Reddito cittadinanza, giro di vite di Inps e Finanza: scoperti 48mila furbetti

Reddito cittadinanza, giro di vite di Inps e Finanza: scoperti 48mila furbetti
Reddito cittadinanza, giro di vite di Inps e Finanza: scoperti 48mila furbetti
di Francesco Bisozzi
4 Minuti di Lettura
Giovedì 28 Gennaio 2021, 22:03 - Ultimo aggiornamento: 29 Gennaio, 13:57

In garage hanno la Ferrari, ma nel portafoglio custodiscono la card del reddito di cittadinanza. Sono circa 48 mila i furbetti del sussidio intercettati finora da Inps e Guardia di Finanza: dal varo della misura si contano 41.500 revoche a sussidio già erogato per dichiarazioni mendaci sul patrimonio e sugli altri requisiti necessari all’ottenimento dell’aiuto rese in fase di presentazione della domanda, a cui si sommano altri seimila stop ai pagamenti per quei percettori che si sono “dimenticati” di avvisare l’Inps di aver raggiunto un reddito superiore alla soglia consentita o di essere stati condannati per un grave reato mentre incassavano il beneficio. Ma questa è solo la punta dell’iceberg.

Reddito di cittadinanza ai boss, la Finanza sequestra oltre un milione di euro

LA VERIFICA

I controlli nelle ultime settimane si stanno intensificando: solo ieri a Napoli sono stati scoperti 120 percettori del sussidio condannati nell’ultimo decennio per associazione di tipo mafiosa che avevano falsamente autocertificato i requisiti per ottenere il reddito di cittadinanza e che complessivamente hanno incassato con il sussidio più di un milione di euro negli ultimi due anni. Oggi ammontano a 307 (su quasi tre milioni di percettori totali) le revoche del reddito di cittadinanza per condanne di mafia emerse dopo che la domanda era stata accettata. Nel 2019, anno in cui il reddito di cittadinanza ha preso il largo, le Fiamme Gialle hanno individuato 709 furbetti. A gennaio di quest’anno, invece, ne sono stati incastrati già un migliaio.

Inoltre, grazie ai nuovi controlli incrociati che a partire da quest’anno l’Inps potrà eseguire sfruttando le banche dati dell’Aci, dell’Agenzia delle Entrate, del ministero della Giustizia (per i rerati penali e le condanne) e delle Regioni, il numero dei furbetti del reddito di cittadinanza è destinato nei prossimi mesi a salire. L’Inps nelle ultime settimane avrebbe già iniziato a sbirciare nei garage dei beneficiari del reddito di cittadinanza per accertarsi che non vi siano supercar. Proprio nei giorni scorsi, a Brescia, le Fiamme Gialle hanno scoperto un consulente fiscale proprietario di una Ferrari 458 cabriolet che tra il 2019 e il 2020 ha percepito 14 mila euro di reddito di cittadinanza. In Sardegna, a Nuoro, sono stati appena scoperti 23 furbetti e tra questi c’era persino chi aveva omesso di dichiarare la proprietà di 60 appartamenti. A Locri, in Calabria, la settimana scorsa i controlli sulle dichiarazioni sostitutive uniche con dati falsificati hanno permesso d’individuare 237 soggetti, alcuni dei quali proprietari di ville e autovetture di lusso, che per anni hanno ricevuto il reddito di cittadinanza senza averne diritto. In questo caso il danno per le casse dello Stato ammonta a 870 mila euro. Oggi il sussidio dei Cinquestelle, che raggiunge 1,3 milioni di nuclei, costa poco meno di 700 milioni dal mese: ha prosciugato 11 miliardi di euro in quasi due anni e si prevede che nel 2021 possa impegnarne altri nove. Finché non sarà a regime l’interoperabilità delle banche dati i controlli verranno condotti in ordine sparso da lnps, Comuni e Guardia di Finanza. Solo nel 2019 l’Inps ha chiesto alle Fiamme Gialle di indagare su 600 mila percettori.

GLI INDICI

A ogni beneficiario la Guardia di Finanza assegna un indice di rischio, dopodiché stabilisce la cronologia degli interventi da condurre per scovare le irregolarità. Ma la Guardia di Finanza non si limita a controllare solo i percettori segnalati dall’Inps: a questi si aggiungono altri beneficiari individuati nel corso di indagini che inizialmente non riguardano il reddito di cittadinanza. I controlli delle Fiamme Gialle tuttavia avvengono a valle, ovvero a erogazioni già avvenute, quando il danno ormai è fatto.

© RIPRODUZIONE RISERVATA