Mauro Silvestrini, preside di Medicina

Così la dieta mediterranea
diventa alleata della salute

di Mauro Silvestrini
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Lunedì 10 Giugno 2024, 08:51

La dieta mediterranea è caratterizzata da un consumo abbondante di frutta, verdura, legumi, cereali integrali, pesce, olio d'oliva e una moderata quantità di vino rosso. La preferenza per prodotti freschi e locali, la riduzione del consumo di carne e l'uso di metodi di cottura semplici e salutari rappresentano nel loro insieme un approccio in grado di promuovere un modo di vivere che valorizza la qualità del cibo e il rispetto per la natura. Purtroppo, le nuove sfide legate ai cambiamenti dello stile di vita e alla globalizzazione e in particolare l'urbanizzazione, la vita frenetica e la diffusione di diete ricche di cibi processati e conservati, rendono sempre più difficile seguire il modello dietetico mediterraneo. Una preoccupazione particolare deriva dal proliferare di nuovi approcci dietetici che mettono in dubbio i benefici della dieta mediterranea, sottolineandone invece i potenziai svantaggi e rischi. È importante quindi chiarire gli aspetti scientifici della questione. Numerose ricerche hanno dimostrato che l'olio d'oliva, ricco di acidi grassi monoinsaturi, e il pesce, fonte preziosa di acidi grassi omega-3, giocano un ruolo protettivo sul sistema circolatorio. Ma la dieta mediterranea include anche una varietà di altri alimenti che contribuiscono alla salute del cuore. Frutta e verdura, ricche di vitamine, minerali e antiossidanti, aiutano a combattere lo stress ossidativo e l'infiammazione. I legumi e i cereali integrali forniscono fibre solubili che possono aiutare a ridurre i livelli di colesterolo e a mantenere una buona salute intestinale. È stato dimostrato che le persone che seguono una dieta mediterranea hanno una riduzione del rischio di eventi cardiovascolari maggiori, come infarto e ictus. Altri studi hanno evidenziato come questo regime alimentare sia associato a una minore incidenza di ipertensione e a un miglior controllo del diabete. Le fibre presenti in frutta, verdura e cereali integrali promuovono una sensazione di sazietà, aiutando a controllare l'appetito e a ridurre le probabilità di sovrappeso e obesità. La dieta mediterranea può contribuire a ridurre il rischio di alcuni tipi di cancro, in particolare quelli del colon, della mammella e della prostata. Il consumo regolare di noci, semi, frutta e verdura contribuisce a mantenere un equilibrio antinfiammatorio nel corpo, riducendo il rischio di sviluppare malattie croniche come l'artrite reumatoide. Negli ultimi anni, sono emersi dati che suggeriscono come la dieta mediterranea possa avere effetti benefici anche sulla salute cognitiva. Alcuni ricercatori hanno trovato un legame tra questo tipo di alimentazione e una minore incidenza di malattie neurodegenerative, come l'Alzheimer. La dieta mediterranea è stata associata anche a benefici per la salute mentale, come la riduzione dei sintomi della depressione e dell'ansia. Gli acidi grassi omega-3, le vitamine del gruppo B e i minerali presenti negli alimenti tipici della dieta mediterranea, sono essenziali per la produzione di neurotrasmettitori che regolano l'umore. Un aspetto fondamentale della dieta mediterranea, grazie all’uso prevalente di prodotti vegetali e pesce, è il minore impatto ambientale rispetto a diete ad alto contenuto di carne. Promuovere questo stile alimentare può quindi rappresentare un passo significativo non solo verso la salute individuale, ma anche verso la conservazione del nostro pianeta. Inoltre, acquistare e consumare cibi prodotti localmente riduce la necessità di trasporto a lunga distanza, che è una delle principali fonti di emissioni di gas serra nell'agricoltura industriale. Ecco quindi in sintesi i consigli utili per una dieta corretta in grado di aumentare le nostre probabilità di vivere meglio e più a lungo, rispettando l’ambiente e promuovendo un senso di comunità e benessere: usare l'olio d'oliva come principale fonte di grassi; mangiare frutta e verdura con regolarità; preferire i cereali integrali; includere legumi nella dieta settimanale; consumare pesce regolarmente; ridurre il consumo di carne rossa e preferire le carni bianche. Occorre però tenere in considerazione che l’approccio alimentare del singolo soggetto va sempre adattato alle esigenze particolari che possono derivare dalla presenza di malattie o intolleranze. In questi casi, il ricorso al parere del medico è fondamentale.

*Preside Facoltà di Medicina e Chirurgia Università Politecnica delle Marche 

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