Fisco, caos "spesometro": congelato
il sito per l'invio telematico delle fatture

Fisco, caos "spesometro"
Congelato il sito per l'invio
telematico delle fatture
ROMA - Fuori uso il sistema telematico dell'Agenzia delle Entrate per l'invio telematico dei dati delle fatture emesse e ricevute, il cosiddetto Spesometro 2017: malgrado la scadenza dei termini sia stata fissata per giovedì 28 settembre, il servizio è stato interrotto dallo scorso fine settimana perché inserendo soltanto il codice fiscale dei contribuenti era possibile accedere a tutti i loro dati in «palese violazione della privacy».

Il Consiglio nazionale commercialisti ha segnalato il disservizio e chiesto uno slittamento dei termini
«Il servizio web è temporaneamente sospeso per manutenzione. Restano attivi tutti gli altri canali di trasmissione», la scritta che campeggia ora sul nella pagina «Fatture e Corrispettivi» dell'Agenzia delle Entrate che ha di fatto sostituito il vecchio «spesometro».

Con la pagina, che è bloccata da venerdì sera quando ci si è accorto che tramite il sito era possibile entrare nelle fatture dei contribuenti, era possibile - viene spiegato sullo stesso sito - «generare, trasmettere e conservare le fatture elettroniche verso la P.A. e verso i clienti privati, trasmettere i dati delle fatture emesse e ricevute all'Agenzia delle Entrate, Memorizzare e trasmettere i dati dei corrispettivi; censire e attivare i dispositivi, ottenere i certificati da inserire negli stessi, per la memorizzazione e trasmissione telematica sicura dei dati dei corrispettivi».

COMMERCIALISTI: IL MINISTERO CI CONVOCHI Le «gravi difficoltà» riscontrate nell'adempimento del cosiddetto Spesometro (con il sito dell'Agenzia delle Entrate in 'tilt' dallo scorso fine settimana) messe oggi nero su bianco dal coordinamento delle associazioni dei commercialisti (ADC, AIDC, ANC, ANDOC, UNAGRACO, UNGDCEC, UNICO), che hanno chiesto ancora una volta una proroga della scadenza del 28 settembre all'Amministrazione finanziaria. Nel testo si denuncia «una gravissima anomalia della piattaforma che interessava l'accesso ai dati attraverso il codice fiscale.

Praticamente, inserendo il codice fiscale di un professionista o di qualsiasi altro soggetto, chiunque in possesso di credenziali di accesso Entratel era in grado di visualizzare, stampare e modificare tutti gli invii effettuati dal contribuente, sia quelli personali sia dei propri clienti pur non avendone alcun titolo», recita la lettera indirizzata al viceministro dell'Economia Luigi Casero e al direttore dell'Agenzia delle Entrate Ernesto Maria Ruffini, a cui i sindacati chiedono un incontro urgente, che «veda la partecipazione del Consiglio nazionale dei commercialisti».


ADUSBEF: SITO IN TILT La violazione dei dati fiscali di molti contribuenti e lo stop del sito dello Spesometro - che prevede obbligo di comunicazione dei dati delle fatture con annesse sanzioni per il ritardo - sono due «gravissimi episodi inerenti attività di pubblico servizio gravanti sulle spalle dei cittadini contribuenti». È quanto afferma il presidente onorario di Adusbef, Elio Lannutti, in un comunicato nel quale spiega che il blocco temporaneo del servizio rende «difficile se non impossibile l'esecuzione degli adempimenti tributari previsti entro il 28 settembre» e per questo è necessario «prorogare la scadenza».

«Da venerdi 22 settembre - spiega Lannutti nella nota - è andato in tilt il canale di comunicazione dell'Agenzia delle Entrate, che ha chiuso per 'manutenzionè non riuscendo a gestire la mole di dati che contribuenti ed intermediari stanno inviando su richiesta dell'Agenzia stessa, non riuscendo a gestire a 3 giorni dalla scadenza dello 'spesometrò un canale telematico ideato ritenuto necessario per il contrasto all'evasione.

Dall'altra parte Sogei, Società di Information Technology interamente controllata dal Ministero dell'Economia e delle Finanze, ha platealmente violato la privacy dei contribuenti mettendo in piazza con il suo 'buco nerò, i dati fiscali degli italiani, offrendo il libero accesso, tramite il sito »Fatture e Corrispettivi« (sistema di comunicazione delle fatture online), ai curiosi che potevano arbitrariamente spiare, con l'inserimento del codice fiscale di un contribuente tenuto alla trasmissione telematica dei documenti fiscali per accedere ai record di quell'utente».

Il presidente onorario dell'Adusbef mette in risalto che «poiché la progettazione e la realizzazione del sito in questione è a carico di Sogei, la sua »vulnerabilità« non sembra essere dovuto ad un »incidente imprevedibile«, o ad un attacco degli hacker, ma ad un basilare livello di sicurezza, ma probabilmente a negligenza, incompetenza o sciatteria nella progettazione di una Webapp, che consente ad ogni utente di accedere soltanto ai propri dati, dopo la semplice autenticazione, non già ai dati della generalità degli utenti». Per questo l'Adusbef chiede che «vengano individuati e duramente sanzionati i colpevoli, con l'apertura di una indagine doverosa di quel Garante della Privacy, assiduamente impegnato a garantire gli interessi esclusivi del governo, del potere economico e delle banche (milioni di clienti Unicredit violati), invece dei diritti dei cittadini- contribuenti».
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Luned├Č 25 Settembre 2017, 15:17 - Ultimo aggiornamento: 25-09-2017 16:34

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