascurare il ben più rilevante problema dei livelli medi di preparazione (o di non preparazione) degli studenti nelle principali materie. Abbiamo già riportato i dati relativi al livello di preparazione in italiano e matematica al termine della secondaria di secondo grado. Dati ancor più preoccupanti sono segnalati per gli studenti che sono al termine della scuola secondaria di primo grado (la scuola media): il 39% degli studenti che ha completato il ciclo nel 2021 non raggiunge il livello di accettabilità in italiano (era il 34% nel 2019); quelli che non raggiungono il livello di accettabilità in matematica sono il 45% (erano il 39% nel 2019). Nel sud e isole si raggiunge il 50% in italiano e il 60% in matematica.

A fronte di questi dati alcuni commentatori hanno parlato di disastro educativo. Un disastro che è fra le principali cause della situazione di declino che il nostro paese sta sperimentando da diversi decenni. Il Pnrr pone particolare enfasi sul tema dell’istruzione. Vi è da sperare che nei prossimi anni si osserverà una svolta decisiva in questo ambito. Occorre però essere consapevoli che i cambiamenti strutturali richiedono tempo e hanno scarsa possibilità di successo se imposti dall’alto. Occorre maggiore interesse per il tema dell’istruzione da parte di tutti i cittadini. I genitori in particolare dovrebbero mostrare maggiore attenzione per il livello di preparazione degli studenti piuttosto che per i voti conseguiti.

 

* Docente di Economia  alla Politecnica delle Marche e coord. Fondazione Merloni

 

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA