Giorgio Ursicino
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di Giorgio Ursicino

Ferrari, due razzi a Budapest: Charles e Carlos imbracciano la doppietta

Le due Ferrari a Budapest
Le due Ferrari a Budapest
di Giorgio Ursicino
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Sabato 30 Luglio 2022, 14:58 - Ultimo aggiornamento: 31 Luglio, 08:54

L’operazione “doppietta” prosegue. Binotto avrà placato le polemiche del Ricard, ma certo ha alzato parecchio l’asticella. Se si sbilancia uno come lui, di solito sempre prudente e molto realista, allora le chance di fare un cavalcata trionfale a Budapest prima di andare in vacanza ci sono davvero. Le prime prove del venerdì, per quanto difficili siano da decriptare, hanno confermato questa forte sensazione. Gli aspetti principali per cui Mattia ha tentato l’azzardo sono essenzialmente due, entrambi molto vigorosi. Il primo si è evidenziato con forza in tutte le ultime uscite, quelle di luglio: Silverstone, Zeltweg, Le Castellet. In queste tre occasione la Ferrari ha dimostrato che, se avesse fatto uno-due, nessuno avrebbe potuto gridare allo scandalo. Invece, la dea bendata ci ha messo lo zampino: una sefety car alquanto “inopportuna” in Inghilterra, un motore troppo roboante in Austria ed un muro di gomme che ha tagliato la strada al povero Charles in Francia.

Al di là dei risultati, la F1-75 ha confermato di essere la monoposto più in palla, nata benissimo e cresciuta ancora meglio. Prima o poi, per la legge dei grandi numeri, la ruota girerà e l’appuntamento con la gloria sembra proprio fissato per domani pomeriggio. Per essere in questa invidiabile situazione, i ragazzi di Maranello hanno sudato sette camicie e i risvolti sono stati più che onorevoli. Il team di Enrico Cardile, che si occupa della monoposto, è stato impeccabile e la Rossa è evoluta senza mai fare un passo indietro. Il fondo e l’ala posteriore forse sono state le due macro aree che hanno dato il contributo maggiore, ma ci sono altre micro aree dove l’impegno è stato incessante. Più sotto i riflettori il team guidato da Enrico Gualtieri che si occupa della power unit.

Tutti riconoscono l’immensa crescita fatta sia dalla parte termica che da quella elettrica, ma purtroppo tutti sanno anche che il cuore Ferrari è andato troppe volte arrosto rispetto all’Honda della Red Bull e ai Mercedes della squadra interna che non possono più guadare il Ferrari dell’alto in basso in termini prestazionali. Sta svolgendo un ottimo lavoro anche il duo franco-spagnolo che lavora alle dirette dipendenza del team principal: il direttore sportivo Laurent Mekies e il responsabile delle strategie Iñaki Rueda. Entrambi, al di là di alcune dichiarazioni a caldo dei piloti un po’ troppo latini (nel bene e nel male...), hanno sotto controllo le complesse organizzazioni che dipendono da loro. Anche i meccanici non scherzano: in questa stagione hanno il record del pit stop più veloce, un cambio gomme in poco più di due secondi.

Il secondo punto sul quale si può far leva sollevando tutto Hungaroring è forse più rilevante: il tracciato magiaro sembra fatto apposta per esaltare le doti della F1-75. Caratteristiche anche di trazione meccanica già in evidenza a Montecarlo: frenata, accelerazione, sfruttamento della gomme. Nelle prove di ieri Carlos è stato il più veloce all’ora di pranzo, Charles il pomeriggio. La Ferrari è risultata la più veloce ed equilibrata anche nel passo gara, soprattutto con lo spagnolo che ha effettuato un run più lungo e sostanzioso.

Aspetto non trascurabile è che la Red Bull, portatrice di novità sia al fondo che all’ala posteriore, è ancora alla ricerca del bilanciamento. Dietro a Leclerc si è infilato l’eccellente Norris a due decimi. Al di là di una McLaren a suo agio nel misto (il circuito ungherese veniva definito un “kartodromo”), i tempi oggi potrebbero scendere, attesa pioggia permettendo. Bene Alonso, che festeggia il compleanno, e Vettel, che ha annunciato il ritiro. Un’incognita la Mercedes che è salita con due piloti sul podio la settimana scorsa, ma sembra ripiombata nella nebbia.

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