La necessità del green pass per difendere la comunità

Lunedì 2 Agosto 2021 di Sauro Longhi
La necessità del green pass per difendere la comunità

La mia posizione la conoscete: se vogliamo sconfiggere il Covid dobbiamo necessariamente vaccinarci tutti. Anche per questa scelta è necessario, dopo aver ascoltato tutti, appoggiarsi esclusivamente alla scienza, che può dimostrare con sicurezza i vantaggi dei vaccini per la riduzione dei contagi e delle conseguenze dell’infezione, abbassando il ricorso alle terapie più aggressive. I vaccinati che contraggono il virus sono in percentuale assai più bassa di chi invece non è coperto dal vaccino e presentano situazioni meno gravi: solo polmoniti in forma leggera. Questi sono i dati oggettivi che emergono dai ricoveri ospedalieri che sono ripresi a salire, per quella che molti individuano come l’inizio della quarta ondata. Dobbiamo continuare ad utilizzarle le difese che conosciamo. Tra queste vi è il green pass utile per scongiurare e limitare l’entità della nuova ondata, ma anche per assicurare la ripresa economica, che pare sia partita con numeri molto incoraggianti. La strada per ripartire è semplice: vaccinarsi, convincere gli scettici a farlo, adottare il green pass, continuare a rispettare le norme di sicurezza. Anche con queste evidenze alcuni continuano a nutrire delle perplessità sull’efficacia e quindi sulla necessità di vaccinarsi. Occorre prestare ascolto a queste persone, per comprendere i loro dubbi e confrontarsi con dati e fatti. Resta importante convincerli. Non vi sono cospirazioni di poteri transnazionali forti o di interessi economici deviati che hanno “inventato” la pandemia per limitare le nostre libertà e scelte, esistono solo persone che muoiono a causa del Covid. Basta ascoltare le testimonianze dei tanti che hanno vissuto questa esperienza. A me è capitato di ascoltare quella di un tassista romano, la settimana scorsa mentre mi accompagnava a destinazione, l’intera famiglia contagiata e rimasta impotente di fronte ad un genitore che non riusciva più a respirare e che purtroppo non ce l’ha fatta. Basterebbero organizzare incontri con chi ha vissuto questa esperienza per convincere gli scettici. Certo se gli argomenti che portano chi è contro i vaccini sono simili a quelli di chi ancora crede che la terra sia piatta, la partita diventa molto difficile, ma va in ogni caso giocata. L’ascolto e il confronto come prime cose, per evitare che legittime manifestazioni si trasformino in squallide azioni squadriste intimidatorie come quella sotto l’abitazione della famiglia del Sindaco Ricci di Pesaro. Viviamo in una Repubblica nata affinché tutto ciò non si ripresenti, basata su una Costituzione che vieta “la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma del disciolto partito fascista”, ma addirittura in consiglio comunale c’è chi si “dimentica” di questo. La Costituzione ci difende da ogni tipo di discriminazione. Il green pass resta necessario per difendere la comunità e permetterci di riprendere molte delle attività cancellate o ridotte, ma non deve diventare un elemento discriminatorio e trasformare chi non si vaccina in un cittadino di serie B. I diritti costituzionali devono essere rispettati, ma l’argomento è delicato, tratta delle libertà individuali, che sono uno dei caposaldi della Costituzione Italiana e della Carta Europea dei Diritti Fondamentali di libertà. Occorre evitare ogni abuso, sia oggi, sia in futuro, qualora vi fosse un uso strumentale di questo precedente, per adottare provvedimenti che intacchino questi diritti. Soprattutto da parte di autorità locali che approfittando dell’epidemia stanno emettendo ordinanze restrittive per altri generi di motivi. Ecco perché diventa importante l’ascolto ed il confronto con chi ancora non crede nell’esistenza della pandemia e della necessità di condividere alcune difese. La Scuola deve rimanere aperta a tutti, uno spazio di apprendimento, di incontro e crescita, dove si confrontano idee e conoscenze tra i più giovani e dove la discussione ed il confronto prevalgono. Ma gli insegnati e tutti i collaboratori dovrebbero essere vaccinati, proprio per la primaria funzione a cui sono tenuti, formare in sicurezza i cittadini di domani. Quando quarant’anni fa’ fui assunto dalla mia Università mi chiesero il test della Tbc, che feci volentieri comprendendone la necessità per la particolare funzione a cui ero chiamato!

*Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione Facoltà di Ingegneria Università Politecnica delle Marche


© RIPRODUZIONE RISERVATA

© RIPRODUZIONE RISERVATA