Manovra, stangata su benzina e diesel
Fornero: pronti a rivedere indicizzazioni

Martedì 6 Dicembre 2011
Il ministro del Lavoro Elsa Fornero
ROMA - A sorpresa, nella manovra, aumento immediato per le accise sui carburanti. Al contrario del previsto aumento dal primo gennaio, a decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto le aliquote su benzina e diesel salgono rispettivamente a 704,20 euro (+8,2 cent al litro) e 593,20 euro per mille litri (+11,2 cent).



«Quando certe riforme, decisioni e misure arrivano in ritardo, è maggiore l'impatto, l'insoddisfazione, la preoccupazione e il dissenso»: lo ha detto il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, a Mantova. «Con franchezza - aggiunge - dobbiamo dire che ora stanno arrivando giusto in tempo per evitare sviluppi catastrofici. Abbiamo di fronte un compito duro, ma sono convinto che tutti insieme riusciremo a farcela con senso di giustizia, responsabilità e sacrifici».



Indicizzazione bloccata per il 76.5% delle pensioni. Il blocco dell'indicizzazione delle pensioni riguarda il 76,5% degli assegni e darà risparmi per 3,8 miliardi di euro nel 2012, al lordo delle minori tasse che lo Stato non incasserà per il mancato aumento degli assegni. Ma il governo è pronto a modificare la norma che blocca l'indicizzazione delle pensioni se verrà avanzata una proposta con una copertura che garantisca i saldi. Lo ha detto il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, a Ballarò. Il ministro ha spiegato che il blocco dell'indicizzazione è dovuto alla necessità di trovare dei soldi che la riforma delle pensioni non da nei primi due anni. «Se trovassimo altri soldi - ha proseguito Fornero - sarei felicissima di alzare il tetto delle pensioni a cui garantire l'indicizzazione». Giovanni Floris ha chiesto se è disponibile ad accogliere proposte dei partiti: «Sì - ha replicato - purchè si rispettino i saldi».



Dal 2018 addio alla pensione di anzianità. E' questo l'obiettivo di Elsa Fornero. Il ministro del Welfare lo ha annunciato in un'audizione alla Camera poche ore dopo la firma del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano al decreto legge contenente la manovra “Salva Italia” varato dal governo Monti.



Naturale conseguenza della riforma. Nel testo «non c'è una norma di legge per la quale le pensioni di anzianità scompariranno», ha spiegato il ministro del Lavoro, ma questa sarà una naturale conseguenza della riforma (che prevede si possa uscire in anticipo rispetto all'età di vecchiaia con almeno 42 anni e un mese di contributi se uomo e 41 se donna). In merito alle nuove misure la Fornero ha detto che «il metodo contributivo non è il sistema perfetto ma sicuramente il più equo a livello generazionale e il più sicuro in termini finanziari».



Era necessario intervenire con l'accetta.
«Il nostro grado di libertà, a causa delle esigenze finanziarie è stato pochissimo», ha spiegato inoltre il ministro, sottolineando che il sovrapporsi di «molte e stratificate» riforme degli anni precedenti dava un risultato non sempre «coerente». Alcune riforme erano un «ostacolo» al dispiegarsi del disegno progressivo dell'andata a regime nel 2030 del contributivo. Quindi se, da una parte, era «naturale agire con l'accetta, e indispensabile, per i prossimi anni», dall'altra poteva essere «l'occasione per dare un respiro di lungo termine a queste riforme di modo che gli italiani non se ne debbano aspettare un'altra tra due anni» anche perchè le riforme in questo settore possono costituire un «grave shock sui piani di vita». Ultimo aggiornamento: 3 Gennaio, 19:12 © RIPRODUZIONE RISERVATA