Assegno inclusione, pagamenti febbraio: giovedì 15 arretrati di gennaio, ecco per chi. E il 27 arriva l'importo del mese corrente

Assegno inclusione, pagamenti febbraio: giovedì 15 arretrati di gennaio, ecco per chi. E il 27 arriva l'importo del mese corrente
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Sabato 10 Febbraio 2024, 16:47

Assegno di inclusione. Doppio pagamento in arrivo a febbraio. Prima tranche prevista per giovedì 15: riguarda gli "arretrati" di gennaio. Chi invece ha già ricevuto (dal 26 gennaio scorso) l'erogazione dell'importo spettante per il primo mese dell'anno, dovrà attendere il 27 di febbraio per il pagamento della seconda "rata" annuale, quella del mese corrente. Andiamo con ordine.

Adi, perché il doppio pagamento a febbraio

Le domande per ottenere l'assegno di inclusione sono partite lo scorso anno, il 18 dicembre 2023 per la precisione. Chi aveva fatto richiesta (con esito positivo dell'istruttoria) entro il 7 gennaio 2024 ha già ricevuto i pagamenti di gennaio a partire dal giorno 26 dello scorso mese. 

Per le domande presentate dopo il 7 gennaio (dall'8 gennaio) e comunque entro il 31 gennaio, con Patto di Attivazione sottoscritto entro il 31 gennaio 2024 ed esito positivo dell’istruttoria, il pagamento della mensilità di competenza di gennaio verrà disposto dal giorno 15 febbraio.

Mentre dal giorno 27 febbraio verrà pagato l’importo del mese corrente (febbraio). Ecco dunque spiegato il "doppio" pagamento.

Cosa succede dopo febbraio

Per le domande presentate dal mese di febbraio (e analogamente, per le domande presentate nei mesi successivi), il primo pagamento verrà disposto dal  giorno 15 del mese successivo a quello di sottoscrizione del patto di attivazione digitale; i successivi pagamenti, verranno disposti il giorno 27 del mese di competenza. Questa è infatti la cadenza stabilita dall'Inps.

Validazione domande

Inps intanto informa che è disponibile il nuovo servizio “Validazione delle certificazioni ADI” tramite il quale l’amministrazione pubblica competente può validare la dichiarazione, indicata nella domanda ADI, relativa a:

  • certificazioni attestanti le condizioni di svantaggio per il richiedente e/o per i soggetti appartenenti al proprio nucleo familiare;
  • inserimento nei programmi di cura e assistenza con data antecedente a quella di presentazione della domanda di ADI.

Il servizio è rivolto alle strutture sanitarie (ASL) che abbiano rilasciato le relative certificazioni e indicate dallo stesso richiedente nella domanda di ADI.

I numeri

Sono 287.704 i nuclei familiari che dal 26 gennaio hanno ricevuto il pagamento dell’Assegno di Inclusione (ADI). Le domande lavorate (pervenute entro i primi giorni di gennaio) erano state 446.256, di cui 418.527 con PAD sottoscritto.

Dai controlli preventivi effettuati, era emerso che:

  • 12.222 domande necessitano di un supplemento di istruttoria per l’acquisizione della certificazione attestante il requisito richiesto ai fini del riconoscimento della misura. L’INPS, acquisita la certificazione, potrà procedere al pagamento dal prossimo 15 febbraio o comunque entro 60 giorni qualora non pervenga la certificazione da parte degli enti preposti;
  • 1.140 in istruttoria per controlli interni dell’Istituto (accertamenti antifrode);
  • 117.461 domande sono state respinte per mancanza di requisiti. Tra le principali cause risultano: esito negativo sopra soglia su DSU, superamento delle soglie di reddito, omessa dichiarazione dell’attività lavorativa.

Quindi, le prime 287.704 domande, che hanno superato positivamente la fase istruttoria, sono andate in pagamento il 26 gennaio con un importo medio di 645,84 euro. 

Adi, importi e simulazioni

L’Adi, l’assegno di inclusione per i nuclei con al loro interno minori, disabili, anziani e persone in condizione di svantaggio, porterà nelle tasche dei beneficiari, secondo le stime dell’Inps, 635 euro in media, a cui si sommerà l’Auu per le famiglie con figli fino a 21 anni. Gli Isee che non superano il limite dei 17.139 euro da quest’anno riscuoteranno 200 euro per ogni figlio minorenne. In questo modo un nucleo con un under 18 si porterà a casa, solo sommando Adi e Auu, quasi 850 euro in media.

