Concorso presidi, la carica dei candidati:
in 150mila per poco più di 2.300 posti

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Mercoledì 20 Luglio 2011, 12:09 - Ultimo aggiornamento: 15 Agosto, 00:26

ROMA - I posti in palio sono 2.386, i candidati attesi per la contesa centocinquantamila. Secondo le stime del ministero dell'Istruzione, comunicate in questi giorni agli Uffici scolastici territoriali, per il prossimo concorso a presidi ci saranno 62 persone che parteciperanno per ogni posto bandito. Una enormità rispetto ai 37.500 professori che hanno partecipato alle prove del 2004. Nel mezzo c'è stata la crisi che spinge in molti a cercare posizioni più solide, considerando anche che, negli ultimi anni, gli stipendi dei prof non sono lievitati, anzi. Solo nel Lazio sono previsti 15mila partecipanti per 215 posti banditi.

Gli aspiranti presidi non saranno selezionati più solo per titoli: arriva un test preselettivo per misurare da subito le loro competenze. Solo chi passa accederà all'esame vero e proprio. Intanto sul bando per lo svolgimento dei concorsi è già polemica. Le domande vanno presentate entro il 16 agosto presso una scuola qualunque sul territorio. Quindi tutte le istituzioni scolastiche devono garantire la presenza di un amministrativo che apra le porte delle segreterie a possibili candidati che vogliano registrarsi per partecipare.

«Molti dirigenti scolastici - spiegano dall'Anp, l'Associazione di categoria - stanno richiamando dalle ferie il personale». Il ministero, infatti, anche per colpa del Tesoro che ha firmato tardi le carte, ha pubblicato il bando per il concorso solo a luglio inoltrato, nonostante fosse atteso per l'autunno scorso. Risultato, ora tocca alle scuole sobbarcarsi tutte le procedure in piena estate e richiamare il personale.

C'è maretta anche sulle date del concorso: il Miur non ha indicato quella per lo svolgimento del test preselettivo. Si sa che sarà intorno al 20 settembre, ma la specifica manca. Mentre le date delle prove concorsuali vere e proprie saranno stabilite dagli uffici scolastici regionali. Un fai-da-te che non piace ai candidati e neppure alle associazioni di categoria perché apre a possibili ricorsi. E poi servono tempi certi per concludere il concorso. Già oggi, infatti, sono 2.300 in tutta Italia le scuole che non hanno un preside. A settembre andranno a reggenza, avranno un capo di istituto 'supplente'.

Solo nel Lazio sono 221 le realtà in questa situazione. In questo quadro di incertezze si inserisce la manovra economica che punta ad accorpare le sedi sotto dimensionate e con pochi alunni che sono 1.800 in Italia. Secondo i calcoli dell'Associazione presidi per effetto della manovra potrebbero essere 1.200 le scuole in meno l'anno prossimo. Per cui a settembre 2012 ne resterebbero scoperte 1.100. Se per quella data sarà concluso il concorso i presidi assunti copriranno il fabbisogno. Se invece le procedure andranno per le lunghe, considerando i nuovi pensionamenti, rimarranno scoperte ancora 1.900 sedi.

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