Mutui per la casa, sale la richiesta: la rivincita del tasso fisso. I confronti

Mercoledì 3 Marzo 2021 di Francesco Bisozzi
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La pandemia ha rimesso la casa al centro, complice lo smart working che l’ha fatta diventare anche luogo di lavoro. Va letto pure in quest’ottica il sorpasso dei mutui per l’acquisto di abitazioni ai danni del credito al consumo: da dopo il lockdown, per la prima volta dal 2013, sono tornati a valere di più. Se nel 2020, come ha ricordato l’Abi nel suo ultimo rapporto mensile, il totale dei prestiti alle famiglie è cresciuto del 2,2%, è stato per effetto della componente relativa ai mutui per l’acquisto di case (+2,3% la variazione annuale), mentre il credito al consumo è risultato in calo dell’1,1%. I tassi ai minimi storici, che oggi permettono di accedere a un finanziamento per l’acquisto di un appartamento a condizioni veramente vantaggiose, spiegano come sia stato possibile questo inatteso cambio di pesi. Il 2021 si presenta dunque come l’anno giusto per comprare casa.

 

Per quanto riguarda le migliori soluzioni a tasso fisso del momento, stando ai numeri dell’Osservatorio mensile di Mutuisupermarket.it – un punto di riferimento per chi deve comparare le offerte delle varie banche – l’asticella dei mutui di Unicredit in determinati casi indica un Tan allo 0,50% e un Taeg allo 0,62%, mentre con Credem invece il Tan può scivolare anche allo 0,35%. Se si guarda al tasso variabile, l’asticella scende ancora più giù. Insomma, i tassi di interesse proposti dagli istituti bancari si sono quasi azzerati e la Banca centrale europea è intenzionata a fare di tutto per alimentare ancora questo trend.

 

GLI ESEMPI

Facciamo però qualche esempio pratico. Per un mutuo di 150 mila euro della durata di 20 anni per l’acquisto a Roma di una prima casa del valore di 300 mila euro, il comparatore di Mutuisupermarket.it segnala le offerte di Unicredit con rata da 656,90 euro e Tan a 0,50% (Taeg a 0,62%), di Crédit Agricole Italia con rata da 660,15 euro e Tan a 0,55% (Taeg a 0,73%), di Banca Sella con rata da 663,41 euro e Tan a 0,60% (Taeg a 0,75%), di Bnl con rata da 663,41 euro e Tan a 0,60% (Taeg a 0,73%) e di Bper con rata da 666,67 euro e Tan a 0,83% (Taeg a 0,84%). Fronte tasso variabile: lo stesso comparatore indica Unicredit (rata da 642,10 euro, Tan 0,27%, Taeg 0,39%), Credem (rata da 638,46 euro, Tan 0,21%, Taeg 0,48%), Banca Sella (rata da 648,06 euro, Tan 0,36%, Taeg 0,61%), Crédit Agricole (rata da 652,37 euro, Tan 0,43%, Taeg 0,39%) e Bper (rata da 642,10 euro, Tan 0,51%, Taeg 0,70%).

IL CONFRONTO

La prima cosa che salta all’occhio è che se prima un oceano divideva il tasso fisso da quello variabile, oggi il gap tra i due risulta quasi annullato. Il tasso variabile fa riferimento all’indice Euribor, mentre il tasso fisso è legato all’indice Eurirs. Dieci anni fa, l’indice Euribor variava tra l’1 e il 3%, mentre l’Eurirs tra il 3 e il 3,5%. Il che rendeva il tasso variabile decisamente più attraente. Oggi al contrario i due indici si sono sostanzialmente allineati intorno al -0,5%. Risultato? Le famiglie adesso tendono a scegliere i mutui a tasso fisso, anche perché nel contesto odierno preferiscono puntare su finanziamenti che non le espongano al pericolo di improvvisi e inattesi rialzi dei tassi. Secondo le previsioni degli analisti di Crif (azienda specializzata in sistemi di informazioni creditizie e di business information) e Sda Bocconi, i mutui per l’acquisto di abitazioni continueranno a correre nel 2021 e nella prima parte di quest’anno gli esperti stimano che la variazione positiva rispetto al primo trimestre del 2020 sarà compresa tra l’11 e il 26%.  Al momento l’importo medio richiesto, condizionato dall’elevata incidenza dei mutui di sostituzione (le surroghe) che per natura si caratterizzano per importi meno elevati, si è attestato a 133.577 euro risultando in crescita del 2% rispetto al 2019, quando si era fermato a 130 mila euro circa. Tre quarti delle richieste sono per importi inferiori a 150 mila euro (in leggero calo tuttavia quelle al di sotto dei 75 mila euro). Sempre nel 2020 oltre il 76% delle domande si è caratterizzato poi per una durata superiore a 15 anni. E un terzo dei richiedenti ha un’età fra 35 e 44 anni. 

Ultimo aggiornamento: 4 Marzo, 12:29 © RIPRODUZIONE RISERVATA