Dacia Spring, l'auto elettrica diventa per tutti: costa meno di 10 mila euro con gli incentivi

Mercoledì 7 Aprile 2021 di Giorgio Ursicino
La nuova Dacia Duster

Una rondine non fa primavera. Una Spring, probabilmente, sì. In questo inizio di bella stagione, accompagnato dalla speranza che i vaccini mettano al tappeto il virus cattivo, è sbocciata una nuova gemma. La transizione energetica, centrifugata dalle paure della pandemia, ha accelerato un processo irreversibile. La decarbonizzazione è ormai realtà e sta lanciando in orbita le vetture elettriche. O almeno quelle pesantemente elettrificate, cioè con la spina. Ricaricabili con energia pulita, “green”. Le performance commerciali di questi gioielli vanno oltre ogni più rosea previsione e spingono i costruttori a rivedere sistematicamente gli ambiziosi target di vendita. Così, il lancio di una citycar molto carina, che nell’era della mobilità termica era un’operazione di routine, può diventare un attesissimo evento epocale.

Specialmente se il modello in questione si può acquistare, con i vigorosi incentivi, a meno di 10 mila euro. Un sasso nello stagno per il mercato europeo azzoppato dal covid. Un terremoto virtuoso che può sedurre i consumatori attenti a spendere bene i propri soldi e ad appagare la loro coscienza ecologica sempre più convinta. Come dicono con una punta di orgoglio in Dacia, Spring al 100% a batterie è «Esclusivamente per tutti». Si tratta della rivisitazione del terzo millennio di un principio cardine dell’industria automotive che nel tempo ha motorizzato il pianeta diventando rilevante per il modo di vivere e muoversi della società intera. Fino a scomodare termini importanti come “libertà individuale”.

Cosa vogliono sostenere? Che la Spring è come la model T sfornata dalla catena di montaggio di Henry Ford? O come il Maggiolino VW che diventò l’auto del popolo andando a cercare fortuna nei continenti più lontani? Paragoni senz’altro audaci. Si vedrà. Sicuramente può scuotere le coscienze il modello zero emission, di una Casa che è una garanzia dal punto di vista della qualità e dell’affidabilità, proposto ad un prezzo tanto accessibile. Una vettura che, in ogni caso, guarda al domani e fa parte della tecnologia del futuro. Per affermare che Dacia Spring abbia tutte le carte in regola per creare scompiglio nel segmento delle citycar altamente ecologiche non serve una grande visione. È una delle vetture con il motore ad elettroni lunga meno di 4 metri, in grado di ospitare 4 persone e con un listino che, compresi i bonus ecologici, parte da 4 cifre.

In più c’è il fatto che i numerosi modelli ad emissioni zero in fase di lancio hanno dimensioni importanti o sono di brand premium, quindi con un prezzo non proprio economico. Per avere un’idea del consenso che stanno incontrando le auto che non inquinano basta guadare i dati del mercato europeo in questi primi mesi del 2021. A febbraio la quota di vetture con la spina ha superato il 20% in Germania, il 13% in Gran Bretagna e Francia. A marzo in Italia ha sfiorato il 9%. Era al 4,6 nello stesso periodo dello scorso anno (quando il mercato era praticamente chiuso per lockdown) e allo 0,4% a marzo 2019. Da allora, però, le emissioni medie ponderate di CO2 sono scese da 143,6 a 122,7 g/km, un taglio di quasi il 15%. Un’enormità.

In questo scenario si tuffa la Dacia Spring anche se le prime consegne ai clienti arriveranno a settembre. Spring, come se non bastasse, fa parte di quella categoria dei mini-crossover o dei baby-Suv che va per la maggiore. Lunga 373 cm, larga 177 (con i retrovisori) ed alta 151, ha un passo di 242 cm e un’altezza libera da terra di oltre 15 cm nonostante un cerchio ruota da 14 pollici non proprio gigantesco (i dischi freno anteriori hanno un diametro di 238 mm e sono ventilati per uno spessore di 1,7 cm). Il peso è inferiore alla tonnellata. I passaruota mostrano i muscoli, sul tetto ci sono le barre, il cofano è bombato e la calandra, che ospita la presa di ricarica, è “piena” come tutti i veicoli elettrici che non hanno bisogno di raffreddamento. I cerchi “flexwheel” imitano quelli in lega con un’elegante copertura.

Nella versione Comfort Plus ci sono numerose personalizzazioni arancioni per rafforzare il carattere. La capacità di carico del bagagliaio è di 290 litri che salgono a 620 reclinando i sedili posteriori. La versione Cargo commerciale immatricolata N1 ha una capacità di 1.100 litri e una potata utile di 325 kg. Per i car sharing c’è la versione dedicata Business. Al centro della strumentazione il display di 3,5”; di serie lo sterzo ad assistenza variabile 100% elettrico, climatizzazione manuale, chiusura centralizzata da remoto, 4 alza cristalli elettrici, accensione automatica delle luci e limitatore di velocità con comando al volante. Chiaramente non mancano Abs ed Esp e la frenata automatica al di sopra dei 7 km/h.

Il propulsore ad induzione sviluppa 33 kW (44 cv) con 125 Nm di coppia ed è alimentato da una batteria da 27,4 kWh che garantiscono un’autonomia superiore a 300 km in città (ciclo Wltp) che scendono a 230 nel misto (velocità massima 125 km/h). L’80% della ricarica si fa in meno di un’ora alle colonnine a corrente continua da 30 kW. Con la presa domestica da 2,3 kW servono 14 ore; tempi intermedi con le wallbox da 3,7 e 7,4 kW. La Dacia Spring ha il più basso costo TCO ((Total Cost of Ownership) di qualsiasi vettura sul mercato (sia elettrica che termica). La Comfort costa 19.900 euro che scendono a 9.460 con gli incentivi e un’auto da rottamare.

Ultimo aggiornamento: 11 Aprile, 15:12 © RIPRODUZIONE RISERVATA