Furto del secolo a Palazzo Ducale:
capobanda incastrato dalla foto su Fb

Furto del secolo a Palazzo
Ducale: capobanda incastrato
dalla foto dell'anello su Fb
Furto del secolo a Palazzo
Ducale: capobanda incastrato
dalla foto dell'anello su Fb
Arrestati dalla polizia di Zagabria ieri sera i cinque banditi accusati del clamoroso furto di gioielli della collezione Al Thani compiuto il 3 gennaio scorso a Palazzo Ducale, a Venezia, durante la mostra «Tesori dei Moghul e dei Maharaja». Ad incastrare la banda è stata in particolare una foto postata su Facebook dal capo - Vinko Tomic, membro del noto gruppo criminale Pink Panther -, una distrazione fatale: grazie al confronto tra immagini e a un dettaglio gli investigatori hanno riconosciuto l'autore del furto al palazzo veneziano. In un'immagine sul social, infatti l'uomo indossava lo stesso identico anello che aveva al dito quando ha messo a segno il colpo alla mostra. Il dettaglio è stato rivelato oggi in una conferenza stampa alla quale erano presenti il procuratore capo Bruno Cherchi, il questore di Venezia Danilo Gagliardi, il capo della squadra Mobile Stefano Signoretti e Alessandro Giuliano, direttore dello Sco (Servizio Centrale Operativo). 
 

GLI ARRESTATI
Si tratta di quattro cittadini croati e di un serbo, tutti maschi tra i 43 e i 60 anni d'età. Gli arresti sono stati effettuati nella zona di Zagabria e in Istria, grazie anche, come ha riferito la polizia croata, all'intensa collaborazione con gli inquirenti italiani. Il capo della banda, Vinko Tomic, era ricercato anche in Svizzera per un furto di gioielli del valore di circa dieci milioni di euro nel 2011 a Basilea, anche quella volta durante una mostra. ll capo della banda aveva materialmente prelevato i gioielli dalla teca, il complice e un terzo uomo che faceva da palo erano all'interno della Sala dello Scrutinio. Il gruppo è accusato di concorso in tentato furto e concorso in furto aggravato. Tutti e cinque sono stati arrestati tra mercoledì e giovedì tra Zagabria e l'Istria in esecuzione di mandati di arresto europei.

IL BOTTINO
A Venezia lo scorso gennaio dalla collezione privata di Hamad bin Abdullah Al Thani, membro della famiglia reale del Qatar, furono rubati un paio di orecchini di platino con diamante e una spilla con un rubino, il cui valore viene stimato a circa due milioni di euro. Dei gioielli non c'è ancora traccia.

NON ERA LA PRIMA VOLTA
Altro dettaglio importante emerso durante la conferenza riguarda i precedenti tentativi di furto dei gioielli della mostra  «Tesori dei Moghul e dei Maharaja» da parte della banda. Sì, perché per ben due volte, i banditi avevano tentato di forzare la teca: il primo risale al 30 dicembre e non era andato a buon fine perché non erano riusciti ad aprirla. Il secondo è del 2 gennaio. In questo caso i ladri erano stati allontanati da Palazzo Ducale dopo che una donna, che aveva notato uno di loro premere sulla teca, aveva avvisato la sorveglianza  (il tre gennaio invece il furto andrà a segno).

 
 

L'OCCHIO DELLE TELECAMERE
I ladri sono stati seguiti, almeno virtualmente, dagli occhi delle telecamere veneziane. La loro fuga è stata immortalata a partire da Palazzo Ducale fino a Piazzale Roma. Qui la banda è salita a bordo di una vettura ed è partita alla volta della Croazia.
 
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Venerdì 9 Novembre 2018, 15:35 - Ultimo aggiornamento: 09-11-2018 16:47

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