Pensione anticipata, riscatto laurea light e pace contributiva: quanto costa e come funzionano

Giovedì 6 Maggio 2021 di Giusy Franzese
Riscatto laurea light e pace contributiva, quanto costa e come funzionano gli strumenti per la pensione anticipata

Il riscatto ai fini previdenziali del periodo di studi universitari per arrivare alla laurea, è sempre stato uno dei crucci degli aspiranti pensionati. Conviene o non conviene? Quanti anni prima riuscirò ad andare in pensione? E questo anticipo quanto mi costa? In alcuni casi può sfiorare i centomila euro. Più in là negli anni si decide, e più costa. Con il riscatto light, invece, i conti - e quindi anche la convenienza - cambiano e non di poco. Lo “sconto” può essere anche del 70%. E allora sì che ha un senso farci anche più di un pensierino. Il riscatto della laurea agevolato, però, prevede dei requisiti specifici. Vediamo quali.

 

 

 

I REQUISITI - Ovviamente possono chiedere il riscatto della laurea coloro che l’hanno conseguita completando il percorso universitario. La facoltà è esercitabile anche dai soggetti inoccupati che, al momento della domanda, non risultino essere stati mai iscritti ad alcuna forma obbligatoria di previdenza e che non abbiano iniziato l’attività lavorativa in Italia o all’estero. Sul sito dell’Inps sono dettagliati i vari titoli per i quali è consentito il riscatto del periodo di studi. Tra gli altri sono indicati: i diplomi universitari, i cui corsi non siano stati di durata inferiore a due e superiore a tre anni; i diplomi di laurea i cui corsi non siano stati di durata inferiore a quattro e superiore a sei anni; i diplomi di specializzazione conseguiti successivamente alla laurea e al termine di un corso di durata non inferiore a due anni; i dottorati di ricerca i cui corsi sono regolati da specifiche disposizioni di legge; i titoli accademici introdotti dal decreto 3 novembre 1999, n. 509 ovvero Laurea (L), al termine di un corso di durata triennale e Laurea Specialistica (LS), al termine di un corso di durata biennale propedeutico alla laurea; i diplomi rilasciati dagli Istituti di Alta Formazione Artistica e Musicale. I titoli universitari conseguiti all’estero sono riscattabili qualora siano stati riconosciuti da università italiane o, comunque, abbiano valore legale in Italia.

 

 

QUALI ANNI - Il sistema agevolato permette di riscattare massimo 5 anni. Ed è rivolto soprattutto a chi ha cominciato a lavorare dopo il 1996. La norma prevede infatti che chi richiede il riscatto agevolato della laurea deve essere privo di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995 e non già titolare di pensione. Sono esclusi gli iscritti esclusivamente alle casse professionali, quindi i liberi professionisti ordinisti. Detto questo anche chi ha frequentato l’università prima del 1996 e si è laureato, può accedere al riscatto agevolato. Ma dovrà optare per il calcolo contributivo degli anni di contributi previdenziali. Dovrà comunque avere meno di 18 anni di contributi versati prima del 1996, almeno 15 anni di contributi versati alla data della richiesta del riscatto e almeno 5 anni di contributi versati dopo il 1996. Per gli anni per cui si richiede il riscatto non bisogna aver versato contributi, quindi gli studenti lavoratori non possono riscattare i periodi in cui lavoravano e studiavano contemporaneamente. Non si possono riscattare gli anni di studi “fuori corso” e quelli già coperti da contribuzione obbligatoria o figurativa o da riscatto che sia non solo presso il fondo cui è diretta la domanda stessa, ma anche negli altri regimi previdenziali. Il riscatto può riguardare l’intero o i singoli periodi. Al momento della domanda di riscatto degli anni di laurea bisogna essere titolare di almeno un contributo obbligatorio nell’ordinamento pensionistico in cui viene richiesto il riscatto. Chi non ha mai versato contributi all’Inps non può usufruire del riscatto light della laurea.

