Italiani, 12 milioni non pagano Irpef
Il bonus degli 80 euro sarà restituito

Mercoledì 1 Marzo 2017 di Alessandra Severini
Dall'Irpef agli 80 euro, qualcosa non va nel sistema fiscale italiano

Molto poveri o molto evasori. La fotografia scattata dal Ministero dell’Economia sulla base delle dichiarazioni dei redditi del 2015 dice che 12,2 milioni di contribuenti non pagano tasse o perchè hanno livelli reddituali compresi nelle soglie di esenzione o perchè l’imposta lorda si azzera per le detrazioni fiscali.

Il reddito medio degli italiani è di 20.690 euro, ma poco meno della metà dei contribuenti (il 45%) dichiara al fisco e paga tasse su un reddito più basso di 15mila euro. I “ricchi”, invece, sono pochissimi. Solo il 5,2% dichiara più di 50.000 euro e un piccolo 0,1% del totale (34.000 contribuenti) dichiara un reddito sopra i 300mila euro l’anno. «I dati – commenta la segretaria Cisl, Annamaria Furlan - confermano la gravità dell’ammontare dell’evasione fiscale nel nostro paese, la cui portata è grande come una casa».

Brutta notizia inoltre per quei quasi 2 milioni di italiani che sono stati costretti a restituire in tutto o in parte il bonus di 80 euro. Tra gli 11,9 milioni di soggetti che avevano ottenuto il bonus dal datore di lavoro, infatti, circa 966.000 lo hanno dovuto restituire integralmente in sede di dichiarazione, mentre 765.000 lo hanno dovuto restituire solo in parte. Si tratta di contribuenti titolari di ulteriori redditi che li hanno portati a superare la soglia fissata per avere diritto al beneficio, oppure l’imposta dovuta è risultata inferiore alle detrazioni.

Intanto a febbraio i prezzi sono tornati a correre. L’inflazione ha toccato quota 1,5%, il livello più alto da quasi quattro anni, a partire da marzo del 2013. Colpa del maltempo, secondo la Coldiretti, che ha spinto in su i prezzi dei generi alimentari. Aumenti record si sono registrati infatti per i vegetali freschi (+37,3%) e per la frutta (+9,4%). Ma ad aumentare è stato anche il prezzo dei carburanti: +12,1% rispetto allo stesso mese del 2016. A rimetterci, in ogni caso, sono le famiglie, che vedono impennarsi i prezzi del carrello della spesa, con i beni alimentari, per la cura della casa e della persona. Questi sono aumentati del 3,1%, il balzo maggiore da otto anni. Così, per la sola spesa quotidiana, le famiglie spendono oltre 173 euro in più l’anno, calcolano Federconsumatori e Adusbef. Il ritorno dell’inflazione preoccupa però anche i commercianti. «In assenza di una crescita sostenuta - osserva la Confesercenti - una ripresa dell’inflazione dovuta soprattutto ai carburanti rischia di frenare i consumi».

Ultimo aggiornamento: 08:50 © RIPRODUZIONE RISERVATA