Investimenti, meglio i bond difensivi tedeschi e americani

Investimenti, meglio i bond difensivi tedeschi e americani
di Roberta Amoruso
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Mercoledì 1 Giugno 2022, 12:45 - Ultimo aggiornamento: 2 Giugno, 08:14

Il 2022 doveva essere un anno di transizione ordinata dal picco di crescita del 2021 verso il ritorno alla normalità nel 2023.

Ma sarà un anno di transizione più turbolento del previsto. C’è infatti un intreccio di temi che agiscono in senso restrittivo sull’economia globale. C’è l’inflazione Usa che ha probabilmente segnato il picco, ma c’è da aspettarsi un calo lento e non lineare, spiegano gli esperti di Eurizon Capital. Poi c’è il nodo tassi. I futures sui Fed Funds prezzano il picco dei tassi al 3% tra un anno. Mentre per quanto riguarda la Bce, il mercato sconta l’inizio del rialzo dei tassi tra giugno e luglio, prezzando un aumento complessivo di 120 punti base nel prossimo anno. Passando alla crescita del Pil, i dati economici, in Usa quanto in Europa, confermano il proseguimento dell’espansione, sull’onda delle riaperture post-Covid. Ma il restringimento delle condizioni monetarie potrebbe farsi sentire a breve. Anche a fronte di segnali di rallentamento macro, sostiene però Eurizon, gli investitori potrebbero trovare rassicurazione nella conferma del picco di inflazione, nella discesa dei prezzi delle materie prime o nel rientro dell’ondata di Covid in Cina. Di qui le scelte da fare con cura sull’asset allocation.

REDDITO FISSO

 Meglio aumentare il posizionamento sui titoli governativi di Usa e Germania, dicono gli esperti, confermando un’impostazione neutrale sulle azioni e sulle altre attività di rischio. Sul fronte dei bond, un aumento del posizionamento sui titoli obbligazionari americani e tedeschi potrebbe beneficiare sia del rientro dell’inflazione sia del rallentamento ciclico. Dunque, le obbligazioni a spread sono più interessanti dei governativi “core”. Si confermano le posizioni assunte sulle emissioni investment grade, mentre per quelle high yield e dei mercati emergenti il contesto appare ancora incerto. Volgendo lo sguardo alle azioni, le valutazioni sono scese a livelli storicamente interessanti, ma gli utili potrebbero essere rivisti al ribasso in caso di rallentamento macroeconmico. Dunque l’Europa potrebbe soffrire ancora le tensioni derivanti dalla guerra fra Russia e Ucraina. Mentre tra i mercati principali appaiono meglio posizionati gli Stati Uniti e il Giappone. Infine, le valute. La svolta restrittiva della Fed appare in larga parte prezzata dal dollaro, che potrebbe sospendere il rialzo in atto da inizio 2021. Mentre conviene mantenere posizioni lunghe sullo yen. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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