Codice degli appalti, l'allarme delle imprese specializzate

Matteo Salvini, ministro alle Infrastrutture, sul cui tavolo è appena approdato il Codice degli appalti
Matteo Salvini, ministro alle Infrastrutture, sul cui tavolo è appena approdato il Codice degli appalti
di Andrea Bassi
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Mercoledì 2 Novembre 2022, 12:13 - Ultimo aggiornamento: 3 Novembre, 07:36

È una delle riforme principali previste dal Pnrr, il Piano nazionale di ripresa e resilienza.

Il dossier è appena arrivato nelle mani del neo ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini. Si tratta della riforma del Codice degli appalti. Una riforma «auto applicativa». Significa che una volta che avrà il via libera del governo, le sue norme si applicheranno direttamente senza la necessità di nessun provvedimento attuativo. Per questo Carla Tomasi, la Presidente di Finco, la federazione delle industrie dei prodotti, degli impianti e delle opere specialistiche, una realtà che associa oltre 14 mila imprese che sviluppano un fatturato di 30 miliardi e complessivamente impiegano 140 mila dipendenti, ha chiesto un incontro a Salvini. La ragione della richiesta, come ricorda Tomasi nella missiva inviata al neo ministro, è il fatto che il testo definitivo comprensivo dei fondamentali allegati del codice degli appalti, non è ancora noto. «Conosciamo», ha scritto la Presidente di Finco, «alcuni aspetti solo a mezzo stampa. Pur in assenza di un testo di riferimento», si legge ancora, «abbiamo naturalmente indirizzato le nostre considerazioni al Presidente Frattini ed al Consigliere coordinatore della Commissione Professor Carbone, ma vi sono aspetti politico-operativi che è necessario siano visti con il ministero competente e che destano preoccupazione». Tra questi aspetti, per esempio, c’è la riduzione delle fasi di progettazione che, invece di velocizzare le opere potrebbero paradossalmente rallentarne la realizzazione. C’è poi il tema dei subappalti e del peso preponderante dato alle grandi imprese, i contraenti generali. Un combinato disposto che potrebbe mettere in seria difficoltà le piccole e medie imprese, soprattutto quelle ad alta specializzazione tecnica rappresentate da Finco. Temi insomma, che andrebbero affrontati prima che il Codice entri in vigore.

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