Lavoro, allarme Cna: «Solo un contratto su 5 a tempo indeterminato. Subito vaccinazione di massa Covid»

Giovedì 4 Febbraio 2021 di Veronica Bucci
Macerata, lavoro, allarme Cna: «Solo un contratto su 5 a tempo indeterminato. Subito vaccinazione di massa Covid»

MACERATA - Dicembre 2020 ha confermato un mercato del lavoro sostanzialmente piatto nelle imprese artigiane, micro e piccole. Ha registrato un crollo delle assunzioni e un forte arretramento delle cessazioni, frutto rispettivamente della crisi economica e dei provvedimenti governativi, dal divieto di licenziamento al massiccio ricorso alla Cassa integrazione guadagni. La conseguenza di questo combinato disposto è un calo del 2% nell’occupazione tra i “piccoli”, esattamente come si era verificato a dicembre 2019.

 

Con una importante differenza: mentre nell’ultimo anno l’incremento tendenziale dell’occupazione si è fermato allo 0,2%, tra dicembre 2018 e dicembre 2019 la crescita era stata del 2%. È quanto emerge dall’osservatorio lavoro della Cna, curato dal centro studi della confederazione, che analizza mensilmente le tendenze dell’occupazione nelle imprese artigiane, micro e piccole. 

L’andamento

Il direttore Cna Macerata Luciano Ramadori commenta questi dati: «In apparenza l’andamento di dicembre 2020 non si discosta dai dicembre precedenti. L’ultimo mese dell’anno si caratterizza da tempo come un periodo di ripiegamento dell’occupazione in quanto molti rapporti di lavoro giungono a scadenza e il numero di cessazioni supera abbondantemente quello delle attivazioni di nuovi contratti. Se il risultato finale differisce poco dall’andamento consueto, quindi, è la sua genesi a lanciare l’allarme. A dicembre scorso infatti le assunzioni sono scese addirittura del 30,5% (il peggior dato secondo solo a quello di aprile 2020, mese di pieno confinamento) mentre le cessazioni sono diminuite del 13,5%». 

La quota

La disaggregazione dell’occupazione nelle imprese artigiane, micro e piccole mostra che a fine 2020 la quota di questi contratti sul totale era calata al 55,2% (contro l’86,1% del dicembre 2014) a fronte del 29,4% dei contratti a tempo determinato (+23,8% in sei anni esatti), al 12,4% dell’apprendistato (+6,6%) e al 3% del lavoro intermittente (+0,5%). Il direttore Cna di Macerata segnala i dati preoccupanti della nostra provincia: «Nel mese di gennaio appena trascorso, i 1.400 lavoratori in entrata nel mercato del lavoro sono solo per il 21% a tempo indeterminato, per il 35% a tempo determinato e per la maggior parte (44%) con altri contratti non dipendenti (collaboratori, apprendistato, interinali, ecc.)». Ramadori analizza poi la tipologia dei nuovi lavoratori e i rispettivi datori di lavoro: «E’ il settore manifatturiero, nonostante le difficoltà, ad assumere gran parte del personale (42%) e in misura inferiore il settore dei servizi alle imprese (17%), il commercio (16%) e le costruzioni (13%). Di conseguenza, 610 dei nuovi assunti sono assegnati alla produzione e per un 20% alle vendite. Gli assunti Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa a gennaio nella provincia di Macerata sono per metà operai specializzati e per un quarto impiegati; per il 51% senza alcun titolo e con solo una qualifica professionale. Solo il 13% ha una laurea e solo il 22% di loro andrà a ricoprire un ruolo dirigenziale». «Dati poco incoraggianti – commenta il direttore Cna – che ci fanno capire la grande urgenza di mettere le imprese nelle condizioni di riprendere al più presto ritmi produttivi decenti. Solo le piccole imprese, cioè il 96% del sistema produttivo locale, possono invertire i pessimi dati occupazionali. Come Cna chiediamo vaccinazione di massa in tempi rapidi, ristori immediati e fondi pubblici dedicati agli investimenti produttivi».

 

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