Spid, adesso si può richiedere da casa (serve la delega firmata): ecco come si fa

Mercoledì 28 Aprile 2021 di Roberta Amoruso
Come cambia la pubblica amministrazione digitale

ROMA - Spunta la via della “delega sicura” su doppio binario per superare l’ostacolo Spid che tormenta 16 milioni di pensionati, e non solo. Basterà una delega “familiare” firmata dal nonno di turno oppure una delega attivata dal tutore o dall’amministratore di sostegno, nel caso di un disabile, per l’accesso alla chiave che apre le porte dell’Inps, tra cedolini e istanze, delle pratiche Inail, del fascicolo sanitario elettronico, del cassetto fiscale e del 730 precompilato dell’Agenzia delle entrate, solo per fare alcuni esempi.

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Senza contare, i vari bonus attivati in piena pandemia, dall’accesso al cashback di Stato, al bonus vacanze o pc, dal bonus baby sitter ai congedi Covid. Il capitolo della nuova e unica identità digitale (insieme a Cie e Cns) per l’accesso ai servizi online della Pubblica amministrazione è diventato uno dei principali nodi da sciogliere per il nuovo ministro per l’Innovazione tecnologica e la Transizione digitale, Vittorio Colao.

Ecco perché si è intensificata la stretta collaborazione già avviata con l’Agid e tutti gestori di Spid coinvolti. Con un obiettivo preciso: sciogliere subito almeno una parte degli ostacoli di accesso per gli anziani, oppure i disabili e le persone più deboli costrette a passare dalla strettoia digitale dello Spid. Non è in dubbio l’utilità di uno strumento che manda in soffitta decine di password e pin intestati ad unica persona. Ma si tratta di assicurare a tutti il diritto di accedere ai servizi Pa.

La via d'uscita

Ma vediamo come funzionerà per chi sceglie le Poste (oltre l’84%) o Sielte (dell’Agid) i due gestori che permettono l’accesso gratuito accanto a numerose altre vie a pagamento. Il primo strumento in via di implementazione non riguarda soltanto gli anziani (solo il 5% degli over65 ha attivato Spid), può essere un facilitatore anche per milioni di eremiti digitali che al massimo a settembre dovranno dire addio a vecchi pin e password. Al momento la via più semplice è accedere alle Poste, con una procedura in 8 cyber-passaggi, tra prenotazione dell’appuntamento via App o Whatsapp, registrazione dei dati di persona allo sportello, utilizzo del link inviato sull’email personale - indispensabile come il numero di cellulare - per utilizzare la password provvisoria e inserirne una nuova, download di un’altra App, scelta del codice di sblocco e poi inserimento del codice Otp arrivato nel frattempo via sms per attivare finalmente la password di Spid. Proprio in questi giorni le Poste hanno attivato una nuova modalità che permette di avviare la procedura, senza muoversi da casa, inviando un video via App che attesti la volontà di accedere a Spid, insieme alla foto del documento o all’utilizzo della Carta d’identità elettronica, se si ricordano i pin. Purché poi si faccia un bonifico di 1 euro, che sarà rimborsato. Non una passeggiata, ma comunque una svolta per chi non può muoversi da casa e può avere l’aiuto di qualcuno.

Le tappe

A breve però, basterà un passaggio allo sportello e la firma di una delega per passare il dossier a un nipote, a un parente, o a una persona familiare. Nessun rischio di truffa. Il riconoscimento allo sportello mette in cassaforte la privacy. A quel punto spetterà al delegato effettuare tutta la procedura. E con un’unica identità digitale e un’unica password potrà avere accesso a più utenze con tanto di codici fiscali multipli. Ancora da definire il numero massimo di deleghe consentite, ma si potrebbe arrivare a quota 5. Ma sarà evitato il mercato delle deleghe. Il binario è diverso in caso di disabile. Servirà allegare alla richiesta caricata anche la sentenza di riconoscimento come tutore o amministratore di sostegno per avviare la pratica. In questo caso, le identità digitali saranno più di una. È un altro passo avanti importante. A patto che passata la scadenza del 28 febbraio fissata dal decreto Semplificazioni, ci sia un’accelerazione anche da parte degli enti pubblici abilitati a Spid, finora, meno del 30%.

Ultimo aggiornamento: 1 Maggio, 09:14 © RIPRODUZIONE RISERVATA