Mutuo casa giovani con la garanzia dello Stato: anticipo addio, la misura per gli under 35

Lunedì 26 Aprile 2021 di Luca Cifoni
Casa, l'anticipo del mutuo per i giovani garantito dallo Stato: le nuove regole per gli under 35

Un aiuto ai giovani, sotto forma di garanzia statale per permettere l’acquisto della casa attraverso un mutuo, ma senza versare anticipi. C’è anche questa mossa nella strategia annunciata da Mario Draghi in Parlamento per orientare al futuro le risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza. In tutto 248 miliardi se ai fondi europei veri e propri (191,5 miliardi) se ne sommano oltre 40 di risorse statali aggiuntive e altri 15,5 che serviranno a reintegrare la dote del Fondo sviluppo e coesione destinato alle regioni meridionali. Il punto di partenza di questo capitolo dell’intervento del premier sono i numeri della demografia, che vedono il nostro Paese ai livelli più bassi in Europa per fecondità e nascite. 

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FATTORI DECISIVI
L’obiettivo è invertire la tendenza anche grazie alle misure del Pnrr, che riserva risorse significative al potenziamento della rete degli asili nido e all’edilizia sociale. Welfare adeguato, casa e lavoro sicuro - ha fatto notare Draghi - sono i fattori decisivi per mettere i giovani in condizione di formare una famiglia. In questa direzione va anche una misura che era già stata delineata nel Documento di economia e finanza e ora ribadita nell’intervento a Montecitorio: sarà formalizzata in un prossimo decreto. L’idea è ampliare la platea di coloro che possono accedere ad un mutuo per acquistare la propria abitazione: anche se i finanziamenti bancari sono decisamente convenienti grazie al livello storicamente basso dei tassi di interessi, per molti il problema è la quota non coperta dall’ipoteca dell’immobile, che va pagata in anticipo, oppure a sua volta finanziata ma ricorrendo a ulteriori garanzie da parenti. L’obiettivo enunciato dal premier è proprio evitare che sia dovuto questo anticipo: la garanzia statale permetterà alla banca di erogare una somma pari al 100 per cento del valore dell’abitazione. In realtà un meccanismo di questo tipo esiste già da alcuni anni ed è gestito dalla società pubblica Consap.

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Il fondo istituito a fine 2013 è stato più volte rifinanziato - l’ultima volta nel 2020 con 100 milioni - ma per vari motivi, compresa l’adesione non totale del sistema bancario, ha avuto una diffusione limitata. Il governo punta a rafforzare ed estendere questo schema, che al momento fornisce una garanzia fino al 50 per cento, per un importo complessivo del finanziamento che può arrivare a 250 mila euro. I contorni generali della platea dovrebbero restare gli stessi, con un limite di età fissato a 35 anni. Esistono però attualmente alcuni criteri prioritari per l’assegnazione del beneficio, che premiano le giovani coppie coniugate, i nuclei monogenitoriali con figli e altre categorie. L’intenzione è allargare le maglie, oltre a prevedere un finanziamento più robusto di quello attuale. Non è escluso che il provvedimento sia accompagnato da un ampliamento della detrazione fiscale che oggi permette di risparmiare il 19 per cento degli interessi, su una spesa massima di 4 mila euro l’anno: la soglia potrebbe essere estesa per garantire un ulteriore vantaggio anche sul fronte delle rate da versare.
 

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Tra le altre voci citate dal presidente del Consiglio che vanno nella direzione del sostegno ai giovani ci sono gli 1,8 miliardi per la competitività delle imprese turistiche, una quota dei quali è destinata alla creazione di imprese under 35, e i 600 milioni per il rafforzamento del sistema di istruzione duale che almeno nelle intenzioni dovrebbe favorire l’inserimento professionale. Intanto resta caldo il tema superbonus. L’impegno preso dal ministero dell’Economia di garantire con la prossima legge di Bilancio un finanziamento aggiuntivo e la proroga a tutto il 2023 non tranquillizza del tutto il Movimento Cinque Stelle. Alla Camera Draghi ha evidenziato come non ci sia alcun taglio rispetto allo stanziamento complessivo di 18 miliardi. Nella versione definitiva del Pnnr però una quota più consistente (13,8 miliardi invece di 10,2) è stata dirottata sui fondi europei veri e propri: i restanti 4,7 vengono invece dal Fondo complementare finanziato con risorse nazionali.
 

 

 

Ultimo aggiornamento: 28 Aprile, 10:23 © RIPRODUZIONE RISERVATA