Commessa filma il capo in mutande
Licenziata, il giudice: «Va riassunta»

Filma il capo in mutande
e diffonde il video. Licenziata
il giudice: «Va riassunta»
di Michele Fullin
VENEZIA - Una goliardata nel locale spogliatoio di una prestigiosa boutique di Venezia, filmata e condivisa in un gruppo whatsapp, le era costata il licenziamento con la minaccia di ulteriori azioni legali da parte del datore di lavoro. Per il giudice, però, le informazioni tratte dal diffuso sistema di messaggistica, vanno trattate non come post sui social network (Facebook, Twitter ecc) ma alla stregua della corrispondenza privata, la cui inviolabilità è sancita dalla Costituzione. Senza prove utilizzabili, dunque, per la Giustizia il misfatto non c'è mai stato e la commessa sarà reintegrata nel posto di lavoro. Con un risarcimento congruo e il pagamento di quasi un anno di contributi previdenziali. Un fatto, questo, più unico che raro dopo le modifiche normative all'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori introdotte dal governo Renzi, che hanno reso il reintegro una fattispecie estrema.
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Sabato 12 Gennaio 2019, 09:37 - Ultimo aggiornamento: 11:42