Bonus doccia e rubinetti: come ottenere fino a 1.000 euro senza Isee, ma i tempi sono ristretti

Venerdì 3 Settembre 2021 di R.Ec.
Bonus doccia e rubinetti: come ottenere fino a 1.000 euro senza Isee, ma i tempi sono ristretti

Finalmente, dopo mesi di stallo, è in arrivo il decreto attuativo che sblocca il bonus idrico per docce, sanitari e rubinetti fino a 1000 euro, previsto dalla scorsa Legge di Bilancio, ma mai entrato effettivamente in vigore. Il Ministero della Transizione ecologica, guidato da Roberto Cingolani, sta ultimando il testo. Dal Mite spiegano a Il Messaggero che ci vorranno un paio di settimane, poi una serie di tempi tecnici, con l'obiettivo di permettere l'invio delle domande entro ottobre. A disposizione, per ora, ci sono però solo 20 milioni e la misura si applica ai lavori eseguiti entro il 31 dicembre 2021. In questo modo si rischia di avere alla fine poco tempo per fare richiesta prima che i fondi si esauriscano. L'idea del Ministero, però, è di iniziare (dopo il tempo perso a causa del cambio di governo) e vedere se la misura tira: se sì non si escludono proroghe e rifinanziamenti. 

 

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Bonus idrico, i requisiti

Il contributo punta a incentivare la sostituzione dei vecchi vasi sanitari e della rubinetteria per garantire un risparmio di risorse idriche, da cui il nome. Per usufruirne bisogna avere più di 18 anni ed essere residente in Italia. Poi si deve essere «titolari del diritto di proprietà o di altro diritto reale su edifici esistenti, nonché di diritti personali di godimento su parti di edifici esistenti o singole unità immobiliari».

 

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Per ottenere l'incentivo, inoltre, è necessario realizzare entro il 31 dicembre 2021 interventi di «sostituzione di vasi sanitari in ceramica con nuovi apparecchi a scarico ridotto e di apparecchi di rubinetteria sanitaria, soffioni doccia e colonne doccia esistenti con nuovi apparecchi a limitazione di flusso d’acqua». Quindi si devono mettere nuovi vasi sanitari in ceramica con volume massimo di scarico entro i 6 litri, rubinetti e miscelatori con portata d'acqua entro i 6 litri al minuto o soffioni/colonne doccia con portata al massimo di 9 litri al minuto.

Si potranno ottenere così, direttamente sull'Iban, fino a mille euro, anche per i lavori eseguiti precedentemente, ma sempre nel 2021. 

 

Come fare domanda

La domanda si presenterà su una piattaforma web (realizzata da Sogei) a cui si accederà dal sito del Ministero della Transizione ecologica. Per entrare servirà lo Spid o la Carta d'identità elettronica. Una volta registrato, poi, il soggetto dovrà fornire una serie di dati, tra cui l'importo della spesa sostenuta, le specifiche tecniche dei lavori eseguiti, l'identificativo catastale dell'immobile e la dichiarazione di non aver già usufruito di altre agevolazioni per quelle spese. Infine servirà allegare la copia della documentazione commerciale o della fattura.

 

I tempi ristretti e il rifinanziamento

Il bonus può essere richiesto una volta sola per un solo immobile. Entro fine ottobre si dovrebbero poter inviare le domande e i contributi verranno disposti secondo l'ordine di arrivo, ma solo fino ad esaurimento delle risorse. In campo ci sono 20 milioni di euro per quest'anno. Si rischia di saturare la capacità di spesa in poco tempo, con troppe domande in arrivo in breve tempo.

 

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Tuttavia dal Mite fanno sapere a Il Messaggero che sull'incentivo non manca "la volontà politica": il ministro Cingolani è intenzionato a puntare sul bonus qualora andasse bene tra i cittadini, chiedendo al collega Daniele Franco altri finanziamenti e magari una proroga dei tempi per fare i lavori in casa.

 

Le richieste di Confartigianato

«Noi - dice a Il Messaggero Bruno Panieri, direttore delle politiche economiche di Confartigianato - siamo convinti che il contributo tirerà, come stanno tirando l'ecobonus, il bonus ristrutturazioni, il sismabonus e il superbonus 110% dopo le semplificazioni. Proprio per questo chiediamo di prevedere in Legge di Bilancio un'estensione fino a fine 2023 per questo e gli altri bonus legati all'edilizia. Tutti assieme producono un effetto volano notevole, aiutando tantissimo cittadini, imprese e artigiani a ripartire dopo la crisi. Nel caso del contributo per rubinetti e docce, però, serve almeno raddoppiare i fondi a disposizione. Facendo una stima di massima, anche se prima bisogna vedere il numero di domande, direi fino a circa 50 milioni».

«Siamo molto fiduciosi - aggiunge - che il governo lo faccia. Da quello che abbiamo visto negli ultimi mesi, soprattutto con l'ecobonus e con i bonus per le ristrutturazioni, è che se ci sono questi incentivi i lavori sono regolari, altrimenti molti vengono fatti al nero. In questo modo lo Stato, prevedendo fondi per sconti e contributi, con le tasse versate non solo ci rientra, ma ci guadagna!».

 

L'altro bonus per l'acqua potabile

Il bonus idrico non va confuso con quello per l'acqua potabile, previsto sempre dalla Legge di Bilancio 2020 e sbloccato solo lo scorso giugno. Si tratta di un credito d’imposta del 50% per le spese sostenute dall’inizio del 2021 fino alla fine del 2022 per comprare e installare sistemi per la “razionalizzare l’uso dell’acqua e ridurre il consumo di contenitori di plastica“.

 

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Filtraggio, raffreddamento, mineralizzazione, addizione di anidride carbonica alimentare. Il contributo si può ottenere per vari tipi di sistemi installati. La soglia massima di spesa è 1000 euro per ogni abitazione (quindi il contributo arriva fino a 500 euro) e 5mila per immobili adibiti ad attività commerciale o istituzionale (con sconto massimo di 2500 euro).

 

Ultimo aggiornamento: 5 Settembre, 10:19 © RIPRODUZIONE RISERVATA