Napolitano, cresce l'ipotesi dimissioni
Renzi: lui una garanzia. Fi: resti

Napolitano, cresce l'ipotesi dimissioni Renzi: lui una garanzia. Fi: resti
3 Minuti di Lettura
Sabato 8 Novembre 2014, 22:32 - Ultimo aggiornamento: 22:33

ROMA - Cresce l'ipotesi dimissioni di Giorgio Napolitano e la sua successione sarà la grande partita politica dei prossimi mesi. Il dibattito si incrocia con quello sulla stabilità del Patto del Nazareno, perché Forza Italia non vuole restare fuori dai giochi per la scelta del nuovo presidente.

Tra i primi ad intervenire c'è Matteo Renzi. Al presidente del consiglio, durante la sua visita al cantiere della variante di Valico sull'Appennino tosco-emiliano, viene chiesto se è preoccupato per la possibilità che Napolitano lasci: «Io non mi preoccupo del futuro del Capo dello Stato, mi preoccupo di fare bene il mio lavoro. Napolitano è una garanzia per tutto il Paese», risponde il premier mostrando da un lato la solidità del suo rapporto con il Colle ma anche la consapevolezza che Napolitano potrà lasciare.

Anche il presidente del Senato Grasso guarda a un futuro in cui Napolitano non sarà più al Quirinale: «Sono certo che il presidente della Repubblica - osserva Grasso - darà e continuerà a dare il massimo per essere utile al nostro Paese in qualsiasi modo e con qualsiasi funzione». Attestati di stima anche dal ministro Maria Elena Boschi che si augura Napolitano «possa rimanere il più a lungo possibile a svolgere il suo ruolo per tutti noi come capo dello Stato». I partiti si posizionano immediatamente.

Forza Italia, con Giovanni Toti, chiede che Napolitano resti lì dove sta, perchè «è un elemento di stabilità». Il partito di Berlusconi si sente garantito dalla presenza di Napolitano. Ma se proprio dovesse decidere per l'addio, allora, il successore dovrà essere «un nome di garanzia». Con l'avvertenza, ovviamente rivolta a Renzi: «Nessuno pensi a forzature di maggioranza». Già , perchè Forza Italia, dopo la doccia fredda del voto per il giudice della Consulta che ha visto il successo dell'asse tra Pd e M5s, non vuole che la politica dei «due forni» prosegua anche per il Quirinale.

Posizione pressoché coincidente con quella del Ncd: anche il partito di Alfano chiede a Napolitano di restare e chiede comunque, come sottolinea Schifani, che per la successione si trovi una convergenza «su figure di alto profilo che non determinino scontri di ideologie o partitiche e che siano un elemento di garanzia». Si affida alla decisione del Capo dello Stato, Pier Luigi Bersani: «Farà per il meglio», ha detto l'ex segretario Pd. Il movimento cinque stelle per ora non si sbilancia. Resta però la durezza di Grillo contro Napolitano, definito sul suo blog «un presidente della Repubblica eletto(si) per la seconda volta contro lo spirito della Costituzione che decide lui quando dimettersi ricattando di fatto il Parlamento».

Leggi Corriere Adriatico per una settimana gratis - Clicca qui per la PROMO

© RIPRODUZIONE RISERVATA