QUANTO COSTA - Il riscatto agevolato della laurea costa 5.264,49 euro per ogni anno riscattato. La quota, spiega l’Inps, è stabilita sul minimale di reddito per il calcolo dei contributi previdenziali di artigiani e commercianti: «Per le domande presentate nel 2021, il costo per riscattare un anno di corso è pari a 5.264,49 euro». Se si riscattano cinque anni si dovrà quindi pagare circa poco più di 26.000 euro. Se il corso di laurea invece era di 4 anni, la cifra scende a circa 21.000 e diventa ancora più bassa se si tratta di riscatto di una laurea triennale. Un bel risparmio comunque rispetto al riscatto classico che, con i calcoli parametrati alla retribuzione effettiva, può sfiorare anche i centomila euro.

 

 

TRATTAMENTO FISCALE - Il contributo annuale agevolato può essere dedotto al 100% dall’imponibile fiscale. La cifra in questione può essere rateizzata, senza applicazione di interessi, fino a un massimo di 10 anni. Cosicché a fronte di un riscatto per 5 anni di corso di studi, utilizzando tutti i 10 anni di rateizzazione, la rata mensile è poco meno di 220 euro al mese, che scendono a circa 175 euro al mese se gli anni da riscattare sono 4.

LA DOMANDA  - Si presenta online sul sito dell’Inps, accedendo con le proprie credenziali o l’identità digitale. Il mancato pagamento dell’importo in unica soluzione o del versamento della prima rata è considerato come rinuncia alla domanda che viene archiviata dall’Inps senza ulteriori adempimenti. La rinuncia non preclude la possibilità di presentare una nuova domanda di riscatto per lo stesso titolo e periodo. In tal caso l’onere di riscatto verrà rideterminato con riferimento alla data della nuova domanda.

 

 

 

PAGAMENTI IN RITARDO

Per le rate successive alla prima, il loro pagamento effettuato oltre la scadenza ma con un ritardo non superiore a 30 giorni, viene consentito per non più di cinque volte. Ulteriori versamenti effettuati oltre i termini assegnati potranno essere, su esplicita richiesta dell’interessato, considerati come nuova domanda e comporteranno la rideterminazione dell’importo da pagare. Tutti i pagamenti effettuati per importi parziali o per un minore numero di rate entro i termini assegnati verranno convalidati determinando l’accredito del periodo assicurativo corrispondente all’importo pagato.

LA PACE CONTRIBUTIVA

La pace contributiva è cosa diversa dal riscatto della laurea. É una misura introdotta nel 2019 e - salvo proroghe - vale fino al 2021. È utile a chi ha periodi di “buco” contributivo (gli anni riscattati possono produrre un aumento del montante contributivo e quindi della pensione). Può essere richiesta per i periodi che non hanno copertura contributiva (nemmeno figurativa) successivi al 1995 ed entro il 29 gennaio 2019. Si possono riscattare fino a 5 anni di contribuzione per renderli utili alla pensione. I periodi riscattabili non devono essere per forza continuativi. Per calcolare il costo della pace contributiva, si applica l’aliquota contributiva di finanziamento vigente nella gestione previdenziale in cui opera il riscatto, alla data di presentazione della domanda. Tale aliquota va applicata all’imponibile dell’ultimo anno. In pratica si moltiplica l’imponibile degli ultimi 12 mesi per l’aliquota contributiva, e poi per il numero di anni da riscattare. La cifra così ottenuta sarà il costo. Si può rateizzare al massimo in 10 anni (120 rate mensili) senza interessi. La cifra versata dà diritto alla detrazione fiscale del 50%, ammortizzabile in 5 anni con rate di pari importo. Possono accedere alla pace contributiva gli iscritti all’assicurazione generale obbligatoria, al Fpld (fondo pensione lavoratori dipendenti), alla gestione speciale Commercianti, al fondo speciale della previdenza degli artigiani, al fondo speciale dei coltivatori diretti, degli imprenditori agricoli professionali, dei coloni e dei mezzadri, ai fondi esonerativi dell’Ago ed alle forme sostitutive ed esclusive dell’assicurazione generale obbligatoria, come l’Inpdap e l’Enpals, oltre che alla gestione separata.

Ultimo aggiornamento: 7 Maggio, 18:08 © RIPRODUZIONE RISERVATA