Tasse, scadenze fiscali novembre: Irpef, cedolare secca e Irap

La data clou è il 30 novembre: ecco cosa devono saldare i contribuenti tenuti a effettuare i versamenti risultanti dalle dichiarazioni dei redditi annuali

Tasse, scadenze fiscali novembre: Irpef, cedolare secca e Irap. Cosa si deve pagare
Tasse, scadenze fiscali novembre: Irpef, cedolare secca e Irap. Cosa si deve pagare
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Domenica 13 Novembre 2022, 09:26

ROMA- Scadenze fiscali in arrivo per chi paga le tasse. Fra, Irpef, cedolare secca sugli affitti, regimi forfettari (flat tax) e Irap e Ires il mese di novembre sarà per l’Entrate italiane un mese di raccolta. La data clou è il 30 novembre: entro quella data i contribuenti tenuti a effettuare i versamenti risultanti dalle dichiarazioni dei redditi annuali delle persone fisiche, delle società di persone e degli enti a essi equiparati nonché dell’Irap, devono pagare la seconda o unica rata dell’acconto Irpef e Irap relativo all’anno 2022. 

Nella stessa data anche i proprietari di abitazione cedute in affitto dovranno versare la seconda o unica rata di acconto della cosiddetta «cedolare secca». Così pure i titolari di partita iva e le imprese in regime forfettario (la cosiddetta flat tax) dovranno pagare il secondo o unico acconto dell’imposta sostitutiva dell’Irpef. Anche i professori dovranno versare il secondo o unico acconto dell’imposta sulle lezioni private. Nel 2021 la sola Irpef ha portato alle casse dello Stato 198,203 miliardi, mentre tutto il sistema delle imposte ad aliquote agevolate, sostitutive all’Irpef ha portato all’erario 3,310 miliardi. Intanto la Cgia di Mestre mette in luce che la pressione fiscale in Italia, data dal rapporto tra le entrate fiscali e il Pil, ha raggiunto il 43,8%. «un livello mai toccato in precedenza». 

Un record però che - sottoliena l’associazione - non è riconducibile ad un aumento della tassazione su famiglie e imprese, ma dall’interazione di tre aspetti congiunturali distinti: il forte aumento dell’inflazione, che ha fatto salire le imposte indirette; il miglioramento economico e occupazionale avvenuto nella prima parte dell’anno, che ha favorito la crescita delle imposte dirette; l’introduzione nel biennio 2020-2021 di molte proroghe e sospensioni dei versamenti tributari, che sono state cancellate per il 2022. Oltre a queste tre specificità, va considerato che a partire da marzo di quest’anno le famiglie italiane percepiscono l’assegno unico, misura che ha sostituito le «vecchie» detrazioni per i figli a carico. Questa novità (a parità di condizioni) ha delle evidenti implicazioni sul calcolo della pressione fiscale. 

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