Recovery, disco verde a grandi opere
soglia dei subappalti elevata al 50%

Venerdì 28 Maggio 2021 di Luca Cifoni
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Un compromesso che punta a far saltare gradualmente la soglia rigida in materia di subappalti (che solo temporaneamente viene alzata al 50 per cento) introducendo però maggiori garanzie e controlli sia a tutela dei lavoratori, sia per contrastare le potenziali infiltrazioni della criminalità organizzata. Sciogliendo l’ultimo complicato nodo, il governo è riuscito ieri ad approvare, prima della fine del mese, il decreto legge che contiene le semplificazioni necessarie agli investimenti del Recovery Plan, e anche la struttura di governance con cui il piano sarà gestito.


DUE ESIGENZE
Come già indicato da Palazzo Chigi, l’esecutivo si trovava a dover bilanciare più esigenze: quella di mettere a punto norme in grado di velocizzare al massimo i lavori, vista la necessità assoluta di rispettare i tempi intermedi e finali per la realizzazione delle opere inserite nel Piano nazionale di ripresa e resilienza; quella di aderire alle indicazioni della stessa Unione europea che non vuole limitazioni rigide alla pratica del subappalto; e infine quella politica di non mettersi in rotta di collisione con i sindacati e con una parte della maggioranza. Già nei giorni scorsi, rispetto a quanto previsto nelle primissime bozze del provvedimento, era stata cancellato il criterio del massimo ribasso per gli appalti (che in realtà oltre che ai sindacati non piaceva nemmeno ai costruttori e al mondo delle imprese).


Sullo scoglio del subappalto, il punto di partenza della discussione era la possibile proroga della norma che prevede - in via provvisoria - che i lavori affidati in subappalto non possano superare il 40 per cento dell’importo complessivo del contratto. Dopo approfondimenti tecnici e nuovi contatti con le parti sociali, che si sono protratti per buona parte della giornata, il Consiglio dei ministri si è riunito alle 18 per esaminare un testo di mediazione.


Il tetto all’importo del subappalto, rispetto al valore complessivo del contratto, viene portato al 50 per cento fino al prossimo 3 ottobre. Contemporaneamente le regole attuali vengono rafforzate: il contratto - a pena di nullità - non potrà essere ceduto né potrà essere affidata a terzi l’integrale esecuzione delle prestazioni, tranne appunto la possibilità di subappalto, mentre il subappaltatore dovrà garantire gli stessi standard qualitativi del contratto di appalto e riconoscere ai lavoratori un trattamento economico non inferiore a quello che avrebbero avuto, con l’applicazione dello stesso contratto di lavoro.


Poi dal prossimo primo novembre il tetto del 50 per cento verrà meno e ed entreranno in vigore ulteriori paletti. In particolare saranno le stazioni appaltanti (ovvero amministrazioni o enti che aggiudicano i lavori) a specificare in anticipo nei documenti di gara le prestazioni che vanno eseguite direttamente dall’aggiudicatario; sia in relazione alle caratteristiche dell’appalto, sia di alcune specifiche esigenze come quella di rafforzare i controlli nei cantieri, garantire salute e sicurezza dei lavoratori ed anche prevenire le infiltrazioni criminali. Per questo potrà anche essere sentito il parere delle prefetture. Inoltre - ed è un punto molto rilevante - viene stabilita la responsabilità in solido del contraente principale e del subappaltatore nei confronti della stazione appaltante.


LE REAZIONI
La versione finale è stata giudicata favorevolmente dai sindacati, con il segretario della Cgil Landini che parla di «risultato positivo» riferendosi alle garanzie per i lavoratori e ai vincoli specifici in tema di rispetto della legalità. Apprezzamento è venuto dall’ala sinistra della maggioranza attraverso la voce del ministro della Salute Speranza ma anche dal ministro del Lavoro Orlando e da altri rappresentanti del Pd, che avevano evidenziato la necessità di un confronto con le parti sociali. La Lega sottolinea invece l’importanza di un’altra novità, l’innalzamento delle soglie per l’affido diretto degli appalti.

 

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Ultimo aggiornamento: 29 Maggio, 17:59 © RIPRODUZIONE RISERVATA