Ma a quanto ammontano invece le cifre che verranno corrisposte, da marzo, con l’assegno per i figli? C’è da considerare l’effetto rivalutazione. Da quest’anno gli Isee più ricchi prenderanno 57 euro per figlio al posto di 54 euro, mentre quelli più poveri riceveranno 200 euro anziché 189 euro circa. Con la rivalutazione cambiano anche le soglie Isee in base alle quali vengono modulati gli importi da assegnare agli aventi diritto. Nel 2023 la quota minima, pari come detto a 54 euro, è andata agli Isee sopra 43.240 euro.

Da quest’anno l’asticella sale a 45.704 euro circa. Per la quota massima era richiesto, sempre a dicembre, un indicatore della situazione economica equivalente non oltre la soglia dei 16.215 euro. Da ora invece riscuoteranno 200 euro, anziché 189 euro come lo scorso anno, gli Isee che non superano il limite dei 17.139 euro. Nei primi dieci mesi del 2023 sono stati erogati 14,9 miliardi di euro con l’Auu. I nuclei familiari che l’hanno ricevuto sono oltre 6,3 milioni, per un totale di 9.913.476 figli. Nel 2022 la misura ha assorbito invece poco più di tredici miliardi di euro (13,2 per l’esattezza). 

Carta Adi, come funziona

Il contributo economico è erogato attraverso uno strumento di pagamento elettronico ricaricabile, denominato "Carta di inclusione" o "Carta ADI".

La Carta ADI consente di:

  • effettuare acquisti di beni e servizi presso i POS degli esercizi commerciali in Italia convenzionati con il circuito Mastercard che rientrano nelle categorie di spesa previste dalla normativa di riferimento;
  • effettuare un bonifico mensile SEPA/Postagiro presso gli Uffici Postali per pagare la rata dell’affitto, in favore del locatore indicato nel contratto di locazione o dell’intermediario che ha concesso il mutuo;
  • pagare le utenze domestiche presso gli Uffici Postali (con bollettini o MAV postali). È inoltre possibile usufruire delle agevolazioni relative alle tariffe elettriche e quelle riguardanti la compensazione per la fornitura di gas naturale riconosciute alle famiglie economicamente svantaggiate;
  • effettuare prelievi di contante.

I prelievi di contante sono consentiti, nel caso di attribuzione di una sola Carta ADI per nucleo familiare, entro il limite mensile di 100 euro, moltiplicato per la scala di equivalenza ADI (il parametro della scala di equivalenza è pari a 1 per il nucleo familiare ed è incrementato fino a un massimo complessivo di 2,2 in base alle condizioni dei componenti e ulteriormente elevato a 2,3 in presenza di componenti in condizione di disabilità grave o non autosufficienza).

Nel caso la Carta ADI venga attribuita ai singoli maggiorenni che esercitano la responsabilità genitoriale o sono compresi nella scala di equivalenza ADI, il limite mensile di prelievo di contanti è di massimo 100 euro per ciascuna Carta ADI individuale.

Cosa si può acquistare e cosa no

Con la Carta Adi è possibile l’acquisto di ogni genere di beni di consumo e servizi, ad eccezione di quelli di seguito elencati:

  • giochi che prevedono vincite in denaro o altre utilità;
  • acquisto, noleggio e leasing di navi e imbarcazioni da diporto, nonché servizi portuali;
  • armi;
  • materiale pornografico e beni e servizi per adulti;
  • servizi finanziari e creditizi;
  • servizi di trasferimento di denaro;
  • servizi assicurativi;
  • articoli di gioielleria;
  • articoli di pellicceria;
  • acquisti presso gallerie d’arte e affini;
  • acquisti in club privati;
  • acquisto di sigarette, anche elettroniche, di derivati del fumo;
  • giochi pirotecnici;
  • prodotti alcolici.

È in ogni caso inibito l’uso della Carta in esercizi prevalentemente o significativamente adibiti alla vendita dei beni e servizi non consentiti, specificati nel precedente elenco. È inoltre vietato l’utilizzo della Carta all’estero e per gli acquisti on-line o mediante servizi di direct-marketing.

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