Imu, seconda rata entro il16 dicembre: le esezioni, come si compila il modello F24, chi paga di più e la "stangata" nelle grande città

Una vera e propria maxi-rata (che vale il 50% dell’importo totale), soprattutto per le grandi città, a partire da Roma, ma anche Milano, Torino e Napoli

Lunedì 13 Dicembre 2021
Imu, saldo della seconda rata entro il16 dicembre, "stangata" nelle grande città. Come si compila il modello F24 e chi paga di più

Entro giovedì, 16 dicembre, bisogna pagare la seconda rata dell'Imu sull'abitazione non principale. Una vera e propria maxi-rata (che vale il 50% dell’importo totale), soprattutto per le grandi città, a partire da Roma, ma anche Milano, Torino e Napoli. Per determinare l'importo bisogna tener conto delle aliquote stabilite dai comuni, che decidono le percentuali e poi pesa l'ex addizionale Tari presente in una decina di centri.

Per il calcolo dell’imposta, infatti, si deve partire dalla rendita catastale 2021, rivalutata del 5%: a questa si applica poi l’aliquota locale. Tutto questo in attesa della riforma del catasto, che tanto ha fatto discutere finora e che potrebbe cambiare le carte in tavola nei prossimi anni. Per pagare si utilizzerà il modello F24 semplificato. Ecco come si compila e quanto bisognerà versare in base alle città.

 

 

 

Imu, seconda rata, a Roma conto da 2.064 euro a testa

Coinvolti dalla rata sulla seconda casa sono 25 milioni di proprietari di immobili (di cui il 41% sono lavoratori dipendenti e pensionati). Il versamento medio supera di poco i mille euro, ma è appunto nelle città che il conto si fa salato, con vari centri dove cresce oltre i 2mila euro, con l'aliquota che vale in media l'1,05% su base nazionale (ma in diversi comuni c'è l'ex addizionale Tasi fino a un massimo dello 0,8 per mille). I contribuenti, così, verseranno circa 9,7 miliardi di euro, mentre il gettito complessivo annuo del settore ammonta a 19 miliardi e mezzo.

Se poi nella prima casa si ha una seconda pertinenza, come cantina, garage o posto auto, si paga in media 55 euro, fino a più di 100 in città. Si pagherà poi l'Imu per le prime case di lusso, come ville o addirittura castelli, partendo dai 2.600 euro fino a superare i 6mila.

 

 

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In prima fila tra le città più care c'è Roma. Qui si pagherà in media 2.064 euro. Segue Milano con 2.040, Bologna con 2.038, Genova con 1.775 e Torino con 1.745. In 16 città, poi, è in vigore la ex addizionale della Tasi: Roma, Milano, Ascoli Piceno, Brescia, Brindisi, Matera, Modena, Potenza, Rieti, Savona, Verona. In tutti questi centri l’aliquota è all’11,4 per mille. A Terni e Siena, invece, è all’11,2 per mille; a Lecce e Venezia all’11 per mille, mentre ad Agrigento al 10,9 per mille. Nel resto d'Italia l'aliquota non supera il 10,6 per mille. Si pagherà meno di tutti a Sondrio (674 euro), Crotone (672 euro) e Catanzaro (659 euro). Per quanto riguarda la seconda pertinenza nella prima casa, questa la classifica delle città più care: Roma: (110 euro), Milano (99 euro). Bologna (96 euro), Napoli e Firenze (95 euro).

 

 

Le esenzioni

Anche quest'anno resterà poi l’esenzione sull’abitazione principale e la sua prima pertinenza (box, cantina, solaio, posto auto). Il governo vuole fare chiarezza, nel decreto fiscale è previsto che l’agevolazione spetti per un solo immobile a nucleo familiare. Questo anche se la residenza anagrafica di due coniugi  si trova in luoghi differenti. 

A causa del Covid, poi, alcuni potranno evitare il pagamento del saldo Imu. La rata è sospesa per gli immobili strumentali i cui possessori hanno subito un calo di fatturato di almeno il 30% nel 2020. Per gli immobili destinati all’intrattenimento, poi,  c'è l’esenzione della rata e delle due successive per il 2022: i proprietari di mura di teatri, sale per concerti e cinema. Ma non devono essere anche i gestori delle attività.Nessuna nuova agevolazione, invece, per discoteche, sale da ballo e night club. Non solo: nessun nuovo aiuto per i fabbricati del comparto turistico e fieristico.

 

 

Le esenzioni, invece, ci saranno anche nei territori colpiti da un terremoto, come alcuni comuni della Lombardia, del Veneto e dell’Emilia Romagna, ma anche dell’isola di Ischia. Occorre poi ricordare che chi ha pagato l’acconto di giugno pur essendo esente, per esempio perché immobile con inquilini morosi oggetti di sfratto per morosità, può presentare domanda di rimborso al Comune. 

 

Come si compila il modello semplificato F24

Il modello F24 semplificato è un documento che viene fornito dall’Agenzia delle Entrate. Chi lo compila può pagare l'imposta inviando il modulo compilato in formato cartaceo o anche online, accedendo al portale “F24 Web” dell’Agenzia. Il servizio è gratuito e il pagamento può avvenire con addebito su conto corrente bancario o postale, senza oneri aggiuntivi e alla data di scadenza indicata dal contribuente.

 

 

 

Il modello si compone di due sezioni: una la conserva il contribuente, la seconda deve essere inviata. Nella prima sezione devono essere inseriti il codice fiscale e tutti i dati anagrafici. Nella seconda, invece, bisogna: barrare la casella “immob. variati”, se ci sono state delle variazioni per cui serve la presentazione dell'apposita dichiarazione; indicare l’anno d’imposta a cui si riferisce il pagamento; barrare la casella “ravv.”, se il pagamento si riferisce al ravvedimento; inserire il codice catastale del Comune dove si trova la casa; barrare la casella “acc.”, se il pagamento è riferito all’acconto; indicare il numero degli immobili; indicare l’importo dovuto; compilare lo spazio “rateazione”,  “codice atto” e “codice ufficio” solo su indicazione dell’Amministrazione. Il contribuente poi deve firmare e fornire l'Iban se l'addebito avviene direttamente sul conto corrente.

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