Investimenti: miniere, farmaci e bevande per tutte le stagioni

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di Roberta Amoruso
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Mercoledì 6 Luglio 2022, 12:02 - Ultimo aggiornamento: 7 Luglio, 08:41

Il mondo è cambiato.

Riallineamento geopolitico, inflazione elevata, volatilità dei mercati e fine di 40 anni di tassi in calo suggerirebbero un titolo da “Brave New World” per la nuova era. O forse sarebbe meglio “Revenge of the Boomers”, dice Capital Group, per certi segnali che ricordano i primi anni Sessanta. Le sfide all’orizzonte sono importanti. Ma il cambiamento porta opportunità di investimento. E allora si tratta di cogliere al meglio i segnali di crescita grazie alla ripresa dell’economia globale dopo la pandemia e scommettere ancora sugli utili societaria nonostante i timori di frenata. Con la consapevolezza, avverte Matteo Astolfi, che nel prossimo anno o due si verificherà una sana recessione. Una moderata recessione, necessaria per ripulire gli eccessi dell’ultimo decennio. Ecco perché, ora più che mai, il passaggio di due crisi, la pandemia e il conflitto tra Russia e Ucraina, impone un portafoglio equilibrato e “per tutte le stagioni”.

LE RESILIENTI

Partiamo dalle azioni tanto temute in tempi di rialzo dei tassi. Negli otto periodi di rialzo dei tassi dal 1977, l’indice MSCI ACWI ha garantito un rendimento medio del 12,1%. Ma volatilità elevata e implicazioni imprevedibili del ciclo dei tassi suggeriscono comunque un portafoglio adatto a qualsiasi condizione. Quindi, meglio puntare su società con valutazioni interessanti che hanno dimostrato la capacità di prosperare indipendentemente dal contesto economico. La scelta di Martyn Hole, investment director di Capital Group, è per le aziende che hanno un track record consolidato nell’essere artefici della loro stessa crescita, aziende con un rendimento del capitale elevato, costi di input delle materie prime ridotti e un forte potere di determinazione dei prezzi. Per esempio, le aziende produttrici di bevande presentano caratteristiche sia difensive che d’attacco. Keurig Dr Pepper ha un modello di business “razor and blade” (prodotto di partenza a basso costo, vendita di prodotti correlati in seguito) per la distribuzione di cialde per caffè monodose. Un modello di resilienza dimostrato in passato anche da aziende come Microsoft, Nestlé e l’assicuratore Marsh & McLennan.

LE MINERARIE SOTTOVALUTATE

Non si può costruire però la new economy senza le società tradizionali. Prendiamo il settore minerario, un angolo del mercato azionario per lungo tempo trascurato che ha improvvisamente riguadagnato attrattiva. I prezzi delle materie prime sono saliti alle stelle e i produttori di materiali di base come minerale di ferro, rame e nickel sono diventati preziosi per la produzione dei veicoli elettrici. E continueranno a esserlo per anni a causa degli investimenti scarsi in nuovi progetti minerari e del tempo necessario per avviarli. Eppure la capitalizzazione di mercato delle prime cinque società minerarie mondiali, è nel complesso di poco superiore al valore di Meta Platform, casa madre di Facebook. C’è ancora spazio per crescere.

IL SETTORE SANITARIO USA

Valutazioni interessanti rispetto alla media storica si trovano poi tra le società del settore sanitario e tra i produttori di farmaci. E i pionieri dell’oncologia Bristol Myers Squibb, Merck e Roche stanno spingendo per esempio sullo sviluppo di farmaci anticorpo coniugati (gli ADC, che inducono il sistema immunitario a distruggere le cellule cancerogene senza intaccare le cellule sane), un mercato che dovrebbe passare da 3,2 a 20 miliardi di dollari nel 2028.

IL VOLANO CLOUD

 Nella prima metà del 2022, i titoli tecnologici hanno registrato una brusca frenata. Colpa delle ombre sugli utili futuri. Ma la gestione dei servizi cloud resta una carta importante da giocare per i produttori di software. Ad aprile la divisione cloud di Microsoft ha messo a segno una crescita trimestrale del 32%.

NON SOLO AZIONI

Con l’aumento dei tassi l’obbligazionario torna a produrre reddito, a partire dall’high yield. Storicamente, la performance media annua del mercato high yield Usa è compresa tra il 6 e l’8%. Siamo di nuovo a un livello di rendimenti iniziali in cui è possibile raggiungere questa performance, in un orizzonte di investimento pluriennale. E sarebbe la prima volta dopo molto tempo. 

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