Covid, oltre 3000 aziende sospettate di frode per la cassa integrazione: cosa sta succedendo

Mercoledì 26 Agosto 2020
Covid, oltre 3000 aziende sospettate di frode per la cassa integrazione: ecco cosa sta succedendo

Sono oltre tremila, 3.075 per l'esattezza, le aziende sparse in tutto il territorio nazionale e finite nel mirino di un'indagine dell'Inps, in merito ad una presunta frode ai danni dello Stato per ottenere i soldi della cassa integrazione prevista dal Decreto Cura Italia, per far fronte ai danni economici causati dal lockdown.

A rivelarlo è l'Huffington Post. Le aziende sospettate di aver frodato lo Stato avrebbero, stando a quanto in fase di accertamento da parte della Direzione e degli ispettori di vigilanza dell'Inps, assunto a titolo fittizio familiari, conoscenti e persone fidate. Le date di assunzione 'ufficiali', però, sono sospette: tutte entro il 17 marzo, il giorno dell'approvazione del decreto Cura Italia. Ed è così che persone che non hanno mai messo piede in un'azienda sarebbero diventate da un momento all'altro dipendenti, in modo da permettere alle imprese di chiedere per loro i soldi della cassa integrazione garantiti dallo Stato.

La frode non riguarderebbe solo le assunzioni fittizie, ma anche vere e proprie 'nascite sospette' di aziende in tutto il territorio nazionale. Molte di queste nuove aziende, d'altronde, sono state istituite entro il 17 marzo ma farebbero parte di settori incompatibili con il lockdown iniziato all'incirca una settimana prima. Le indagini dell'Inps hanno portato ad una blacklist di tutte le aziende sospettate di frode, momentaneamente bloccate in attesa di ulteriori accertamenti che saranno condotti dalle sedi locali dell'istituto di previdenza sociale. Un caso non inedito, ma che è esploso con l'opportunità di avere i soldi della cig nel pieno dell'emergenza coronavirus: l'anno scorso le aziende che aveva provato a intascare la cassa integrazione e che erano state scoperte e bloccate erano state circa 2300, quest'anno, in appena tre mesi, sono 3075.

Sempre secondo quanto trapelato da fonti interne all'Inps, il fenomeno sarebbe ampiamente trasversale e accomunerebbe tutta l'Italia, da Nord a Sud. Sono 465 le aziende nel mirino delle indagini in Sicilia, 291 a Roma (più 265 nel resto del Lazio), 457 a Napoli e provincia (più 185 nel resto della Campania), 182 a Milano (più altre 195 in Lombardia), 238 in Emilia-Romagna, 158 in Puglia, 139 in Toscana, 119 in Calabria, 85 in Umbria, 56 in Abruzzo, 55 in Sardegna, 42 a Bolzano, 27 a Trento, 22 in Piemonte, 20 in Friuli Venezia-Giulia, 19 nelle Marche, 15 in Liguria, 13 in Veneto, otto in Molise e una in Valle d'Aosta.

Ultimo aggiornamento: 15:44 © RIPRODUZIONE RISERVATA