Cassa integrazione nelle Marche, un quadro sempre più preoccupante

Lunedì 3 Febbraio 2020
Giuseppe Santarelli, segretario regionale Cgil Marche
ANCONA - L’analisi dell’ultimo trimestre 2019 delle ore di Cig autorizzate nelle Marche mette in evidenza un quadro estremamente preoccupante ed una situazione molto grave per i lavoratori e le imprese.
E’ quanto emerge dai dati Inps rielaborati dall’Ires Cgil Marche, che mettono in risalto, confrontando il IV trimestre 2019 con lo stesso periodo del 2018, un raddoppio nel  ricorso alla cassa integrazione; in particolare per quanto riguarda quella per crisi o riorganizzazione l’aumento si attesta al 205% pari a oltre 1,3mln ore e per la solidarietà al 2059% pari circa 2,5mln di ore. L’unica nota positiva è rappresentata dalla diminuzione del ricorso alla cassa integrazione ordinaria con un – 47% e 967mila ore.

 
Analizzando i macro settori, quello dell’industria segna una diminuzione del 49% delle ore di ordinaria ed un aumento del 211% della straordinaria per crisi o riorganizzazione. In vertiginoso aumento è il ricorso alla solidarietà con oltre il 2200%.
Anche nel settore edile torna a crescere il ricorso agli ammortizzatori nonostante negli ultimi trimestri si fosse registrata una diminuzione costante; cresce infatti sia la Cig ordinaria (+24%) sia la straordinaria per crisi e riorganizzazione (+620%) mentre la solidarietà diminuisce del 100%.
 
Nei settori specifici più importanti per l’economia marchigiana si segnala nel metalmeccanico l’aumento più consistente del ricorso, con la sola Cig ordinaria in diminuzione del 77% pari a 715mila ore ma con un’impennata del 165% e un aumento della solidarietà per 2,3 milioni di ore. In aumento anche il ricorso nel settore pelli e cuoio che, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, vede un aumento nel ricorso agli ammortizzatori pari al 111%, con un +22% per la Cig ordinaria e + 314% per la solidarietà. In aumento la Cig anche nel settore chimico-gomma plastica (+297%), in diminuzione invece nei settori alimentari (-90%), legno (-54%) e trasporti e comunicazioni (-28%).
 Dichiara Giuseppe Santarelli, segretario regionale Cgil Marche: “i dati della Cig ci preoccupano molto e dovrebbero preoccupare anche chi, in questi giorni, continua a parlare di crescita con troppi trionfalismi. L’unico settore che ha tenuto sul piano dell’export in questo decennio di crisi è stato quella della meccanica e il ricorso alla Cig ci dice che qualcosa non va sopratutto in quel settore. Il rischio che le ripercussioni sull’occupazione possano diventare pesanti una volta finiti gli ammortizzatori è molto alto.
Ci sono migliaia di lavoratori marchigiani in cassa integrazione e questo significa per loro una perdita di salario consistente in un quadro del mercato del lavoro che vede già molta precarietà, lavoro discontinuo e povero. Le famiglie marchigiane soffrono e questi dati ne sono la conferma.”
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