Pos, saltano i costi di commissione per ristoratori e commercianti: i requisiti per lo sconto fiscale

Venerdì 2 Luglio 2021 di Andrea Bassi
Pos, saltano i costi di commissione per ristoratori e commercianti

Archiviato il cashback, almeno per adesso, il governo prova a cercare altre strade per incentivare l'uso della moneta elettronica. Se il bonus sugli acquisti era rivolto soprattutto ai consumatori, la nuova misura inserita all'interno del decreto legge approvato due giorni fa, prova ad andare incontro ai commercianti. E lo fa rafforzando gli sgravi fiscali per chi si dota di pos e di altri strumenti per abilitare ai pagamenti con la moneta elettronica. In che modo agisce il decreto? Per prima cosa azzerando le commissioni dovute alle banche o ai gestori dei sistemi di pagamento attraverso un credito d'imposta. Già oggi la legge prevede uno sconto fiscale del 30 per cento sui balzelli dei Pos. Il credito d'imposta viene portato fino al 100 per cento in modo da coprire interamente la spesa delle commissioni.

 

 

Sgravi fiscali Pos, i requisiti

Ma con alcune avvertenze. La prima è che deve trattarsi di Pos collegati ai sistemi dell'Agenzia delle Entrate. Che trasmettano cioè al Fisco, tutti i dati sui corrispettivi. L'incentivo, insomma, vale anche come misura anti-evasione. La seconda avvertenza è che lo sconto fiscale resta in vigore, come è già oggi, solo per quelle imprese o quelle partite Iva che fatturano fino a 400 mila euro l'anno. Insomma, parliamo soprattutto di negozi al dettaglio. Terzo punto: lo sgravio totale sulle commissioni non è per sempre, ma vale soltanto nel periodo che va dal primo luglio di quest'anno al 30 giugno del 2022.

Non si tratta dell'unico beneficio concesso ai commercianti. Oltre alle commissioni, ci sarà uno sconto fiscale che sarà applicato anche all'acquisto o al noleggio delle apparecchiature necessarie per effettuare pagamenti con moneta elettronica. La norma prevede, «al fine di incentivare l'acquisto, il noleggio o l'utilizzo di strumenti che consentono i pagamenti elettronici (come ad esempio POS o strumenti software) e che vengono collegati agli strumenti mediante i quali adempiere all'obbligo di memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi (ad oggi, in particolare, i registratori di cassa telematici)», l'introduzione di un credito d'imposta nel limite massimo di spesa per soggetto di 160 euro. Anche in questo caso l'acquisto o il noleggio del Pos deve avvenire tra il primo luglio di quest'anno e il 30 giugno del prossimo.

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Il meccanismo

A differenza dello sconto sulle commissioni, il credito di imposta per l'acquisto o il noleggio dei Pos, viene riconosciuto a prescindere dal fatturato. Ma con dei tetti. Per chi dichiara meno di 200 mila euro, ha diritto a un credito di imposta del 70 per cento delle spese sostenute (sempre nel limite massimo di 160 euro); per chi si trova nella fascia di fatturato tra 200 mila euro e il milione, lo sconto fiscale è del 40 per cento, per scendere al 10 per cento per i soggetti i cui ricavi e compensi relativi al periodo d'imposta precedente siano di ammontare superiore a 1 milione di euro e fino a 5 milioni di euro.

I costi di questa doppia misura non sono proprio bassi. Lo Stato per incentivare l'uso dei Pos collegati all'Agenzia delle Entrate, spenderà in un anno poco più di 180 milioni di euro. Certo, sempre meno del miliardo e mezzo del cashback. Cashback che, come ha ricordato Mario Draghi in consiglio dei ministri, non ha ridotto l'evasione ma alla fine è finito nelle tasche di persone benestanti che abitano soprattutto nei grandi centri urbani del Nord Italia.
 

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