Covid, Confindustria: «La moratoria sui prestiti deve essere prorogata a tutto il 2021»

Covid, Confindustria: «La moratoria sui prestiti deve essere prorogata a tutto il 2021»
di Jacopo Orsini
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Giovedì 15 Aprile 2021, 15:34 - Ultimo aggiornamento: 16:05

La crisi provocata dall'emergenza Covid «è senza precedenti nella nostra storia recente, così come lo sono i suoi effetti sulle imprese e sulle persone. È quindi necessario adottare iniziative a supporto delle aziende che si collochino fuori dagli schemi». Lo chiede a nome degli imprenditori italiani il vice presidente di Confindustria, Emanuele Orsini. «Serve introdurre una serie di misure per la ripartenza delle imprese che siano chiare, semplici e forti. Serve un impegno a farlo subito, il tempo è scaduto», è l'appello del vertice dell'associazione degli industriali. «Vanno scongiurati in tutti i modi nuovi e incoerenti interventi di aumento dell'imposizione - aggiunge Orsini nel corso di una audizione alla commissione Finanze della Camera su Covid e imprese -. Al tempo stesso la leva fiscale va utilizzata per far confluire la liquidità su investimenti virtuosi. A tale riguardo, è urgente evitare l'entrata in vigore della plastic tax e della sugar tax: imposte, che vanno in senso contrario agli obiettivi di sostegno alla liquidità e di stimolo alla ripartenza, penalizzando specifiche filiere produttive». Il vicepresidente di Confindustria suggerisce poi di valutare la possibilità, «in via eccezionale», di consentire «la deducibilità integrale degli interessi passivi, derivanti dai prestiti contratti durante il periodo di emergenza».

L'ANALISI
«La ripartenza dell'economia italiana è frenata da alcuni fattori», osserva Orsini, tra cui «il forte rincaro delle materie prime e il calo degli investimenti privati (-9,1% nel 2020), che pur essendo attesi in ripresa da quest'anno (+9,2%), saranno frenati dal debito emergenziale contratto dalle imprese» durante la pandemia. «In questo scenario è indispensabile agire prolungando e potenziando le misure di sostegno alla liquidità», continua. Secondo Confindustria la revisione delle misure di sostegno dovrà avvenire in modo graduale, ed è «prioritario prorogare la moratoria di legge, allungando le sospensioni dei finanziamenti bancari fino alla fine del 2021». «È essenziale - spiega ancora Orsini - confermare il Fondo di garanzia per le pmi e Garanzia Italia di Sace».
Il vice presidente degli industriali si sofferma inoltre sulla necessità di guardare ai costi fissi delle imprese e non solo al fatturato per quantificare i sostegni. Una direzione verso cui si sta dirigendo anche il governo nel nuovo decreto Ristori. «In un momento come questo per noi i sostegni sono fondamentali - ha rilevato Orsini - però non si può parlare solo di fatturato ma anche di costi fissi».

Confindustria intende quindi «sollecitare una riflessione su un incentivo fiscale vigoroso, a favore delle imprese che deliberino aumenti di capitale». A queste imprese «andrebbe riconosciuto un credito di imposta pari ad almeno il 70% dell'aumento di capitale, eventualmente da utilizzare in più anni, per arginare l'impatto della misura sulla finanza pubblica». La misura, aggiunge Orsini, «potrebbe essere corredata da un parallelo incentivo destinato a persone fisiche e investitori che sottoscrivono aumenti di capitale».

Un altro capitolo riguarda la prossima entrata in vigore del nuovo Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza, che per Confindustria «rappresenta un oggettivo fattore di preoccupazione». Il vice presidente degli industriali ricorda le recenti stime di Banca d'Italia che ipotizzano un forte aumento dei fallimenti (nel 2022 si stima un +60% rispetto al 2019). Da qui, prosegue, «l'evidente necessità di rinviare di un anno l'entrata in vigore del Codice, o quantomeno delle procedure di allerta e composizione assistita della crisi».

Confindustria infine vuole la proroga del superbonus 110% per il miglioramento dell'efficienza energetica e anti-sismica delle case per tutto il 2023, insieme a una semplificazione della procedura applicativa. L'incentivo, secondo l'organizzazione degli imprenditori, è «efficace e di immediato impatto» al fine di sostenere gli investimenti. Inoltre, per sostenere soprattutto le aziende del comparto turistico, il bonus «va esteso agli immobili detenuti dalle imprese».
 

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