Giorgio Ursicino
MilleRuote
di Giorgio Ursicino

Leclerc e Sainz con la Ferrari favoriti per Imola: una marea Rossa li spingerà ulteriormente

Carlos Sainz ha prolungato il contratto con Ferrari fino al 2024
Carlos Sainz ha prolungato il contratto con Ferrari fino al 2024
di Giorgio Ursicino
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Venerdì 22 Aprile 2022, 11:53 - Ultimo aggiornamento: 25 Aprile, 13:14

Il grande giorno è arrivato. E sarà subito battaglia. Una situazione che sembra avvantaggiare la Rossa, la monoposto apparsa più a suo agio nelle prime tre gare. Su tracciati dalla configurazione diversa, ma tutti molto veloci. L’Enzo e Dino Ferrari di Imola, arrampicato sui saliscendi delle colline che sovrastano il Santerno, è un circuito vecchio stampo, tecnico e con la carreggiata parecchio stretta. L’asfalto è vecchiotto (è stato spianato una decina d’anni fa), quindi genera un buon grip che però non è sufficiente a facilitare i sorpassi. Ormai, nei weekend tipo questo con la “Qualifying Race” nel programma, non c’è tempo per riflettere e nemmeno per provare. Anche per questo quasi tutti i team non hanno portando sviluppi di rilievo, come di solito avveniva nel primo gran premio europeo.

Anche i simulatori in sede lavoreranno a scartamento ridotto perché la performance che potrebbe segnare tutto il weekend bisogna strapparla proprio oggi pomeriggio, senza notti a disposizione per trovare in fabbrica l’assetto migliore incrociando i milioni di dati raccolti il venerdì. Ci sarà appena il tempo per verificare che tutto sia a posto. Dare un’aggiustata alle ali ed all’altezza da terra per contenere il “porpoising” in rettilineo generato dall’effetto ventosa dei tubi “Venturi”, e via la battaglia per le qualifiche. Chi arranca nel buio ha l’incubo di andare a casa. Partire indietro nella “garetta” di domani rischia di tradursi in una pessima posizione sulla griglia del GP che si disputerà domenica. La Ferrari è favorita anche da questo punto di vista.

Ha un’estrema facilità ad adattarsi al layout della pista, potendo contare su una perfetta sovrapposizione dei riscontri “virtuali” studiati ai simulatori e i “reali” che emergono dalla pista. Scontato, quindi, che tutti gli occhi siano per il Cavallino, non solo perché la Motor Valley è la tana di Maranello e sugli spalti ci sia un pienone di truppe ferrariste. Leclerc e Sainz catalizzano tutte le attenzioni in un fine settimana durante il quale non è un miraggio sognare una doppietta che non è ancora arrivata nel 2022. Il “predestinato” ha i favori del pronostico, plana in Italia con due vittorie ed un secondo posto e un vantaggio in classica superiore ad una gara che gli consente di tentare una semi fuga dopo appena tre gare. Una bella mano è arrivata dai suoi rivali più temibili, il fresco campione del mondo olandese e il fenomeno più vincente di tutti i tempi che fino allo scorso anno sembravano di un’altra categoria.

Verstappen ha le polveri bagnate ed il morale sotto terra, ma sicuramente trasformerà in rabbia agonistica due ritiri (sempre per problemi di affidabilità) in tre gare. Il Re Nero, da parte sua, ha una Freccia che non si rompe, ma non ne vuole sapere di correre, bizzosa come un cerbiatto. Così, il rivale più vicino è baby Russel che merita tutto il rispetto, ma finora non ha vinto ancora una gara. Leclerc vive un momento di grazia, i risultati e le prestazioni hanno dato un ulteriore boost al suo ego che quando tutto fila liscio è giustamente smisurato. Ma Binotto, che ha sempre creduto ciecamente in Sainz, in Emilia vuol giocare con un attacco a due punte e per dare massima fiducia al madrileno ha tirato fuori dal cilindro il prolungamento biennale del contratto, fino al 2024.

Carlos junior ha chiaramente ringraziato, ma è sicuro che aveva in pugno la situazione lo stesso. Lui è l’unico che è stato compagno di squadra di Max e del principino, i piloti più spettacolari sullo schieramento, e non ha mai sfigurato. A Melbourne ha fatto un errore, ma ha delle attenuanti dopo non aver mai sbagliato tutta la scorsa stagione che ha chiuso davanti al monegasco. Carlos, oltre ad essere un driver tosto, è un ragazzo di mondo, figlio d’arte di pura razza, sempre pronto alla battuta: «Se mi sento all’altezza di Max e Charles? No, chiaramente penso di essere più forte...».

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