Pensioni dei medici, come saranno: i calcoli e le simulazioni, meno restituzioni per 3,4 miliardi in un arco di otto anni

Dimezzato a sorpresa anche il “tesoretto” per gli emendamenti dei parlamentari

Pensioni dei medici salve, come saranno: i calcoli e le simulazioni, meno restituzioni per 3,4 miliardi in un arco di otto anni
Pensioni dei medici salve, come saranno: i calcoli e le simulazioni, meno restituzioni per 3,4 miliardi in un arco di otto anni
di Andrea Bassi
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Sabato 9 Dicembre 2023, 22:12 - Ultimo aggiornamento: 22:14

Per le cifre in ballo la si potrebbe quasi definire come una manovra nella manovra. Che impegnerà il bilancio pubblico per i prossimi decenni. Ammorbidire la stretta sulle pensioni dei medici, degli infermieri, dei dipendenti comunali, dei maestri e degli ufficiali giudiziari avrà un costo lordo per le casse dello Stato di oltre 14 miliardi fino al 2043. E per far quadrare i conti, il governo taglierà dal 2033 in poi due dei più importanti fondi del bilancio statale: quello sanitario e quello per i rimborsi fiscali alle imprese e ai contribuenti. Per il primo si tratta di una riduzione di 3,2 miliardi in dieci anni.

Il secondo taglio

Per il secondo il taglio sarà di 3,4 miliardi in otto anni. Certo, manca del tempo prima che la tagliola scatti effettivamente e le risorse potranno sempre essere ristorate nelle prossime manovre di Bilancio. Ma con le nuove regole europee sul Patto di Stabilità che stanno maturando proprio in questi giorni nelle trattative tra i vari governi del Vecchio continente, non sarà un passaggio facile. La ricerca delle “coperture” per gli emendamenti del governo, si sta dimostrando del resto molto complessa. Le norme a favore delle Forze di polizia e delle Forze armate (si veda altro articolo nella pagina accanto), sono state finanziate in parte dimezzando il fondo di 100 milioni di euro che il governo aveva riservato alle richieste di modifica dei parlamentari. Il relatore della manovra, Damiano Damiani di Forza Italia, ha già promesso che i soldi per gli emendamenti parlamentari saranno rifinanziati. Ma intanto la ricerca delle coperture sta rallentando l’iter in commissione Bilancio al Senato della legge di Bilancio.

L'emendamento

Domani dovrebbe arrivare il quarto emendamento del governo, quello con la rimodulazione delle risorse tra Stato e Regione Sicilia per il finanziamento del Ponte sullo Stretto. Poi l’esame della manovra dovrebbe entrare nel vivo.

L’obiettivo della maggioranza è quello di avviare discussione e votazioni nel corso della settimana che sta per iniziare, così da dare il via libera della commissione Bilancio entro il weekend col mandato ai relatori, in modo da permettere l’approdo del testo finale in aula il 18 dicembre, come stabilito nei giorni scorsi dalla conferenza dei capigruppo e annunciato dal presidente del Senato, Ignazio La Russa. Se verranno confermate queste tempistiche, l’aula di Palazzo Madama dovrebbe licenziare la legge di bilancio entro venerdì 22 e inviarla alla Camera subito dopo Natale, per l’approvazione finale non oltre il 29 o, al massimo, il 30 dicembre. Oltre non si può andare per non far scattare l’esercizio provvisorio che taglierebbe automaticamente tutte le spese. 

IL PASSAGGIO

L’esame comunque, dovrebbe essere più spedito. L’unico vero nodo da sciogliere era quello dei medici e degli infermieri. L’emendamento depositato dal governo prevede che chi andrà in pensione con 67 anni di età non subirà tagli. E nemmeno li subirà chi avrà maturato i requisiti per l’anticipo della pensione entro la fine di quest’anno. Dal 2024 chi lascerà il lavoro usando lo scivolo dell’anzianità contributiva, si vedrà invece applicati i nuovi e più penalizzanti coefficienti di trasformazione alla quota retributiva della pensione.

Per medici e infermieri ci sarà un meccanismo che ridurrà i tagli di un trentaseiesimo per ogni mese in più lavorato. Con tre anni di permanenza in più in corsia i tagli si azzereranno. Questa possibilità sarà semplificata dalla possibilità di posticipare il pensionamento fino ai 70 anni. La riforma però, non ha convinto medici e infermieri a ritirare lo stato di agitazione.

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