Sismabonus 110%, contributi per ricostruzione e superbonus: guida per sommare le agevolazioni

Venerdì 30 Aprile 2021 di Giusy Franzese
Sismabonus 110%, contributi per ricostruzione e superbonus: guida per sommare le agevolazioni

Sismabonus: Ufficio della Ricostruzione e Agenzia delle Entrate hanno messo a punto un vademecum, per trovare il filo della matassa nel groviglio di procedure per accedere all’incentivo. Obiettivo: dare un’accelerata ai lavori che, nonostante le ordinanze semplificative già emanate in questo ultimo anno dal commissario alla Ricostruzione Giovanni Legnini, continuano ad andare a rilento. Il vademecum si pone come importante strumento di servizio per chi - tra tecnici e anche privati cittadini - sta cercando di districarsi tra le tante norme che nel frattempo sono state varate, aprendo anche nuovi spazi e nuove opportunità per quanti, a oltre cinque anni dalla tremenda scossa dell’agosto del 2016 che rase al suolo tantissimi edifici dell’Italia centrale, ancora non è riuscito a ricostruire gli immobili danneggiati. Nella normativa rientrano anche gli edifici ancora danneggiati dal terremoto dell’Aquila del 2009.

Ecco quindi un resoconto delle principali agevolazioni e come accedervi. Alcune sono cumulabili, altre sono alternative. Occorre fare attenzione ai requisiti richiesti perché altrimenti si corre il rischio di avviare i lavori convinti di aver diritto a un determinato incentivo per poi trovarsi con le contestazioni dell’Agenzia delle Entrate.

QUATTRO PERCORSI

Chi ha avuto la casa danneggiata dal sisma può scegliere tra quattro percorsi: accesso al contributo per la ricostruzione; accesso al sismabonus al 110%; accesso agli incentivi combinati (contributi ricostruzione+ sismabonus 110%); accesso al sismabonus 110% “rafforzato”.

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CONTRIBUTO “CLASSICO”

Chi ha avuto la casa danneggiata o distrutta dal sisma, ubicata nel “cratere”, può richiedere il 100% delle spese di ricostruzione. Anche nei comuni fuori dal cratere nelle regioni coinvolte si può accedere al contributo concesso dall’Ufficio per la ricostruzione, pari sempre al 100% nel caso di abitazione di residenza, al 50% se seconda casa.

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SISMABONUS 110%

Fino al 30 giugno 2022 (31 dicembre 2022 nel caso di condomini) tutti coloro che hanno avuto la casa danneggiata dal terremoto possono attivare le procedure per il sismabonus al 110%. L’importo massimo concesso è 96.000 euro. Come per il superbonus (efficientamento energetico) si può optare per lo sconto in fattura, la cessione del credito (a banche e altri intermediari), la detrazione fiscale in cinque quote annuali di pari importo. Anche in questo caso i lavori trainanti si portano dietro anche i lavori trainati.

INCENTIVO COMBINATO

Il Sismabonus può essere utilizzato anche da chi ha già avuto, oppure è in attesa, dei contributi per la ricostruzione, per coprire la cosiddetta “quota di accollo”, ovvero le spese rimaste a carico del proprietario perché, ad esempio, i lavori si sono rivelati più costosi rispetto alle voci del prezzario regionale. In questo caso le due agevolazioni si possono cumulare. Il progetto di ricostruzione finanziato dal contributo e che si avvale del Superbonus per le quote in accollo ai proprietari può essere presentato come un unico progetto, corredato da un unico computo metrico, ferma restando la chiara riferibilità, nell’ambito del computo metrico, delle spese finanziate con il contributo e quelle eccedenti ammesse al Superbonus. In questo caso la detrazione fiscale può essere riconosciuta anche sulle spese complementari e non necessariamente per quelle relative agli interventi cosiddetti «trainanti» e «trainati», previsti nella disciplina generale sul Superbonus, purché gli stessi siano realizzati con il contributo di ricostruzione. Il Superbonus - si legge nella nota - è accessibile anche nel caso in cui i lavori siano già in corso d’opera. In questo caso è richiesta una documentazione integrativa nel corso dei lavori con le asseverazioni e le varianti progettuali. «La combinazione del contributo con il Superbonus - si legge nell’introduzione della Guida a firma del commissario della Ricostruzione, Giovanni Legnini, e del direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini - rappresenta una grande opportunità per accelerare la ricostruzione post sisma nel Centro Italia e per migliorare ulteriormente la sicurezza sismica e l’efficienza energetica di decine di migliaia di edifici che devono ancora essere ricostruiti».

SISMABONUS 110% RAFFORZATO

Se la cifra complessiva dei lavori da fare rientra nel tetto di 144.000 euro potrebbe convenire (soprattutto per una questione di tempi) utilizzare la possibilità del Sismabonus rafforzato, agevolazione varata con la legge di Bilancio 2021 che prevede una maggiorazione del 50% dell’agevolazione originaria. Il tetto massimo quindi diventa 144.000 (96.000 + 48.000). Per averne diritto bisogna che l’abitazione sia ubicata nei comuni che hanno dichiarato lo stato di emergenza (c’è un elenco) oppure bisogna essere in possesso della scheda Aedes, un documento tecnico che attesta la connessione causa-effetto tra i danni da riparare e il terremoto. Il sismabonus rafforzato è in alternativa al contributo. Ovvero chi sceglie questa strada deve espressamente rinunciare alla richiesta dei contributo per la ricostruzione, comunicandolo via Pec all’Ufficio speciale ricostruzione (Usr) e al Comune territorialmente competente. «Questa dichiarazione costituisce condizione essenziale per usufruire delle agevolazioni fiscali» è precisato nella guida.

SUPERBONUS+SISMABONUS

É un’ulteriore possibilità: le due agevolazioni possono essere utilizzate congiuntamente e cumulativamente alla presenza dei requisiti richiesti (asseverazione dei tecnici, salto di due classi energetiche nel caso di superbonus, collaudo statico per il sismabinus, ecc.). In pratica oltre ai lavori antisismici si possono unire anche i lavori di efficientamento energetico. In questo modo l’incentivo raddoppia e in alcuni casi può sfiorare i duecentomila euro.

Ultimo aggiornamento: 1 Maggio, 23:27 © RIPRODUZIONE RISERVATA