Cartelle, rate in 10 anni per chi ha avuto i ristori Covid: a giugno parte la riscossione

Giovedì 6 Maggio 2021 di Michele Di Branco
Cartelle rateizzate in 10 anni per chi ha avuto i ristori Covid: a giugno parte la riscossione

Cartelle esattoriali ferme fino a fine maggio. E poi si riparte. Ma con la possibilità di pagare a rate, con scadenza decennale, per chi ha subito forti perdite economiche durante la pandemia. Il decreto Sostegni-bis, che deve distribuire quasi altri 40 miliardi di aiuti a famiglie e imprese, è slittato alla prossima settimana e tra i temi caldi c’è quello della riscossione delle tasse. Nei giorni scorsi il governo ha anticipato che, all’interno del provvedimento in gestazione, troverà posto un nuovo stop all’invio delle cartelle e degli atti di pagamento ormai congelati dall’8 marzo 2020. Tuttavia il problema si riproporrà a partire dal 1° giugno, quando l’Agenzia delle Entrate sarà chiamata a spedire 35 milioni di comunicazioni agli italiani. 

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LE INCOGNITE
Cosa farà Palazzo Chigi? All’interno dei partiti che compongono la maggioranza la discussione è aperta: c’è chi, come la Lega, punta ad una ulteriore sospensione e chi, come l’ala più a sinistra del parlamento, vorrebbe impostare una graduale ripresa dell’attività di riscossione. Anche in considerazione del fatto che ogni mese di blocco va coperto con 250 milioni di euro. In queste ore, sta prendendo corpo una soluzione di compromesso che consisterebbe in una ripartenza “modulata”. Il governo si prepara, infatti, a mettere a punto un meccanismo di rientro dai debiti tributari agevolato per chi rientra tra i beneficiari dei ristori a fondo perduto. Vale a dire quei soggetti, con volume d’affari inferiore a 10 milioni, che nel corso dell’ultimo anno hanno accusato perdite del fatturato superiori al 30%. 

LA STRADA
In pratica, chi incassa gli indennizzi e viene anche raggiunto da una cartella esattoriale potrebbe godere di rateizzazioni comprese tra 6 e 10 anni (fino ad un massimo di 120 rate). Un meccanismo che riprodurrebbe lo schema ordinario già in vigore per chi è in difficoltà economica. Ma che verrebbe ulteriormente semplificato dal punto di vista procedurale. Lega e Forza Italia premono addirittura per una versione ancora più spinta. “Bisogna estendere le moratorie e pensare ad una rottamazione delle cartelle esattoriali” sintetizza una fonte ministeriale leghista prefigurando la possibilità che, oltre a pagamenti dilazionati, si possa ipotizzare forme di riduzione del debito e di cancellazione delle sanzioni. Una impostazione che, al momento, incontra la ferma opposizione di Pd e Leu.

Ovviamente, la ripartenza della riscossione, prevista appunto a giugno, avrà efficacia immediata su chi non potrà usufruire di facilitazioni e verranno scongelati i pignoramenti su stipendi e pensioni, gli accertamenti esecutivi, i fermi e gli avvisi di addebito Inps. Tutto confermato sul fronte della rottamazione e del saldo e stralcio: per non perdere i benefici della definizione agevolata, chi è in regola con i versamenti del 2019 dovrà effettuare entro il 31 luglio 2021 il pagamento delle rate previste e non ancora versate nel 2020. 
Il pagamento delle rate previste nel 2021, invece, dovrà avvenire entro il 30 novembre 2021. Se il pagamento avverrà oltre i termini previsti (la legge consente ulteriori 5 giorni di tolleranza) o per importi parziali, si perderanno i benefici della misura. Quanto al condono delle cartelle esattoriali 2000-2010 fino a 5 mila euro di importo per chi ha un reddito inferiore a 30 mila euro, introdotto dal decreto Sostegni, non dovrebbero esserci modifiche. 

Ultimo aggiornamento: 8 Maggio, 09:45 © RIPRODUZIONE RISERVATA