L'Italia non è un Paese per donne
La spesa del welfare: -39% di Ue

Domenica 20 Ottobre 2013
L'Italia non è un Paese per donne La spesa del welfare: -39% di Ue
ROMA - L’Italia non un Paese per donne che lavorano e sono anche mamme: a tenere distanti le donne dal mondo del lavoro contribuisce lo scarso investimento nei servizi di welfare che dovrebbero invece aiutare le signore a conciliare lavoro e famiglia.

La spesa pubblica nazionale per aiutare le mamme lavoratrici a crescere i figli è pari a 20,3 miliardi, pari all’1,3% del Pil e inferiore del 39,3% rispetto alla media dei 27 Paesi Ue. Il dato emerge da una ricerca dell’Ufficio studi di Confartigianato.



L'analisi rivela che in Italia la spesa pubblica per le prestazioni a favore delle nascite è pari a 3,1 miliardi, inferiore del 26,6% rispetto alla media europea, quella a sostegno della crescita dei bambini è di 2,8 miliardi, più bassa del 51,2% rispetto alla media Ue, e quella a favore dei giovani under 18 è di 6,6 miliardi, -51,5% rispetto all’Ue.



Crisi economica e qualità dei servizi pubblici per la famiglia influenzano la natalità: infatti al gap Italia-Ue per gli investimenti nel welfare familiare si accompagna un costante calo delle nascite diminuite tra il 2008 e il 2001 del 7,3%. Insieme con la diminuzione delle nascite, è in discesa l'utilizzo di alcuni strumenti di welfare a sostegno della maternità e della conciliazione lavoro-famiglia. In particolare - secondo i dati dell’Osservatorio sull'imprenditoria femminile che verranno presentati alla Convention di Donne Impresa Confartigianato - il congedo obbligatorio retribuito di maternità che spetta alla lavoratrice madre, nel 2012 ha visto un calo del 6,8% rispetto al 2011.



Nel dettaglio, la diminuzione è stata del 5,6% per le dipendenti, mentre è crollata del 17,6% per le lavoratrici autonome e del 18,6% per le artigiane. Stessa sorte per il congedo parentale, in calo del 4,9% tra il 2011 e il 2012. Riguardo poi all’assegno di maternità dello Stato e dei Comuni, il calo dei beneficiari è stato del 4%. Segno negativo anche per l’assegno al nucleo familiare i cui beneficiari sono diminuiti dello 0,9% tra il 2011 e il 2012.



Welfare, quantità e qualità della spesa pubblica per la famiglia non possono non condizionare anche la partecipazione delle donne al mercato del lavoro: in Italia quasi una donna su 2 (46,5%) è inattiva. Con differenze molto marcate tra Nord e Sud: a Bolzano il tasso di inattività femminile è pari al 31,9%, in Campania tocca il record negativo del 64,4%. Eppure in un contesto così problematico per il lavoro femminile, il numero di imprenditrici e lavoratrici autonome italiane è al top in Ue: 1.524.600, pari al 16,3% delle donne occupate nel nostro Paese, rispetto alla media europea del 10,3%. E le imprenditrici artigiane sono 364.895. Ultimo aggiornamento: 16:31 © RIPRODUZIONE RISERVATA