Investimenti, cedole: in arrivo la carica ad alto rendimento: il 2021 promette un rimbaldo

Mercoledì 31 Marzo 2021 di Roberta Amoruso
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Addio 2020, torna la carica dei dividendi. Aver archiviato l’anno più difficile della pandemia vuol dire anche questo per molte delle attività più colpite dalla valanga Covid. Ne sa qualcosa il settore auto che dovrebbe riprendere a marciare, ma anche banche e assicurazioni sembrano poter rivedere la luce, e mantenere le promesse fatte agli azionisti. Non sarà così invece per comparti come l’aerospazio e l’intrattenimento; mentre dai consumi potrebbe arrivare la vera sorpresa. Attenzione, però: riacquisto di azioni e dividendi super saranno “osservati speciali” per le autorità di regolamentazione. E magari qualche iniziativa di fine anno per istituti di credito e compagnie assicurative dovrà comunque tener conto di una certa prudenza. Nel 2020 i dividendi globali sono arretrati di quasi l’8%, fa notare Jonathan Crown, gestore di Columbia Threadneedle Investments. Nel caso dei beni di consumo discrezionali, la flessione ha sfiorato il 30%; mentre per banche e assicurazioni la prudenza delle autorità regolamentari ha ispirato un taglio del 20%. Per le società dell’MSCI Europe, i dividendi distribuiti sono scesi invece del 20%, ma potrebbero recuperare il 15%, osserva Jörg Allianz Global Investors, fino a quota 330 miliardi. Lo scorso anno hanno pagato cedole meno di tre aziende europee su quattro, contro il 90% degli anni prima.

La buona notizia è che il 2021, complice anche l’avanzata dei piani vaccinali, porterà un aumento medio del 10% del monte cedole mondiale. E ciò nonostante la crisi pandemica non si possa ancora dire alle spalle. Ci sono settori, tra i più colpiti nel 2020, che già registrano una buona ripresa: i materiali, per esempio, dovrebbero andare oltre la media (oltre il 15%). E tra le società che avevano congelato le cedole per prudenza o per amore di reputazione, molte hanno già ripreso i versamenti, anche extra. A dimostrare l’aria di ripresa per gli utili sono i dati trimestrali dell’ultimo scorcio del 2020, spiega Matteo Ramenghi, cio di Ubs WM Italy. Sia negli Usa che in Europa, circa tre quarti delle trimestrali hanno battuto le aspettative, mediamente del 15%, mai visto prima. «Gli utili rimangono ancora sotto i livelli pre-Covid - spiega Ramenghi - ma le società hanno contenuto i costi e difeso margini e flussi di cassa». E tra stimoli fiscali, attenzione alla domanda interna, tassi bassi e progetti infrastrutturali, i benefici si faranno sentire sulla redditività.

 

 

 

L’ECCESSO TESLA

 Dunque, tra Usa e mercati emergenti potrebbero essere superati gli utili pre-Covid entro l’anno. Con l’Europa però più lenta. «A livello globale, dopo il crollo degli utili del 15%, ci aspettiamo un rimbalzo del 29% quest’anno». Ma certe differenze nelle valutazioni, e forse qualche eccesso, rimangono. La capitalizzazione di Tesla supera quella degli altri big dell’auto quotati al mondo, Facebook capitalizza più di tutto il mercato italiano e Amazon più di quello francese. Non c’è dubbio, però, che investire in azioni con dividendi elevati rimane un modo per arginare il rischio tassi. Per Hans-Jörg Naumer, head of capital market analysis e autore dell’Allianz Global Investors Dividend Study 2021, le cedole Ue continuano a rappresentare una componente sostanziale dei rendimenti azionari. In Europa, nella seconda metà del 2020, il dividend yield è sceso al 2,75%, quasi un punto in meno rispetto al 2019, ma ben oltre i rendimenti nominali di molti titoli obbligazionari. Dunque, avanti con i dividendi nel lungo periodo: «Conferiscono stabilità ai portafogli, soprattutto in anni negativi per le quotazioni. E sono meno volatili dei profitti». Su chi puntare? Per Jane Shoemake di Janus Henderson, «i mercati a più alto rendimento, Europa, Regno Unito e Australia, particolarmente colpiti, avranno il rimbalzo più interessante». In Italia, il calo è stato del 41%, trainato soprattutto dalle banche, dice Federico Pons di Janus Henderson: «Le prospettive 2021 rimangono incerte ma ci sono i primi segnali positivi». I migliori pagatori di dividendi del Paese nel 2020 sono stati Enel (3,8 miliardi), al 59° posto nella classifica mondiale, Eni e Snam. Ma le notizie migliori ora potrebbero arrivare dalle banche. Bloomberg stima un rendimento oltre il 10% per Banca Ifis, del 7% per Intesa Sanpaolo, del 7,4% per Banca Mediolanum, del 7,1% per Mediobanca e del 5,3% per Banca Generali. 

Ultimo aggiornamento: 1 Aprile, 06:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA