Disoccupazione in calo allʼ11,2%
per i giovani invece è al 35,1%

Disoccupazione in calo
allʼ11,2%, per i giovani
il dato si attesta al 35,1%
ROMA - Ad agosto 2017 l'Istat stima un aumento degli occupati di 36 mila persone rispetto a luglio e di 375 mila rispetto ad agosto 2016. Il tasso di occupazione sale al 58,2% (+0,1 punti sul mese, +1 sull'anno). La crescita congiunturale dell'occupazione interessa tutte le classi di età ad eccezione dei 35-49enni ed è interamente dovuta alla componente femminile e ai lavoratori a termine.

Rispetto a luglio risultano sostanzialmente stabili gli occupati permanenti, ancora in lieve calo gli indipendenti. Prosegue intanto il calo degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (-9 mila su mese). Su base annua, la crescita degli occupati interessa uomini e donne e riguarda i lavoratori dipendenti (+417 mila, di cui +350 mila a termine e +66 mila permanenti), mentre calano gli indipendenti (-42 mila).

A crescere sono soprattutto gli occupati ultracinquantenni (+354 mila), ma crescono anche i 15-34enni (+167 mila), mentre calano i 35-49enni (-147 mila, «sui quali influisce in modo determinante il calo demografico di questa classe», spiega l'Istat). Nello stesso periodo diminuiscono sia i disoccupati (-2%, -60 mila) sia, soprattutto, gli inattivi (-2,9%, -391 mila). «Al netto dell'effetto della componente demografica- si legge nel testo - su base annua cresce l'incidenza degli occupati sulla popolazione in tutte le classi di età».

GIÙ TASSO DISOCCUPAZIONE AD AGOSTO Il tasso di disoccupazione scende all'11,2% ad agosto 2017, in calo di 0,2 punti percentuali da luglio e di 0,4 punti da agosto 2016. Lo comunica l'Istat. Ad agosto 2017 il tasso di disoccupazione dei 15-24enni scende al 35,1%. L'Istat registra per la disoccupazione giovanile una diminuzione di 0,2 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 2,2 punti rispetto al 2016.

Continua a crescere il tasso di occupazione femminile, che sale a agosto al 48,9%, segnando un nuovo massimo storico a partire dall'inizio delle serie storiche mensili (dal 2004) e trimestrali (dal 1977). Lo comunica l'Istat. L'occupazione femminile resta comunque inferiore al 50% e minore di quella maschile (67,5%) di quasi 20 punti. 

UNC: DATI POSITIVI MA INSUFFICIENTI «Dati positivi, ma insufficienti. Fino a che su base annua si migliora dello zero virgola non ci potrà essere quella ripresa economica e quella svolta che serve al Paese». Commenta così i dati Istatil presidente dell'Unione Nazionale Consumatori, Massimiliano Dona. «Per ripartire veramente bisogna ridare capacità di spesa agli italiani. Fino a che i consumi restano al palo e la domanda interna non tira, le imprese possono certo salvarsi esportando, ma non assumeranno nuovi lavoratori» conclude Dona. L'associazione ricorda che nel 2016, anche se la spesa per consumi finali delle famiglie residenti mediamente è aumentata, in volume, dell'1,5%, si sono ancora registrate flessioni significative in svariate componenti, dalle bevande alcoliche (-1%) ai servizi sanitari (-0,9%).
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Lunedì 2 Ottobre 2017, 11:16 - Ultimo aggiornamento: 02-10-2017 13:09

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