Economia 2021, attenti al Toro: la Cina supera ogni record tra crescita del Pil ed export globale

Mercoledì 3 Marzo 2021 di Roberta Amoruso
Economia 2021, attenti al Toro: la Cina supera ogni record tra crescita del Pil ed export globale

Attenzione all’anno del Bufalo. E non sarà certo per le doti leggendarie di questa creatura del calendario cinese, simbolo di resistenza, affidabilità, solidità e prosperità, se il 2021 del Dragone rischia di essere una minaccia per il resto del mondo. Dunque meglio trasformarlo in opportunità, avvertono gli esperti. Del resto, la pandemia si è risolta in una nuvola passeggera per l’economia del celeste impero. Il duro lockdown del 2020 ha solo sfiorato la resilienza degli utili delle società domestiche. E così mentre il Pil saliva del 2,3% (rispetto al -3,5% degli Usa e il -6,8% dell’Eurozona), l’unica economia in crescita tra le big spingeva l’indice MSCI China A Onshore del 40% lo scorso anno. Merito di una gestione “militare” della pandemia che ha permesso agli stimoli dati all’economia di arrivare in fretta al cuore del Pil. Una rianimazione accelerata e anticipata rispetto al resto del mondo che ha fruttato non poco in termini di chiarezza sulle prospettive di utili. Ecco perché i rituali delle celebrazioni del nuovo anno, che dovrebbero portare fortuna e prosperità nel 2021, cadono di fatto su un terreno fertile. La Cina ha superato per la prima volta 100 trilioni di yuan in termini di Pil (circa 14,7 trilioni di dollari). E farà anche molto di più nei prossimi anni, giura Dws. L’orizzonte, entro il 2030, è il sorpasso degli Usa in termini di Pil nominale. Intanto ha già superato l’Ue per produzione economica, con una quota del Pil globale arrivata al 18% subito dietro i primi in classifica, gli Stati Uniti, a quota 27%. Non solo. La sua quota di mercato delle esportazioni è salita al record del 14%, spiega Sean Taylor di Dws. L’ennesima prova della straordinaria flessibilità di una economia che ha risposto in un batter di ciglia alla richiesta globale di attrezzature mediche anti-Covid e dispositivi per lo smart working. E ancora: per la prima volta la Cina ha investito in ricerca più degli Stati Uniti.

IL PIANO AL 2025

Ora non resta che puntare tutto sul quattordicesimo piano quinquennale che entrerà in vigore a fine marzo. Spingere innovazione e tecnologie significa per il presidente Xi Jinping rafforzare la competitività della Cina e ridefinire il suo ruolo nel commercio mondiale. E allora il primo obiettivo è ancora l’espansione di digitalizzazione (ogni aumento dell’1% migliora la produttività dallo 0,3 allo 0,4%) e commercio elettronico. Seconda priorità, dare un taglio secco alla dipendenza dalle catene del valore straniere, soprattutto Usa, in settori strategici: dall’It alla robotica, dai semiconduttori all’aerospazio. In cinque anni la Cina dovrà passare dal 30% al 70% in termini di produzione interna dei chip per l’industria dei semiconduttori. E questo è solo un esempio: lo scopo è dare vita a nuovi campioni nazionali. Il terzo obiettivo è il primo impegno nella storia cinese alla lotta contro il cambiamento climatico: la promessa per il 2060 un’economia a zero emissioni. E se le energie rinnovabili non sono mai state così convenienti, la Cina ha già un ruolo dominante nella fornitura globale per fonti verdi e batterie. I produttori di turbine eoliche rappresentano il 26% della capacità mondiale. Sulle batterie agli ioni di litio si arriva al 78%, a fronte del 91% dei wafer di silicio per l’energia solare. Fa parte del piano anche il controllo delle strutture per la raffinazione dei minerali destinati all’energia pulita, come il cobalto e il litio. Una dote preziosa per diventare un elettro-Stato. Sono ben undici, però, a sentire gli esperti di Ubs, i trend che definiranno il Paese nell’anno del Bufalo. Meglio tenerli bene in conto per poterne beneficiare. Primo fra tutti il Pil. Secondo il Fmi salirà dell’8,1% nel 2021, ben più degli Stati Uniti (+5,1%), dell’area euro (+4,2%) e del Giappone (+3,1%). E chissà che non arriverà anche oltre, grazie al bonus vaccini, considerato il 9% ipotizzato da Schroders (con il balzo del 15-20% nel primo trimestre) e il più 10% preventivato da Aberdeen Standard Investments. Decimale più decimale meno, è già scritto che la grande Cina offrirà comunque anche il contributo maggiore alla crescita economica globale (oltre il 19% contro il 17,5% Usa). E visto che da quelle parti vanno sprecati ogni anno circa 35 milioni di tonnellate di cibo – abbastanza da sfamare fra 30 e 50 milioni di persone - la lotta allo spreco alimentare sarà un’altra delle missioni cruciali. «Per contenere lo spreco, ridurre l’inquinamento e tutelare l’approvvigionamento alimentare - spiega Ubs nel suo report - il governo introdurrà leggi ad hoc per limitare gli ordini al ristorante, proibire i video sui social media che incitano alle abbuffate e sanzionare gli avventori che al ristorante lasceranno troppi avanzi».

