Superbonus 110%, tutte le novità (e le scadenze) su lavori e cessione del credito: la guida completa

Giovedì 26 Maggio 2022 di Giusy Franzese
Superbonus 110%, come si riparte: tutte le novità (e le scadenze) su lavori e cessione del credito

Ci sono ben 5 miliardi di crediti legati al superbonus in attesa di accettazione. Il dato - messo a disposizione dalla piattaforma web dell’Agenzia delle Entrate e comunicato dalla sottosegretaria al Mef Maria Cecilia Guerra in Commissione Finanze del Senato  - conferma due cose: il superbonus per i lavori di efficientamento energetico delle abitazioni e per il rafforzamento antisismico è una delle misure più gradite dai proprietari di immobili; le numerose modifiche alla normativa che si sono succedute in questi ultimi mesi però hanno di fatto bloccato l’operatività della norma. E ancora adesso molti proprietari di immobili e molte aziende non sono riusciti a risolvere una serie di difficoltà legate alla cessione del credito. E si trovano in una sorta di “bolla”: hanno comunicato all’Agenzia delle Entrate la cessione del credito fiscale, l’Agenzia ha accettato, ma le banche e gli intermediari con i quali avevano firmato il contratto di cessione latitano e non danno cenni di risposta, o comunque forniscono risposte vaghe. Una recentissima circolare dell’Abi - l’associazione bancaria italiana - ha quindi cercato di mettere ordine al groviglio di “ordini e contrordini” arrivati con i vari decreti. Ecco i punti più significativi.

 

Superbonus, ok alla cessione parziale

A partire dai crediti maturati dal primo maggio scorso sarà possibile cedere anche solo un’annualità del credito e non l’intero importo. Questa novità consentirà alle banche che hanno raggiunto il plafond massimo di capienza fiscale per il 2022 di riattivare alcune procedure bloccate. Infatti l’opzione del frazionamento almeno per annualità rende più facile per le banche smaltire i crediti di cui si sono fatte carico e quindi in prospettiva permette loro di accettarne di nuovi. Le novità entrano in vigore per le cessioni per le quali la prima comunicazione dell‘opzione è stata fatta a partire dal primo maggio, che di fatto è una data “spartiacque”: se la data è antecedente si applicano le vecchie indicazioni che vietano le cessioni parziali successive alla prima.

 

Le girate

L‘altra importante novità è prevista dal decreto Aiuti, che modifica la normativa per la cessione dei crediti di imposta, introducendo la possibilità, per la banca e i soggetti appartenenti a un gruppo bancario, di girare in ogni momento i crediti già acquistati in favore dei «clienti professionali privati».

Come è noto chi sceglie di fare i lavori può decidere di utilizzare il bonus direttamente o cederlo in tutto o in parte all‘impresa, ad una banca, ad un intermediario o ad altri soggetti (quest‘ultimi non potranno cederla nuovamente). Le imprese che hanno fatto lo sconto in fattura possono compensarlo o decidere di girare il credito in tutto o in parte ad una banca, a un intermediario o ad altri soggetti (quest‘ultimi sempre senza possibilità di cederlo nuovamente). Le banche e gli intermediari potranno compensare il credito oppure cederlo in tutto o in parte: fino a due volte all‘interno del sistema bancario o di intermediazione finanziaria, per una volta in favore di privati considerati professionali dal Testo unico della Finanza, cioè persone in grado di comprendere l‘impegno preso e che potranno beneficiare del bonus, ma non avranno facoltà di cederlo ulteriormente.

 

Imprese certificate

Se il valore dei lavori (pensiamo ad un condominio) supera 516.000 euro, dal primo gennaio 2023 ci sarà l’obbligo di rivolgersi ad un’impresa in possesso della certificazione Soa (Società organismi di attestazione) già utilizzata per le opere pubbliche. Anche questa norma è stata introdotta recentemente e serve per limitare il proliferarsi di imprese “last minute”, senza la necessaria esperienza, nate negli ultimi tempi soltanto per fruire delle agevolazioni del superbonus.

 

Le scadenze

Attenzione alle scadenze: i lavori legati al superbonus effettuati nelle villette e nelle case indipendenti entro il 30 settembre di quest’anno devono essere arrivati almeno al 30% (con relativi bonifici effettuati) del progetto e delle opere previste. A raggiungimento del 30% contribuiscono anche le spese eventualmente effettuate nel 2021. Entro il 31 dicembre 2022 poi i lavori devono essere finiti.

Previsto un anno in più per i condomini, che infatti possono usufruire del superbonus al 110% per lavori le cui spese sono completamente pagate entro il 31 dicembre 2023.

I cantieri aperti

In base alle tabelle pubblicate da Enea, al 30 aprile 2022, il numero di asseverazioni per usufruire dell’agevolazione Superbonus 110% ha raggiunto quota 155.543, per un valore totale di investimenti ammessi a detrazione di 27,5 miliardi di euro ed un onere a carico dello Stato per 30,2 miliardi. Enea segnala anche che quasi il 70% dei lavori per un valore di 19,2 miliardi è stato già realizzato. Il 15,6% delle domande è stato presentato dai Condomini per un valore di 13,4 miliardi, realizzati per un importo di 8,7 miliardi, mentre il 52,7% delle domande ha riguardato edifici unifamiliari, per un valore di 9,2 miliardi, ed il 31,7% delle asseverazioni ha riguardato unità indipendenti, per un valore di 4,8 miliardi. L’investimento medio per i condomini è di 553 mila euro, mentre per gli edifici unifamiliari è di 112 mila euro e per le abitazioni indipendenti di oltre 97 mila euro.

 

I crediti in attesa

Superano i 5 miliardi i crediti legati al superbonus e agli altri bonus edilizi ceduti e ancora in attesa di accettazione da parte dei cessionari. Il numero di rate è pari a 5,4 milioni. Poco più di 4 miliardi riguardano la prima cessione o sconto di cui a sua volta quasi la metà (1.816 milioni) sono relativi all‘intervallo di tempo da 31 a 60 giorni. Nel dettaglio, per quanto riguarda il superbonus, i crediti di imposta ceduti dai contribuenti e in attesa di accettazione dopo 30 giorni ammontano a 3,7 miliardi. Per gli altri bonus edilizi l‘importo ammonta a quasi 1,5 miliardi, di cui 1,15 miliardi relativi alla prima cessione o sconto.

© RIPRODUZIONE RISERVATA