Fondazione Carifano svaluta
la partecipazione in Banca Marche

Fondazione Carifano svaluta la partecipazione in Banca Marche
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Domenica 27 Aprile 2014, 16:37 - Ultimo aggiornamento: 29 Aprile, 12:51

FANO - La Fondazione Cassa di Risparmio di Fano ha svalutato di 24.578.328 euro il valore della partecipazione detenuta in Banca delle Marche, pari al 3,35 % del capitale sociale dell'istituto di credito per un totale di 42.641.824 azioni. Una svalutazione che «non comporterà ricadute sull'attività erogativa della Fondazione», precisa una nota della Fondazione, diffusa dopo l'assemblea dei soci svoltasi oggi.

In via di approvazione in questi giorni anche i bilanci consuntivi delle tre Fondazioni che detengono il pacchetto di maggioranza di Bm, Pesaro Jesi e Macerata, anch'esse orientate su consistenti svalutazioni delle azioni. Il valore delle azioni di Banca Marche detenute da Fondazione Carifano è stato adeguato - prosegue la nota - "sulla base del netto patrimoniale dell'ultimo esercizio chiuso (quello del 31.12.2012) diminuito della perdita registrata al 30.6.2013 ed ulteriormente abbattuto, in via prudenziale, del 10%".

La svalutazione "è stata neutralizzata con l'utilizzo di parte della riserva da rivalutazioni e plusvalenze, come autorizzato dal ministero dell'Economia e delle Finanze e non comporterà ricadute sull'attività erogativa della Fondazione. Alla ricostituzione della quota di riserva utilizzata si provvederà mediante accantonamento del 15% dell'avanzo degli esercizi futuri".

Nonostante l'assenza di dividendi delle società bancarie partecipate, nel 2013 la Fondazione Carifano ha registrato un avanzo di esercizio di 4.684.179 ed erogato 2.338.200 euro, un risultato "sostanzialmente in linea con quelli del consuntivo dell'esercizio precedente" quando l'avanzo fu di 4.960.612 euro e le erogazioni pari a 2.430.892 euro. Lo si legge in una nota diffusa dopo l'assemblea dei soci, che ha esaminato i risultati del bilancio consuntivo approvato dal Consiglio generale lo scorso 24 aprile.

Il 2013 si è chiuso con un avanzo residuo di 582.144 euro, che il Consiglio generale ha deciso di accantonare al fondo per le erogazioni nei settori rilevanti. È stato effettuato l'accantonamento volontario alla riserva per l'integrità del patrimonio nella misura massima consentita del 15%, oltre a quello del 20% previsto per legge alla riserva obbligatoria.

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