AEROSPAZIO E IT

Altro traguardo l’esplorazione dello spazio. Il 2021 è dedicato alle missioni su Marte, stazioni aerospaziali e spazi-porto per il lancio di razzi via mare, progetti che fanno parte di un piano di oltre quaranta missioni spaziali. Le spedizioni su Giove e Venere arriveranno invece per il 2029 e il 2030. Tanto per sfruttare al massimo la superiorità scientifica raggiunta. E ancora, in Ubs sono convinti che le donne muoveranno il boom dei consumi. Scrivono gli analisti elvetici: «La forte partecipazione della forza-lavoro femminile, l’aumento del reddito disponibile e la penetrazione degli smartphone rendono le donne di età compresa fra i venti e i quarant’anni un mercato chiave, del valore stimato di 5mila miliardi di renminbi (770 miliardi di dollari) nel 2020». Il trend numero cinque racconta invece della riclassificazione/opportunità in arrivo del merito di credito per il settore delle obbligazioni immobiliari. In tempo di grandi pulizie, un’altra tradizione del Capodanno cinese, le società di sviluppo immobiliare saranno obbligate a mettere ordine nelle finanze. Poi c’è l’”autolandia” elettrica. Se nel 2020 Elon Musk ha fatto il pieno di attenzione, nel 2021 toccherà alla Cina rafforzare la posizione come mercato numero uno dei veicoli elettrici, con stime di crescita per le vendite nell’ordine del 40%. E ancora, dopo il primato nella tecno-finanza del fintech, è poi il foodtech la prossima sfida che arriva dall’Asia. L’impennata globale di hamburger o altri prodotti creati in laboratorio è arrivata anche lì. Così già fiumi di capitali scommettono su un settore che guarda a gamberi sintetici e ravioli di design. Una frontiera, il design, sulla quale si spingeranno anche le architetture. Stadi di calcio a forma di fiore, centri commerciali simili a montagne, teatri che riproducono stole di seta, sono alcuni esempi di un modo di vedere gli immobili non più solo per ospitare milioni di migranti, ma da vivere anche con gli occhi.

ROBOT E INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Neanche a dirlo, il Dragone cercherà di battere se stesso sui supercomputer macina-calcoli con i supercervelloni che elaborano su scala exa, capaci di realizzare miliardi di calcoli al secondo, 50 volte più veloci dei superpc di oggi. E saranno probabilmente i cinesi a vivere nel primo paese al mondo senza contanti, se arriverà l’accelerazione attesa sullo yuan digitale. Infine, l’undicesima opportunità per Ubs è la nuova ondata di urbanizzazione. Nel 2021 circa 17,9 milioni di persone si trasferiranno nelle città cinesi, dice l’Onu, come dire il doppio della popolazione svizzera. In dieci anni 202 milioni arriveranno nelle città: ce n’è abbastanza per ribilanciare l’economia verso un Pil trainato dai consumi. L’ennesimo motivo, questo, per approfittare della recente apertura del mercato cinese a nuove produzioni in loco. Ma anche per aspettarsi ulteriori afflussi di capitali sul mercato azionario, finora ancora non considerato a dovere dagli investitori, tra criticità su trasparenza e governance. Eppure c’è molto potenziale, sostiene, Aberdeen Standard Investments, in quel mercato delle A-share, 10.000 miliardi di dollari di medie imprese, secondo al mondo per capitalizzazione. Del resto, la transizione economica ha prodotto anche l’avanzata del settore privato che ormai genera oltre il 60% del Pil. Non a caso la Cina ha appena conquistato il primato degli investimenti esteri, mentre ovunque gli afflussi erano in profondo calo. Dunque «deve essere chiaro a tutti - conclude Dws - il Bufalo cinese è un serio concorrente, ora e per il futuro».

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Ultimo aggiornamento: 12 Maggio, 15:22 © RIPRODUZIONE RISERVATA